Archivi

~♥~ VORTICE DI EMOZIONI ~♥~

“Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. Non importa se otteniamo dei risultati o meno, se facciamo bella figura o no, in fin dei conti l’essenziale, per la maggior parte di noi, è qualcosa che non si vede, ma si percepisce nel cuore”.

(Aruki Murakami)

 

Couple with birds


Negli occhi

colori, profumi

intense emozioni

visive

ed olfattive.

Tra i desideri

più accesi

sogni, speranze

vitali passioni.

Afferrino esse 

l’anima

nel loro vortice

impetuoso

che lentamente

si plachi

tra gli occhi socchiusi 

nella dolcezza

di una nuvola leggera

o di una parola

sussurrata

donata

ricevuta

che ti sfiori il cuore

come una carezza.

© Antonella  P. Di Salvo

 

 

~♥~ Liebestraum ( “Sogno d’Amore”) di Franz Liszt ~♥~

Breathe me ~ self portrait in the evening.Photo by Sarah Loven from http://www.vogue.it/en/photovogue/Portfolio/6ff78e4f-fd46-4a89-9cde-86518f17d1c3/Image and http://sarahlovenphotography.com/

Dietro ti cerco..

 

Sì, dietro alla gente ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Dietro, dietro, oltre. 
Dietro a te ti cerco.
Non nel tuo specchio, non nelle tue parole,
né nella tua anima.
Dietro, oltre. 
Dietro ancora, 
più indietro di me ti cerco.
Non sei quello che io sento di te,
non sei ciò che palpita con sangue mio nelle vene,
senza che sia io.
Dietro, oltre ti cerco. 
Per averti incontrato, 
smettere di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai dietro a ogni cosa,
dall’altra parte di ogni cosa
-per averti incontrato-

Pedro Salinas

 

 

 

Anima, mia cara Anima…

L’anima si nutre d’estasi

come la cicala di rugiada.

(Anatole France)

 

*

Anima
mia cara anima
troppe volte malinconica
e silenziosa
posa fiduciosa
il tuo dolente capo
sul cuore
di chi asciugherà
le tue lacrime e nostalgie
con tenere carezze
e con bagliori di calda luce.
Anima sensibile
e palpitante
di sofferte emozioni
scaglia
ben lontano il dolore
quello più antico
e quello più recente
accendendoti di fiducia
e di passione per la vita
affrontando le tempeste
e scivolando
sulle acque più placide
dei tuoi sogni
remando in esse
desideri e speranze
sotto i magici riflessi
della candida luna.
Anima
ora selvaggia
or’altra pura
concediti il fascino
di un intenso
canto d’amore
riempi il tuo giardino
di colorati
e profumati fiori
e stendi la tua mano
alle più preziose
carezze
regalando alle stelle
delle tue emozioni
un diadema sfavillante
di amorevoli gesti.
Vinci l’aridità
della solitudine
col fluire impetuoso
del tuo amore
ed illumina il sentiero
della tua vita
soffiando in esso
il fascino intatto
dei tuoi sogni.
Non congedarti da essi
ma continua ad infuocarne
i tuoi giorni
profumando la tua essenza
con i petali
delle più soavi rose
risalendo il fiume
dei tuoi tormenti
coi capelli al vento
e con gli occhi
dolcemente sereni
fissi sul futuro
di una gioia
senza fine.

©Antonella P. Di Salvo

( Tutti i diritti riservati )

*

Vika Levina portrait black and white photo:

 

http://www.athenamillennium.it/lady59-antonella/10968/mia-cara-anima.html

“Festa della Mamma” 2017

Passion Wind's.,,,Chiara Anna..Lei era come la nottte  ..sapeva guadarare il mondo con occhi diversi ..sapeva portare luce e sogni ad ogni ..fumo di colore:

Nell’intimità del silenzio

sfilano emozioni senza tempo

proprio lì, dove più fitti

si fanno i ricordi.

Ferite antiche e recenti

restano aperte

ma il vostro tenero sorriso

scintillando da

gelosamente custodite

foto in bianco e nero o a colori

spesso illumina le mie notti.

Dolce Mamma

non  ho visto la luce della vita

spegnersi nei tuoi occhi

né ho consolatoria memoria

dei tuoi baci e carezze…

e subito umidi si fanno

gli occhi miei.

Amata “zietta”

vanamente ho cercato

di fermare il tempo

prendendomi cura

del tuo corpo sofferente

provando a stregare

gli anni avanzati

con la tenerezza

del mio amore.

Ma oltre le illusioni

i sogni, le nostalgie

e i rimpianti del non vissuto

oltre le ferite aperte del cuore

più vivo che mai pulsa

il poetico ricordo

di un reciproco amore

che mai avrà fine!

© Antonella P. Di Salvo

 

 

La mamma tiene il suo bambino per mano

solo per un breve periodo, ma il suo cuore

l’accompagna tutta la vita.
(Anonimo)

 

Fotoğraf:

Vegliate su di me, adorate Mamme, e su tutti gli altri cari

dal “bel paradiso”…come cantava De André…

dove vi sarete certamente riunite.

Mamme, fra loro sorelle

la cui bontà e bellezza

del viso e dell’anima

resterà indelebile nel mio cuore.

 

20170226_205807

 

Ti voglio bene

sempre rimpianta

e dolcissima  Mamma!

1454261835613

 

Carissima”zietta”, grazie per avermi donato

il tuo incondizionato amore

per avermi fatto comprendere

cosa vuol dire essere amati maternamente.

Ti voglio bene! 

1454263202775

 

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

(Pier Paolo Pasolini,”Supplica a Mia Madre”)

 

04032-ilmegliodite

✵ ~ The Summer Knows ~ ✵ & Estate

Fra non molto si schiuderanno nuovamente i profumati fiori estivi
e la dorata stagione del mare, dell’afa, delle spiagge affollate
e dell’insistente canto delle cicale, tornerà a riscaldare
corpi arsi dal sole e spruzzati di salsedine
e cuori infiammati di desideri e sogni.
Ma l’Estate è effimera, come tutte le stagioni
e men che non si dica dovremo, ancora una volta
rivestirci di autunno e di nostalgia.
Antonella

 

Sarah Lois Vaughan, soprannominata Sassy, la Divina e Sailor[1] (Newark, 27 marzo 1924Hidden Hills, 3 aprile 1990), è stata una cantante statunitense, esponente di punta dello stile jazzistico chiamato be bop.

Vinse due Grammy Award[2]; il National Endowment for the Arts le assegnò il premio NEA Jazz Masters nel 1989.[3] Dotata di una voce di contralto[4], è stata definita da Scott Yanow “una delle voci più stupefacenti del ventesimo secolo”.[5]

Sarah Vaughan ostentava una forte personalità; in realtà nell’intimo era molto fragile: ogni concerto, ogni recital, ogni sessione in sala di incisione era un inferno per lei, sempre piena di paura, insicura. Di qui la sua (fortunatamente sempre tenuta a bada) dipendenza da sigarette e droghe e uno dei motivi, forse il principale, per cui per tutta la vita restò attaccata al suo mentore Billy Eckstine, che di volta in volta definì come il proprio “padre” o addirittura “my blood” (il mio sangue), affetto a tal punto contraccambiato che, alla notizia della sua morte, Eckstine subì un colpo apoplettico.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sarah_V…

Testo e traduzione

The summer smiles, the summer knows
I sorrisi d’estate, l’estate sa
And unashamed she sheds her clothes
E senza vergogna che getta i suoi vestiti
The summer smoothes the restless sky
L’estate leviga il cielo senza riposo
And lovingly she warms the sand, on which you lie
E con amore lei riscalda la sabbia, su cui si trovano

The summer knows, the summer’s wise
L’estate sa, il saggio d’estate
She sees the doubts within your eyes
Vede i dubbi nei tuoi occhi
And so she takes her summertime
E così lei prende la sua estate

Tells the moon to wait and the sun to linger
Indica la luna di aspettare e il sole a soffermarsi
Twists the world round her summer finger
Colpi di scena il mondo intorno al dito estate
Lets you see the wonder of it all
Consente di vedere la meraviglia di tutto questo

And if you’ve learned your lesson well
E se hai imparato bene la lezione
There’s little more for her to tell
C’è po ‘di più per lei a dire
One last caress, it’s time to dress, for fall
Un’ultima carezza, è il momento di vestire, per l’autunno

And if you’ve learned your lesson well
E se hai imparato bene la lezione
There’s little more for her to tell
C’è po ‘di più per lei a dire
One last caress, it’s time to dress, for fall
Un’ultima carezza, è il momento di vestire, per l’autunno

– Tradotto da Anonimo –

* ESTATE *


Estate, dorata fioritura

di girasoli

trionfo di orchidee, di ortensie

e di rose

dei giardini olezzanti regine.

Vigorosa sferzata

di  scottante energia

e di salsedine

su corpi avidi di sole

accende, insieme al canto delle cicale

le ore più calde

delle affollate spiagge.

Il vento di scirocco

facendo svolazzare vesti colorate

ed ondeggiare spighe

spinge lontano le vele

che sembrano quasi

pattinare

sull’immensa distesa d’acqua

verde-azzurra

mentre i gabbiani divorano

prelibati pesci appena catturati.

Seduta in riva al mare

vedo rifiorire in me la serenità

tingendo di azzurro

persino la tristezza

percorrendo con la mente

oltre il liquido ondeggiare

freschi sentieri di pace e di gioia.

Il tramonto

dipinge di rosso e di arancio

cielo e mare

e al dolce canto dei grilli

nascosti tra l’erba  

si affaccia il bianco disco

della luna.

Mi sorride il firmamento  

facendo brillare nel cuore

infinite stelle

argentate scintille di speranza.

Scorrono, cascata luminosa

oltre le nere coltri della notte

che lentamente si fa rosea alba

per poi cedere il posto

allo sfavillante sole. 

Si schiudono i fiori

ricama bianche nuvole il cielo

ed un leggero venticello

olezzando di gelsomino e di rose 

mette infine a tacere

il silenzio.

 ©  Antonella P. Di Salvo

 

http://www.gasparebernardi.it/

* Cigno solitario *

Foto

Come cigno solitario
scivolo al mattino
sul vasto lago dei ricordi
ed allargo piano
le mie candide piume
verso il gaio volto del sole
alla ricerca di una duratura
carezza di luce.
A volte al tramonto
volteggio con le leggere ali
dell’anima
sulla curva bianca della luna
spiando il cocchio argentato delle stelle
che gioiose giocano a nascondino
con la materna notte.
Vago silenziosa
da una stella all’altra
chiedendo, invano
il dolce canto di una nenia
e la carezza di una mano gentile
fra gli inanellati capelli
di me bambina.
Solitaria e malinconica
senza sosta vago
sino al sorgere
del nuovo sole.
© Antonella P. Di Salvo
( tutti i diritti riservati )

Il Dottor Zhivago

Foto

Cessa il brusìo. Sono sulla scena.
Alla porta appoggiato,
Colgo in un’eco lontana
Ciò che mi sarà dato.

Su di me l’oscurità è stesa
Con mille binocoli a fuoco.
Allontana da me, Abba Padre,
Questo calice, ti invoco.

Amo il tuo proposito ostinato
E accetto di fare questa parte.
Ma ora va in scena un altro dramma,
E questa volta mettimi in disparte.

Ma sono state decise le azioni,
E finirà il cammino, non c’è scampo.
Sono solo, tutto è nell’ipocrisia.
Vivere non è attraversare un campo.

Amleto (1946) (da: Il Dottor Zhivago)

Il dottor Živago (Doctor Zhivago) è un film del 1965 diretto da David Lean, con Omar Sharif, Julie Christie, Geraldine Chaplin, Alec Guinness e Rod Steiger.

Tratto dall’omonimo romanzo di Boris Leonidovič Pasternak, che nel 1958 vinse il Nobel, fu presentato in concorso al 19º Festival di Cannes[1] e vinse cinque Golden Globe e cinque Oscar, celebre quello per la musica, il Tema di Lara, che vendette centinaia di migliaia di copie e la colonna sonora di Maurice Jarre che raggiunge la prima posizione nella Billboard 200.

Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al trentanovesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.[2]

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_dottor_%C5%BDivago_(film)

“Il dottor Zivago” di Borìs Pasternàk

Recensione di 

“Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.”

Un romanzo come Il dottor Zivago va assaporato. È uno di quei libri che vanno letti con la coscienza di star leggendo qualcosa di importante, qualcosa di unico, una testimonianza di qualcosa che noi, oggi, non possiamo neanche immaginare. Il dottor Zivago è il romanzo più importante di Borìs Pasternàk, poeta e scrittore russo vissuto durante il regime Sovietico. L’opera fu pubblicata in Italia per la prima volta nel 1957 dalla Feltrinelli, grazie alla caparbietà di Giangiacomo Feltrinelli fondatore della casa editrice. In Russia non ne fu permessa la pubblicazione, in quanto si sosteneva che il romanzo svelasse i lati più nascosti della Rivoluzione d’Ottobre. Proprio per questo, Feltrinelli sottrasse il manoscritto e lo pubblicò in anteprima mondiale, facendo diventare Il dottor Zivago il simbolo e la testimonianza della realtà sovietica.

“Vivere significa sempre lanciarsi in avanti, verso qualcosa di superiore, verso la perfezione, lanciarsi e cercare di arrivarci.”

La trama

Qui Pasternàk racconta la storia del dottor Zivago, un uomo di grandi sentimenti, medico, grande appassionato di scrittura. Con lo scoppio della Grande Guerra viene chiamato per prestare servizio medico sul fronte. Dopo questo periodo di separazione dalla moglie e dal figlio, torna finalmente a casa, a Mosca, dove però si rende conto di quanto la guerra abbia stravolto le condizioni di vita nella città. Per questo Zivago decide di rifugiarsi in campagna insieme alla famiglia, in particolare in un paesino sperduto sui monti Urali. Qui la vita scorre tranquilla, fino a che una serie di eventi stravolgono la vita di Zivago e della sua famiglia: l’incontro con Lara e la loro relazione, il rapimento di Zivago da parte dei partigiani rossi che lo costringono a prendere parte alla Rivoluzione, la lontananza dalla famiglia, il rientro in città, l’isolamento, la scrittura, fino alla morte.

La critica

Il dottor Zivago è, senza ombra di dubbio, un romanzo storico. Costituisce, infatti, una grande testimonianza di ciò che accadde in Russia durante la Rivoluzione d’Ottobre per gli eventi in esso narrati ma anche di come il Regime Sovietico influenzò negativamente, con atti di violenza, la vita dei suoi cittadini. Basti poi pensare al modo in cui Pasternàk fu trattato e per come gli fu impedito di pubblicare il romanzo e di ritirare il Premio Nobel nel 1958. Ma qui la storia viene sapientemente narrata, intrecciandola alla vita personale di un uomo colto, di intelletto fino, dedito alla sua famiglia e ai sentimenti, il quale diventa testimone della Storia (quella vera) e ostaggio di una guerra in cui non voleva essere coinvolto. I protagonisti del romanzo sono, dunque, due: da una parte c’è Zivago, con le sue vicende e i suoi problemi di uomo comune, e dall’altra c’è la Russia, con la rivoluzione che l’ha attraversata, la sua cultura e le sue tradizioni, i suoi paesaggi unici e quel freddo che sembra venire fuori dalle pagine di carta.

http://www.recensionilibri.org/2014/11/dottor-zivago-boris-pasternak.html

Altre recensioni: http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=film&id=743

http://www.qlibri.it/narrativa-straniera/romanzi/il-dottor-zivago/

http://www.parodos.it/books/pasternak.htm

http://zon.it/dottor-zivago-di-boris-pasternak/