Si sta come d’Autunno…

Questo brevissimo e celebre componimento di Giuseppe Ungaretti è incluso nella raccolta Allegria di naufragi (1919), per poi ritornare anche nelle edizioni della  Allegria (nella sezione Girovago). Questa poesia è formata da un’unica e pregnante similitudine, che equipara i soldati alle foglie autunnali, simboleggiando la precarietà dell’esistenza umana durante la guerra. La poesia, composta originariamente nel luglio del 1918, viene inizialmente pubblicata sulla rivista bolognese «La Raccolta».

La precarietà dell’esistenza umana è più che mai evidente in questi ultimi giorni: un terremoto crudele ed infido, ieri, Mercoledì 24 Agosto, ha sconvolto in piena notte svariate regioni del Centro Italia, colpendo in particolare cittadine e borghi del Lazio e delle Marche, alcuni dei quali letteralmente rasi al suolo ( Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto), portando via con sé vite (fra cui molti bambini) case, strade, chiese, edifici storici, ricordi, sogni… Immenso è il dolore di chi ha perduto i propri cari, costante la paura, a causa del persistere delle scosse, terribile la consapevolezza di aver “perduto tutto”, tutto ciò che dava consolatori ricordi e certezze alla propria esistenza. Grande il cordoglio e la partecipe commozione da parte di tutti gli italiani, me inclusa, generosi sino all’eroismo i soccorsi…umana la rabbia verso ciò che di triste, doloroso e difficile dovranno purtroppo affrontare per mesi, se non per anni… migliaia di persone. Oltre che pregare per le povere vittime e per gli affranti sopravvissuti, non resta che sperare nella duratura e miracolosa sopravvivenza sotto le macerie di più persone possibili, che siano presto riportate alla luce, ed in una ricostruzione veloce ed onesta ( nulla di ciò che verrà raccolto in beni di consumo, donazioni, aiuti di ogni tipo e denaro vada a finire “nelle tasche sbagliate”) di tutte le cittadine sconvolte dal terremoto. I versi del grande Ungaretti ci facciano riflettere: abbiamo una sola e preziosa esistenza, viviamola al meglio, seminando il bene, mettendo a frutto doni e beni, condividendo, ma soprattutto amando… il nostro più importante “biglietto da visita” per l’aldilà, per quella che sarà la vera esistenza, sarà infatti l’Amore che avremo donato!

Antonella 

Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore.

S. Giovanni della Croce

 

 

 

 

 

Ritrovato e salvato dopo 16 giorni sotto le macerie un gattino. E’ sopravvissuto con poca aria, senza cibo e solo qualche goccia di pioggia dall’acqua piovana. Increduli e commossi i proprietari del gatto, chiamato Pietro. Ora il gatto si trova ricoverato in una clinica veterinaria di Rieti.

IL VIDEO DEL SALVATAGGIO

 

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-08-25/salgono-247-vittime-terremoto-circa-400-feriti-notte-60-nuove-scosse-072420.shtml?uuid=ADAZSx9&refresh_ce=1

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/24/terremoto-centro-italia-la-diretta-almeno-120-morti-case-implose-fase-critica-deve-ancora-iniziare-foto-e-video/2992595/

 

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