“Coraggio” – “A te che stai sulla croce”…

The Crucified Christ by Jeffrey Hein Jeff is an amazing artist. I'm lucky to have known him and his art. (Salt Lake City, Utah)

 

“Coraggio, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell’abbandono. Non imprecare, sorella che ti vedi distruggere giorno dopo giorno dal male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero che non sei calcolato da nessuno. Coraggio! La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”.

 

“Al Golgota si va in corteo, come ci andò Gesù. Non da soli. Pregando, lottando, soffrendo con gli altri. Non con arrampicate solitarie, ma solidarizzando con gli altri che, proprio per avanzare insieme, si danno delle norme, dei progetti, delle regole precise, a cui bisogna sottostare da parte di tutti. Se no, si rompe qualcosa. Non il cristallo di una virtù che, al limite, con una confessione si può anche ricomporre. Ma il tessuto di una comunione che, una volta lacerata, richiederà tempi lunghi per pazienti ricuciture”.

 

“La nostra esistenza non è inutile. Il nostro dolore alimenta l’economia sommersa della grazia….la sofferenza tiene spiritualmente in piedi il mondo. Nella stessa misura in cui la passione di Gesù sorregge il cammino dell’universo verso il traguardo del Regno”.

Don Tonino Bello

 

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/antonio-bello/

Toninobello.jpg

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Bello

 

 

A Te, che stai sulla croce

col volto piegato

dalla sofferenza

e dalla morte

con il cuore

 palpitante di emozioni

volgo il mio sguardo.

Uno sguardo

umilmente consapevole

di non esser degno

di incrociare il Tuo

uno sguardo semplice, sincero

profondamente commosso

uno sguardo

dolcemente proteso

verso il grande mistero

del Divino fatto Uomo

uno sguardo

pieno di mille perchè

sulla terrena vita

sulla sofferenza

e sulla morte.

Il mio cuore

è pieno di fede

tuttavia, fragilmente umano 

è anche facile preda

di improvvise malinconie

ma, nel contempo, sa essere

improvvisamente gioioso

e stupito

sì, ancora stupito

così come quello dei bimbi

stupito e grato

della tua Immensa Misericordia.

La mia anima imperfetta

sempre e per sempre

ha sete di Te

Somma Perfezione!

Ha sete

 del Tuo puro ed immenso

Amore

del Tuo tenero abbraccio

e del Tuo

amorevole perdono.

Se potessi

toglierei una ad una

le spine dolorose

che ti trafiggono il capo.

Se potessi

tergerei

con le mie lacrime

le Tue tante ferite

e bacerei

le Tue dolorose piaghe

con tenerezza

e con compassione

sperando di lenirle un pò.

A Te, che stai sulla croce

dono le mie speranze

ma anche i miei dubbi

e le mie incertezze.

A Te che sei

” L’Uomo dei dolori “

offro umilmente

i miei piccoli dolori

– quelli presenti

e quelli passati –

ma anche le mie risa infantili

e tutto quanto di puro

può ancora esservi

in me.

A Te, amato e Buon Gesù

dono con gioia

e con fiducia

la mia vita

e la mia anima.

 © Antonella P. Di Salvo

 

 ” Venne la luce a illuminazione di coloro che stanno seduti all’ombra dei sepolcri, e illuminazione voleva dire: riconoscere il dono della luce e mutare anche se stessi in luce che si dona. Ciò sarebbe stata la morte dell’istinto e la sua resurrezione nell’amore “.

– Hans Urs von Balthasar –

 

 …Donna, la man gli è presa / e nella croce gli è stesa / con un botto gli è fesa / tanto ci l’on ficcato! / L’altra man se prende / nella croce se stende / e lo dolor s’accende, / che più è moltiplicato. / Donna, gli piè se prenno / e ciavellanse al lenno, / onne iuntura aprenno / tutto l’han desnodato” (Jacopone da Todi).

E la folla assetata ancora gridava “Crucifige! Crucifige!” ed io accanto a Maria di Magdala, sconosciuta e dolente, con il fardello delle mie fragilità, assistevo al mistero dell’immolazione di Cristo per tutta l’umanità. “Dappertutto un caos in sommovimento, un subbuglio senza speranza, un brulicame che appuzza l’aria afosa, una irrequietudine scontenta di tutto e della propria scontentezza. Gli uomini nell’ebrietà sinistra di tutti i veleni, consuman se stessi per bramosia di fiaccare i loro fratelli di pena, e, pur di uscire da questa passione senza gloria, creano, in tutte le maniere, la morte. Le droghe estatiche e afrodisiache, le voluttà che struggono e non saziano, l’alcool, i giuochi, le armi, prelevano ogni giorno a migliaia  i sopravvissuti alle decimazioni obbligatorie.” (Papini Preghiera a Cristo).

— Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno —

E chinavo il capo, con l’improvvisa visione delle mie debolezze, delle mie ipocrisie, delle mie insofferenze, in un pianto sommesso.

— In verità io ti dico che oggi sarai con me in Paradiso —

Perché il perdono è amore e “…L’amore è un sacramento che andrebbe ricevuto in ginocchio con Domine non sum dignus, sulle labbra e sul cuore di chi lo riceve…” (de Profundis Oscar Wilde).

E la tenerezza abbracciava la madre, tutte le madri del mondo, la solitudine dell’umanità. E quelle braccia aperte ferite, sanguinanti per tutto il dolore degli uomini, affidavano alla fratellanza, alla sensibilità di chi sa amare anche sulla terra, la rinascita del mondo.

— Donna, ecco tuo figlio. Figlio ecco tua madre —

“Dall’ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all’ora nona. E verso l’ora nona, Gesù gridò a gran voce: – Eli, Eli, lama sabactanì? – cioè –Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? – (Vangelo secondo Matteo).

In quel grido risentivo i graffi del mio cuore, il pianto delle mie sofferenze, l’accorato appello nel momento del dolore. E nell’umanità di quel grido ho sentito “Cristo sparpagliato / per tutta la terra / Dio vestito di umanità” (Padre Turoldo)

La fine del martirio si sta compiendo. Lo strazio ha snaturato il volto, l’atrocità ha ucciso la pietà, la carne dilaniata testimonia la ferocia degli uomini.

— Ho sete —

E in quell’aceto, ultimo sprezzante insulto, c’è l’amaro dei peccati di un’umanità senza vergogna, senza misura. Ma c’è, forse, la premonizione dell’eterna sete di Dio che attraversa l’inquietudine degli uomini e la mia personale ricerca di giustizia, di verità, di pace

Poi “Gesù gridando a gran voce, disse: – Padre nelle tue mani rimetto lo spirito mio – Detto questo spirò” (Vangelo secondo Luca).

E il mondo si inginocchiò davanti a tanto Amore. E l’uomo si sentì grande nel cuore di Dio. E mai il dolore fu così puro, consapevole, vero. E l’umanità fu abbracciata dalla redenzione, dalla speranza. E il mistero della fede scaldò l’anima di chi vuol credere. E la vita fu illuminata dal sacrificio di Cristo. E l’uomo imparò ad amare nell’Amore di Dio.

Ed io fragile come una foglia al vento, continuo a pregare: “ Anima di Cristo, santificami / Corpo di Cristo, salvami / Sangue di Cristo, inebriami / Acqua del costato di Cristo, lavami / Passione di Cristo, confortami” (Anima di Cristo di Ignazio di Lojola).

http://www.milanopost.info/2015/04/03/ai-piedi-del-crocifisso-con-il-cuore/

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