* 8 Marzo *


Un augurio a tutte le donne;

A tutte le mamme che amano i propri figli;

Un augurio alle lavoratrici e mogli;

Un augurio a tutte le poetesse, artiste di ieri e oggi;

Un augurio alle soldatesse;

Un augurio alle spose di Dio;

Un augurio alle donne coraggiose;

Un augurio alle donne malate;

Un augurio alle donne decedute;

Un augurio alle donne che nasceranno;

Un augurio alle mie nonne;

Un augurio a mia sorella;

Un augurio alle mie zie;

Un augurio alle donne sole;

Un augurio alle adolescenti;

Un augurio alle piccole bimbe;

I miei auguri vogliono appunto augurare una vita splendida

e piena di gioia e amore alle tipologie di donna sopracitate.

Auguro alle donne maltrattate di riuscire a reagire e voltare pagina.

Alle mamme di vivere il più a lungo possibile con i propri figli.

Alle lavoratrici e mogli di tornare a casa con un marito pronto ad amarle.

Alle poetesse e artiste mi inchino per i loro sforzi nell’emanciparsi.

Alle spose di Dio auguro un cammino illuminante.

Alle soldatesse auguro sempre un ritorno.

Alle donne coraggiose auguro una vita piena e soddisfacente.

Alle donne malate auguro una morte serena e lontana.

Alle donne decedute dedico le mie preghiere.

Alle donne che nasceranno dico “non mollate mai”.

Alle mie nonne invio il mio amore.

A mia sorella auguro tutto il bene di questo mondo, nonostante tutto.

Alle mie zie mando tanti abbracci calorosi.

Alle donne sole dico di non preoccuparsi, perché se siete sole

è perché siete abbastanza forti da sole.

Alle adolescenti dico di tenere duro, prima o poi tutto passa.

Alle piccole bimbe, tanta fortuna.

 

A me stessa auguro più forza, coraggio, audacia e tenacia.

DAL WEB

 

8 MARZO : 100 ANNI DI ERRORI, TRA DATE SBAGLIATE E INCENDI INESISTENTI
A un secolo dalla sua prima celebrazione, l’8 marzo resta una festa avvolta dal mistero. A cominciare dalla data: in Europa la prima celebrazione della Giornata internazionale si svolse infatti nel 1911 ma il 19 marzo (non l’8), per ricordare quando, durante i moti del 1848, il re di Prussia promise il voto alle donne sull’onda della protesta.
Anche la tragedia che sarebbe alla base della scelta della data è infondata. Nonostante sia un luogo comune duro a morire, a New York l’8 marzo 1908 nella fabbrica Cotton NON SI VERIFICÒ alcun incendio. Si verificò invece nel 1911 il 25 marzo nella fabbrica Triangle. L’ origine della festa è altrettanto confusa. Infatti non è vero che fu l’attivista Clara Zetkin, nella conferenza dell’Internazionale socialista del 1910 a Copenaghen, a istituirla. I documenti parlano chiaro: della mozione della Zetkin non c’è traccia. Perciò è impreciso affermare che Clara Zetkin istituì la Giornata internazionale della donna. Le prime a istituire una giornata delle donne furono infatti le socialiste americane nel 1908 per chiedere il diritto di voto. Ma a maggio, non a marzo. Perché proprio questa fu una costante delle prime celebrazioni: il ricorso a date “spontanee”, senza un coordinamento generale. Il primo “vero” 8 marzo risale al 1914, in Germania. Ma fu del tutto casuale: i socialisti tedeschi avevano promosso per quel mese una “settimana rossa” che cominciava l’8 marzo e decisero di aprire con la celebrazione della Giornata, puntando sul tema del suffragio femminile. In Francia le celebrazioni si tennero il giorno seguente. Ma allora cosa fece dell’8 marzo la giornata “ufficiale” della festa delle donne? In una confusione simile sembra difficile crederlo, eppure all’origine della Giornata nella forma attuale c’è una manifestazione di donne a san Pietroburgo. Che l’8 marzo 1917 (23 febbraio secondo il calendario giuliano in vigore in Russia), organizzate dai bolscevichi, scesero in strada per chiedere pane per i loro figli e il ritorno dei mariti dalle trincee. Un corteo talmente partecipato che le forze di sicurezza dello zar non osarono intervenire né prendere le misure abituali repressive per bloccare le ribelli. L’imponente manifestazione diede il via alla rivoluzione di febbraio ed è a quest’episodio che nel 1921 la Terza Internazionale si richiamò per ufficializzare per questa data la “Giornata internazionale dell’operaia”. Un’appropriazione a tutti gli effetti, che cancellò con un tratto di penna le socialiste americane, promotrici della prima Giornata documentata e che fece di un’iniziativa rivolta a tutte le donne un appuntamento che riguardava solo la classe operaia e il movimento comunista. Anche in Italia, l’impiego della mimosa risulta avere un’impensata matrice comunista: a introdurre il simbolo delle celebrazioni dell’8 marzo fu infatti Rita Montagnana, dirigente dell’Udi e moglie di Palmiro Togliatti. Era il 1946 e cercando un fiore per preparare le celebrazioni del primo 8 marzo dell’Italia libera, pensò a questo fiore, abbondante in questo periodo e spesso disponibile senza pagare.

RAI tg online

 

Un pensiero speciale va a tutte quelle donne che ogni giorno, “in silenzio”,  subiscono maltrattamenti ed ingiustizie, sia in famiglia che nella società…soprattutto a tutte quelle donne che vengono sfruttate, perseguitate ed uccise proprio da chi invece aveva loro promesso di amarle e proteggerle per sempre…

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