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Il Dolore

* Foto di: Paolo Roversi

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Il Dolore

è aspra ed intricata foresta

di afflitte radici

rigogliosa.

E’ impavida notte

senza nemmeno

un briciolo di stelle.

Il Dolore è fluire lento

di malinconici canti

che inaspettati

emergono

dall’oscuro antro

del silenzio.

E’ orco crudele

paziente belva

in attesa di ghermire

fragili prede.

Il Dolore è ineluttabile

ed ha cicatrici profonde

ed antiche.

Nei ricercatori di luce

non sfugge a se stesso

ma insegue

senza arretrare

sofferenze e rimpianti

che a  fiotti emergono

dalle viscere dell’anima.

Il Dolore

spesso si tinge di rosso

come sofferto tramonto

trasudando sangue

da ferite sempre aperte.

Il Dolore brucia

arde furioso

facendo contorcere

le viscere

sino allo spasimo.

Ma l’anima intrepida

e fiduciosa

non crolla

o se crolla si rialza

liberamente offrendo

lacrime, dubbi e pene

avidamente cercando ristoro

in una fede 

salda e coerente

e in dolci brezze

di appaganti sogni.

© Antonella P. Di Salvo

( Tutti i diritti riservati )

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Il dolore è il gran maestro degli uomini.

Sotto il suo soffio si sviluppano le anime.

(Marie von Ebner-Eschenbach)

*

 

 

 

“La Croce non va interpretata in base al dolore, ma in base alla fedeltà e all’amore di Dio. Gesù non ha fatto molti discorsi sul dolore ma l’ha combattuto e sconfitto in vari modi: con gli esorcismi, con i miracoli, con le guarigioni; non ha mai cercato direttamente la Croce ma ha voluto sperimentare direttamente il dolore che si è abbattuto sull’uomo per la sua malvagità. Gesù non ci salva perché soffre, ma mentre soffre ci ama, ossia condivide il dolore umano e non ci lascia soli nella nostra sofferenza; non è venuto per abolire il dolore umano, ma si è steso sulla Croce facendoci così capire che Lui non ci lascia soli nel nostro dolore.

Quindi, è la visione cristiana che dà un senso al dolore, non la sapienza umana.  Il credente sa che può essere liberato dal male ma non dal soffrire: sa che Dio lo ha amato al punto di venire a condividere con lui tutto, anche il dolore. La famosa affermazione di San Paolo: “Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1, 24)  vuole spingerci oltre il masochismo o la semplice accettazione del dolore per farci partecipi di una nuova visione del mondo fondata sulla Croce di Cristo. Il malato di cancro che soffre atrocemente (anche se l’amore cristiano consente e anzi favorisce l’utilizzazione della medicina palliativa) sa che anche la sofferenza di Cristo sulla croce è stata atroce, come hanno dimostrato scientificamente (e come se ce ne fosse stato bisogno) gli studi compiuti nel XX secolo sull’Uomo della Sindone.

Ma non c’è solo il dolore fisico derivante dalle malattie o dalle torture inflitte dall’uomo ai suoi fratelli visti come nemici, c’è anche il dolore di chi assiste impotente alla sofferenza e alla morte di una persona cara, di un figlio, di un coniuge[5]: personalmente non riesco a immaginare niente di più sconvolgente. Ma anche in questo caso il nostro dolore non è abbandonato a se stesso perché anche la Madre di Dio ha assistito, ai piedi della croce, alla morte tremenda di suo Figlio su quel crudele strumento di tortura e di morte, inventato per gli schiavi e i non romani e la fede ci insegna che Maria è anche madre nostra e non ci lascia soli in quei momenti terribili.

Nella Lettera Apostolica Salvifici doloris del 1984 (§ 18) S. Giovanni Paolo II descrisse la Preghiera del Getsemani come il momento definitivo dell’accettazione da parte di Gesù del dolore umano. Nel 2011 Benedetto XVI tornò su questo argomento[6], portando la nostra attenzione su come Egli sperimentò l’angoscia e la sofferenza al punto di sudare sangue e chiese ai discepoli di non lasciarlo solo, di vegliare e pregare insieme a Lui (Mt 26, 38). Ma i discepoli si addormentarono: per stanchezza, o perché non vollero condividere la passione di Cristo? Qui l’Evangelista mostra, in forma narrativa, la più terribile delle tentazioni cui è sottoposto l’animo umano quando, pur di tenere lontana da sé l’immagine del dolore, giunge a rimuovere anche il dolore altrui, fino a intorpidire la propria anima rendendola fredda e insensibile. La sonnolenza degli apostoli nel Getsemani ben rappresenta la forma di rimozione del male tipica del mondo in cui viviamo. Quante volte abbiamo sentito parlare di malati terminali che hanno perso tutti gli amici perché costoro, terrorizzati dalla vista del dolore e dalla immagine della morte imminente, non sono più andati a fare visita allo sventurato?

 Questa rimozione inizia con la rimozione di Dio; prosegue con la rimozione dell’altro; sfocia nella pretesa di rimuovere, di distaccarsi da tutti i mali del mondo. Forse da questo deriva il successo che ha avuto il buddismo presso tanti occidentali, forti solo a parole.

Invece Gesù prega i discepoli di non lasciarlo solo, ma essi non lo ascoltano e si addormentano. È da questo sonno greve e ottuso, angosciosa metafora della situazione spirituale di tanta parte dell’umanità contemporanea, che dovremmo prendere le mosse per tornare a interrogarci e portare alla luce la parte più intima ed oscura del nostro essere”.

https://www.riscossacristiana.it/perche-soffriamo-una-riflessione-cristiana-sul-dolore-sulla-sofferenza-di-carla-dagostino-ungaretti/

http://www.gesuemaria.it/il-senso-cristiano-del-dolore.html

http://www.famigliacristiana.it/articolo/dietro-le-nostre-sofferenze-c-e-la-volonta-di-dio.aspx

http://www.uccronline.it/2011/12/15/di-fronte-al-male-innocente-solo-il-cristianesimo-puo-resistere/

Risultati immagini per il senso cristiano del dolore

 

Il ” buio” ed il dolore appartengono purtroppo a tutti gli esseri umani,  nessuno escluso, ma possono trovare empatico conforto in un abbraccio, un sorriso, una carezza, una mano tesa, uno sguardo, un tramonto, un miagolio, lo sbocciare di un fiore, una voce amata che riecheggia per sempre nel cuore! La vita è un’altalena continua di gioie e dolori, ma molto può il calore umano, e molto possono la Fede, l’amore per la Natura, la Poesia, l’Arte, la Musica…

© Antonella

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* Sempre più lontano *

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✿ܓ

Pura essenza d’amore
etereo angelo
delle mie solitarie notti
cerco il tuo sorriso
– irraggiungibile chimera –
nel tiepido e dolce
sussurro del vento
tra le foglie
che risveglia
le palpitanti emozioni
della mia anima
e la sua
malinconica verità.
Sei musica
delicata e preziosa
essenza profonda
fragranza intensa
di gelsomino
e carezza di rosa gentile.
Sei passione struggente
di un respiro
sempre più lontano
ma che ancora
si insinua
tra sogno e realtà.

© Antonella P. Di Salvo
( Tutti i diritti riservati )

 

Foto

 

 

L’amore è l’ala che Dio ha dato all’anima per salire sino a lui.

Michelangelo Buonarroti

Soltanto un Angelo…

Soltanto un angelo può capire quanta compassione c’è nel suo ruolo, quanta tenerezza si crea in un rapporto così stretto. E soltanto un angelo può capire la morte per quello che è.

Carolyn Jess-Cooke, I diari dell’angelo custode

Solo un mano d’angelo – Alda Merini

Solo un mano d’angelo intatta di sé,
del suo amore per sé,
potrebbe offrirmi

la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.

La mano dell’uomo vivente
è troppo impigliata nei fili
dell’oggi e dell’ieri,
è troppo ricolma di vita
e di plasma di vita!

Non potrà mai la mano dell’uomo
mondarsi per il tranquillo pianto
del proprio fratello!

E dunque,soltanto una mano
di angelo bianco
dalle lontane radici
nutrite d’eterno e d’immenso
potrebbe filtrare serena
le confessioni dell’uomo
senza vibrarne sul fondo
in un cenno di viva ripulsa.

Alda Merini

 

 

Da: *Poesie sugli Angeli* Emily Dickinson

FRAMMENTO 679

Io so bene che dentro la mia stanza
c’è un amico invisibile –
non si rivela con qualche movimento
nè parla per darmi conferma.

Non c’è bisogno ch’io gli trovi posto:
è una cortesia più conveniente
l’ospitale intuizione
della sua compagnia.

La sola libertà che si concede
è di essere presente.
Nè io nè lui violiamo con un suono
l’integrità di questa muta intesa.

Non potrei mai stancarmi di lui:
sarebbe come se un atomo ad un tratto
si annoiasse di stare sempre insieme
agli innumerevoli elementi dello spazio

Ignoro se visiti anche altri,
se rimanga con loro oppure no.
Ma il mio istinto lo sa riconoscere:
il suo nome è Immortalità.

Emily Dickinson

Angeli

” Non occorre dunque che tu passi attraverso l’inferno per incontrare un angelo”.

Gibran

Oggi Festa Degli Angeli Custodi

Foto: Gli angeli sono amore in movimento. Amore che non si ferma mai, che lotta per crescere, che sta al di là del bene e del male. Quell’amore che tutto divora, che tutto distrugge, che tutto perdona. Gi angeli rappresentano l’incarnazione di questo amore, e nel contempo, ne sono i messaggeri.</p><br />
<p>Paulo Coelho, Le Valchirie

Un’anima non è mai
senza la scorta degli Angeli,
questi spiriti illuminati sanno
benissimo che l’anima nostra
ha più valore che non tutto il mondo.
(Bernardo di Chiaravalle)

Foto: L'amore è l'ala che solleva l'anima verso l'infinito.<br /><br />
L'amore è il principio di tutte le cose.</p><br />
<p>Romano Battaglia</p><br />
<p>un ringraziamento a Sonia Alfani per l'immagine .