Per non dimenticare…mai!

“Nelle mia religione ci insegnano che ogni essere vivente, ogni foglia, ogni uccello, sono vivi solo perché contengono la parola segreta per la vita. È l’unica differenza tra noi e un grumo di argilla. La parola. Le parole sono la vita, Liesel. Tutte quelle pagine bianche le regalo a te per riempirle.”

“Riuscirai sempre a trovarmi nelle tue parole, è là che vivrò.”

Da:”Storia di una ladra di libri”

L’Orrore può essere tramandato anche grazie alla “parola”

che scritta, pronunciata o urlata aiuta a non “Dimenticare”…

Antonella

Risultati immagini per 27 gennaio giorno della memoria

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Mattarella al Quirinale : “La giornata della Memoria non ci impone soltanto di ricordare le tante vittime innocenti di una stagione lugubre e nefasta. Ma impegna a contrastare, oggi, ogni seme e ogni accenno di derive che ne provochino l’oblio o addirittura ne facciamo temere la ripetizione”.

L’Italia si ferma per ricordare le vittime dell’Olocausto. Tanti i convegni, le commemorazioni e le occasioni per sensibilizzare sull’importanza del giorno della memoria, sopratutto per i più giovani.

Perché si celebra proprio oggi questa ricorrenza? Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Così l’Assemblea generale delle Nazioni unite approvò la risoluzione 60/7 per rendere questa ricorrenza una data significativa per tutto il mondo e impedire che tragedie del genere possano verificarsi ancora.

Ovviamente anche nel nostro Paese si sono state tante iniziative. A Roma, nella sala del Campidoglio, la sindaca Virginia Raggi ha incontrato i rappresentanti della comunità ebraica di Roma sopravvissuti allo sterminio, alla presenza di tanti studenti. Nella sala della Protomoteca c’erano Sami Modiano, Ruth Dureghello, Piero Terracina scampati allo sterminio. A Firenze una corona di fiori è stata deposta sul binario 16 della stazione di Santa Maria Novella, luogo dal quale partirono i treni con i deportati, a Torino, nel Palaruffini, l’intera mattinata è stata dedicata agli istituti superiori del capoluogo piemontese e della provincia.

Non mancano i pensieri delle più alte cariche dello Stato. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto al Quirinale: “Pensare, oggi: ‘Io non c’ero, non ero ancora nato’, non può rendere estraneo al dovere di rispondere alla domanda posta da un fardello così opprimente; non libera la storia presente -ha detto il Capo dello Stato- da una domanda così stringente e carica di angoscia: come fu possibile che nel cuore dell’Europa cristiana, l’Europa culla di civiltà, nella quale erano nati i diritti della persona, i principi di libertà, eguaglianza, fraternità, si infiltrasse un cancro tanto micidiale e distruttivo?”

http://www.unita.tv/focus/perche-si-celebra-oggi-la-giornata-della-memoria-tutte-le-inziative/

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Le donne ebree in Sicilia al tempo della Shoah

Dalle leggi razziali alla liberazione (1938-1943)

Testimonianze e interviste che mettono in luce gli stati d’animo e la reazione delle donne perseguitate, all’interno della vicenda più complessa che riguarda gli ebrei presenti in Sicilia durante il Ventennio.

Descrizione

Cosa cambiò nella vita delle donne ebree o sposate con ebrei al tempo del fascismo in Sicilia, in particolare dopo il varo delle leggi razziali del 1938? Attraverso testimonianze e interviste, questo libro ricostruisce gli stati d’animo e la reazione delle donne perseguitate, all’interno della vicenda più complessa che riguarda gli ebrei presenti nell’isola durante il Ventennio. La loro fu una storia di coraggio, di amore e di resistenza. Appartenevano per lo più alla classe borghese medio-alta; erano donne colte, che frequentavano i salotti bene delle città. Alcune di esse erano impegnate in attività lavorative, altre avevano preferito occuparsi esclusivamente della gestione familiare. Erano medici, imprenditrici, scrittrici, maestre di danza, madri, casalinghe. Tutte indistintamente da un giorno all’altro si trovarono a subire gravi limitazioni nei loro diritti civili, in un crescendo di tragedie ed angosce, che ebbe termine con l’arrivo degli Alleati nel luglio 1943. Per tre ebree siciliane, che si trovavano nell’Italia del centro-nord, il destino fu quello della deportazione nei lager. E nessuna di loro tornò a raccontare l’orrore che aveva vissuto.

http://www.marlineditore.it/shop/85/85/1719_le-donne-ebree-in-sicilia-al-tempo-della-shoah.xhtml?a=5,

 

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https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_una_ladra_di_libri

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