Quando scrivo

Quando scrivo mi è spesso compagno il silenzio, oppure, al contrario, i mille e più fruscii della natura e della quotidianità. Quando scrivo, a volte mi fanno compagnia le preziose fusa dei miei amati gatti, ma il più delle volte, in verità, il canto della notte, i sussurri della luna ed i cori delle stelle. Quando scrivo, la mia anima vibra come tese corde di violino, preda di intense e varie emozioni:a volte prega, altre piange, altre ancora sorride, spesso rimpiange, sempre e comunque sogna. Quando scrivo, la mente prende per mano il cuore ed insieme intraprendono un lungo viaggio dentro la mia anima che si mette completamente a nudo e che toglie ogni qualsivoglia ostacolo o barriera alla verità! Quando scrivo, talvolta mi son compagne lacrime leggere e silenziose, quasi delle dolci carezze;oppure, al contrario, lacrime fluenti e prolungate… simili a piccoli ruscelli improvvisamente sgorgati sul viso, in attesa di sfociare chissà dove, chissà come e chissà quando.Quando scrivo, le parole mi balzano davanti come tanti attori insoddisfatti del loro ruolo, quasi fosse marginale, desiderosi invece di assoluto protagonismo:a volte sanno essere carezzevoli e dolci, altre volte severe ed ostili, soprattutto a me stessa, a tal punto da farmi  correre frequentemente il rischio di esserne ferita a sangue; altre volte ancora sono invece  languide e profumate, intrise a tratti di dolce sensualità ma soprattutto di romanticismo, malinconia, una malinconia aperta però alla speranza, e vibrante spiritualità. Solitamente sono eteree e sognanti, spesso alimentate dal rimpianto e  dalla nostalgia, istintivamente descrittive, estremamente e lucidamente introspettive. Quando scrivo, la mia anima sa essere orchidea delicata e profumata, stellato tappeto di sogni, desideri e speranze, oppure fertile terra per germoglianti inquietudini, profondi rimpianti, paure e debolezze, ma anche per sinceri ed intensi slanci affettivi. Quando scrivo, cerco le emozioni più vere e profonde per donare loro magnifiche ali, ali grandi, leggiadre, persino dorate o magari argentate, affinché possano volteggiare libere e pure fuori dall’anima andando incontro a chi vorrà custodirle, e magari farle persino riposare, dopo un così lungo volo, anche solo per un pò, dentro il proprio cuore.
© Antonella P. Di Salvo 2010 ( tutti i diritti riservati )

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