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Peppino Impastato ed Aldo Moro…

Delicato "SOFFIO DI VENTO", il mio respiro...

“NOVE MAGGIO: GIORNATA DELLA MEMORIA

PER LE VITTIME DI TERRORISMO”.

“L’Italia sceglie la data in cui morirono Aldo Moro e Peppino Impastato per ricordare chi ha perso la vita negli attentati che negli anni hanno scosso il Paese. Dall’istituzione nel 2007 agli scontri in Parlamento dove,alla presenza di Mattarella, la politica omaggerà parenti e congiunti delle vittime”.

http://www.italiapost.info/255203-nove-maggio-vittime-terrorismo/

Ogni 9 Maggio si ricordano due grandi italiani

uccisi nello stesso giorno e nello stesso anno: 

Aldo Moro e Peppino Impastato.

Aldo Romeo Luigi Moro (Maglie, 23 settembre1916Roma, 9 maggio1978) è stato un politico, accademico e giuristaitaliano, due volte Presidente del Consiglio dei ministri, Segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana.

Tra i fondatori della Democrazia cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne segretario (1959). Fu più volte ministro; come presidente del Consiglio guidò…

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Monreale, festa del SS. Crocifisso 2018

“L’1 e il 2 maggio il comune del Palermitano si anima con manifestazioni folkloristiche, bande musicali, appuntamenti canori, sbandieratori, giostre e le strade si colorano di bancarelle ed illuminano a festa. Le celebrazioni in onore del SS. Crocifisso toccano il culmine il 3 maggio. Terminato il solenne pontificale celebrato dall’arcivescovo, ha luogo la tradizionale discesa dall’altare del simulacro che, adagiato sullo zoccolo della “Vara”, vede i fazzoletti dei fedeli accarezzargli il costato. Momenti di vera commozione che il Pitrè, nel secolo scorso, così descriveva: “…i sottostanti fanno ressa per salire anche loro, ma non trovano spazio per mettere un piede… “.

L’effige del Crocifisso è, poi, collocata all’esterno della chiesa, sotto la maiolica che raffigura il protettore di Monreale, da dove alle 18 in punto, accompagnata dal suono festoso delle campane, si dà il via alla solenne processione. Dalle 14 alle 18 i fedeli si accalcano presso la Maiolica, per toccare, baciare e pregare il Crocifisso. Fazzoletti bianchi, rossi, turchini volano dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso, lanciati dalla folla che li passa alle persone vicine al Cristo, che li raccolgono, sfiorando, con gli stessi,  le venerate membra, per poi ripassarli alla folla che, con le mani in aria, li coglie al volo, stringendoli al petto, accarezzandosi il viso e gridando: “GRAZIA PATRUZZU AMURUSU“.

duomo di Monreale

La processione, che si snoda per il corso principale della città, vede una marea di ceri accesi che avanza tra lo sfolgorio di luci, la pioggia di petali di rose e lo scampanio festoso delle campane di tutte le chiese. Alla processione partecipano anche le autorità civili e religiose tra cui il sindaco, l’Arcivescovo, i comandanti rispettivamente dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Municipale e buona parte del clero.

L’attuale processione si snoda lungo un percorso che per la maggior parte è quello indicato dall’Arcivescovo Venero nel 1625. Essa inizia dalla Collegiata, passa per via A. Veneziano fino al “Canale”, per corso P. Novelli fino all’Abbiviratura”, dopo una sosta di 30 minuti circa, riscende dalla stessa strada fino a via Garibaldi, detta “a scinnuta ru Signuri”, qui sosta dinanzi la statua di Padre Pio, poi prosegue per via Venero quindi corso P. Novelli, detto “a “Varanna”, per via Roma fino a piazza Vittorio Emanuele II. Esegue un giro completo della stessa piazza, prosegue per via B. D’Acquisto per risalire da via Palermo, rifare il giro della suddetta piazza e sostare, dinanzi il Comune e il Duomo, per i giochi pirotecnici al termine dei quali ritorna in Collegiata passando per via Umberto I.

La processione parte alle 18 del 3 maggio e termina alle 2 del giorno successivo. Un momento di toccante religiosità è il bacio dei bambini al simulacro in tutte le soste e un altro di grande attrazione, misto di fede e folklore, è l’arrivo allo “Spasimo”: dopo la difficile “scinnuta”, il Crocifisso, posto al centro della piazza con il volto proteso verso la Conca d’Oro, estende la sua benedizione al territorio sottostante, un tempo rigoglioso di campagne e di vita. A conclusione della processione, molto sentita è la “ricollocazione” del Crocifisso nella sua cappella posta sull’altare maggiore. I “Fratelli” a spalla, sempre fra due ali di folla, portano il Simulacro in chiesa, al grido: U NOSTRU PATRI RITORNA A LA CASA, mentre i fedeli rispondono: GRAZIA PATRUZZU AMURUSU, GRAZIA”.

https://www.ilsicilia.it/a-monreale-si-festeggia-il-ss-crocifisso-il-programma/

 

Il cuore, non la ragione, sente Dio;

ecco ciò che è la fede: Dio sensibile al cuore,

non alla ragione.

(Blaise Pascal)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Monreale, 3 maggio 2018 – Come anticipato la ”Calata” del Crocifisso c’è stata. Centinaia di fedeli hanno invaso e atteso per ore alla Collegiata per assistere al momento ricco di emozione. Tra preghiere, inni al “Patruzzu Amurusu”, lacrime e tanta commozione, il Crocifisso è stato deposto sullo zoccolo e portato fuori dalla Chiesa. Quindi è stato deposto sulla “vara”, in attesa in via Umberto I, al di sotto del baldacchino, dove lo stanno adorando i fedeli.
Il tempo è stato finora clemente. Le nuvole spuntano all’orizzonte, ma alle 18,00, come di consueto da tanti anni, si avvierà la processione”.

Monreale, ecco il temporale.

Il SS. Crocifisso al Duomo, processione domenica 6 maggio

“Monreale, 3 maggio 2018 – Alle 18,00 puntuale è cominciata oggi la processione del SS. Crocifisso. Una decisione difficile da prendere, dibattuta fino all’ultimo minuto. Lo spiraglio di sole che aveva fatto capolino tra le nuvole aveva fatto sperare nella fine della pioggia. Una decisione andava presa, con il rischio che fosse quella sbagliata. E così la Confraternita ha optato per cominciare il cammino tanto atteso dagli innumerevoli devoti accorsi anche quest’anno. Ma le preghiere non sono bastate, e dopo circa un’ora dal suo inizio si è capito che non si poteva andare avanti. Confratelli fradici d’acqua, alcuni anche senza scarpe, bambini tremolanti con addosso la sola camicia bianca e la bandana inzuppate. Madri e mogli in soccorso con gli ombrelli. Ed allora la decisione di “ritirare” in Cattedrale. Da Via Antonio Veneziano una rapida virata in corso Pietro Novelli e giù in direzione della Cattedrale, raggiunta dopo appena 15’. Una corsa sotto l’acqua sferzante fino al momento dell’ingresso al Duomo, dove il simulacro è stato accolto tra uno scroscio di applausi e tanti sospiri di sollievo.

Ma la processione si farà, il cammino dei fedeli è stato solo rinviato alla prossima domenica”.

 

https://www.filodirettomonreale.it/2018/05/03/monreale-temporale-ss-crocifisso-al-duomo-processione-5-maggio/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1933   “Grazia Patruzzu Amurusu”,

un grido tramandato da padre in figlio,

di generazione in generazione…

 

L'immagine può contenere: una o più persone, folla e spazio all'aperto

Il SS.Crocifisso tra storia e leggenda

Foto

 

Un legame con la città che resiste dal 1626

“Monreale 2 Maggio – Il legame è sempre forte. Il rapporto tra Monreale ed il suo patrono resiste, inossidabile, alle corrosioni del tempo. Quelli che domani faranno una visita nella cittadina, lo potranno constatare.

Sarà il giorno della processione del «SS. Crocifisso», seguita da migliaia di fedeli. Ogni anno, il 3 maggio, infatti, lungo un tragitto estenuante per le vie del paese, che termina a notte fonda, Monreale rende omaggio al simulacro del «Patruzzu amurusu», con una miriade di devoti, provenienti da diverse zone della Sicilia per seguire la «vara», spesso a piedi scalzi. Il rituale si ripete ormai da 385 anni, dal 3 maggio del 1626, quando la festa del SS. Crocifisso fu celebrata per la prima volta per volere dell’arcivescovo spagnolo Girolamo Venero. Un uomo, questo, il cui impegno fu decisivo per sconfiggere la peste del 1625, che anche a Monreale mieté moltissime vittime. Il resto, nell’immaginario popolare, lo fece appunto il Crocifisso, verso il quale la devozione dei monrealesi, già ben radicata, divenne totale ed incondizionata.

La leggenda del SS.Crocifisso, una di quelle più accreditate, parte dal 1540, quando un gruppo di mercanti siciliani, originari di Monreale, Palermo ed Altarello di Baida, veleggiava nel Mediterraneo, imbattendosi in una nave turca. Lì i marinai siculi notarono un crocifisso sbeffeggiato ed oltraggiato dai musulmani. La cosa li scandalizzò molto, tanto da chiedere di poter riscattare il simulacro, in cambio di una forte somma di denaro. Una volta tornati a casa, però, i mercanti dovevano stabilire l’appartenenza del simulacro. Decisero, quindi, di metterlo sopra un carro trainato da buoi: dove si sarebbe fermato il carro, sarebbe sorta una chiesa che avrebbe custodito il “Crocifisso”.

I buoi, ignari della responsabilità che gravava sul loro giogo, si fermarono molte volte e in vari luoghi, cessando definitivamente di viaggiare proprio dove ora sorge la chiesa della «Collegiata», attuale sede del simulacro. La storia, invece, ci racconta che fu ancora Monsignor Venero a commissionare la realizzazione del «SS. Crocifisso» alla famiglia Gagini, molto nota a quel tempo in tutta la Sicilia. Ad avvalorare questa tesi fu il professore Angelo Cristaudo, acese, al quale fu conferito l’incarico di restaurare il simulacro gravemente danneggiato dall’incendio dell’1 marzo del 1985. Cristaudo, in precedenza, aveva restaurato il Crocifisso di Assoro, realizzato da Antonello Gagini e tra i due simulacri notò troppi particolari analoghi per non risalire ad un’unica paternità”.

 

Preghiera a Gesu’ Crocifisso

Questa è la preghiera che viene recitata da tutti i fedeli durante i giorni della “novena” e  ogni qual volta si recano in chiesa ai piedi del simulacro del SS. Crocifisso.

Santissimo Crocifisso! Protettore particolare della Città di Monreale. Riuniti presso il tuo miracoloso simulacro, inneggiamo con fede a Te, nella ricorrenza della nostra tradizionale festa.

Innumerevoli sono le grazie che dal tuo trono di misericordia hai sempre ed a tutti elargito. Veniamo ancora una volta, fiduciosi, ad implorarti la grazia dell’anima ed il perdono dei peccati. Accogli la preghiera che umilmente ti rivolgiamo, ben sapendo che volentieri ascolti coloro che a te si rivolgono.

Ti raccomandiamo le nostre famiglie, perché in esse regni la pace, rinsalda i vincoli della fedeltà e dell’unione coniugale.

Ti raccomandiamo i nostri cari morti perché venga loro concessa la gioia eterna.

Conforta e guarisci gli ammalati d’ogni specie, affinché trovino in te coraggio per sopportare ogni sofferenza.

Fai crescere sani i nostri ragazzi, docili ai buoni richiami dei genitori e infiammati d’amore per te.

Proteggi la gioventù da ogni vizio insano e fai che ogni giovane trovi occupazione e lavoro.

Concedi salute e lavoro agli emigrati. Assistili perché non affievoliscano o perdano la fede, ma possano essere vanto della Santa Chiesa Cattolica.

Benedici la terra, benedici il mare, perché producano il necessario pane quotidiano.

Ricompensa con le tue grazie coloro che praticano e diffondono in Italia ed all’estero la devozione verso di te, Cristo Crocifisso.

Ci mettiamo tutti sotto la tua paterna protezione e fai che, per mezzo della Santa Vergine, madre tua e madre nostra, possiamo ricongiungerci tutti nella gloria del Santo Paradiso.  Amen

 

https://www.facebook.com/FiloDirettoweb/

http://www.palermoweb.com/panormus/feste/festa_monreale.htm

«Lu Signuri è pi la strata».

Il SS. Crocifisso di Monreale è di nuovo per le vie della città.

Monreale, 6 maggio 2018 – “Dopo una lunga attesa il SS. Crocifisso di Monreale è tornato per le strade monrealesi. Oggi il meteo clemente ha permesso alla Confraternita monrealese di poter nuovamente proporre la processione interrotta dopo pochi minuti lo scorso 3 maggio a causa del maltempo. Una piazza Guglielmo II gremita di gente ha accolto la Vara lignea del SS. Crocifisso che ha iniziato un percorso diverso da quello tradizionale. Da piazza Vittorio Emanuele il Crocifisso ha percorso via Roma e via Pietro Novelli, raggiungendo piazza Inghilleri. Da qui la croce sarà portata in spalla lungo la rimanente parte del percorso, riprendendo il cammino interrotto il 3 Maggio.
Lungo le strade petali, lenzuola bianche, candele e richieste di grazia al “Patruzzo Amuruso”, così è chiamata la statua del Crocifisso dai monrealesi. Fino a notte fonda la processione andrà avanti, accompagnata da una lunga fila di fedeli. Il Crocifisso farà rientro al Santuario subito dopo i fuochi d’artificio. Anche qui, come nel corso del momento dell’uscita dalla chiesa, si assisteranno a riti che si ripetono ormai da 392 anni e che da secoli emozionano”.

 

 

 

 

 

 

 

 

https://www.filodirettomonreale.it/

8 Marzo: “Festa Della Donna”…

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Oggi, giovedì 8 marzo, è la Giornata Internazionale della Donna.

La Giornata è stata istituita per ricordare le conquiste sociali ed i diritti ottenuti nel corso degli ultimi decenni dalle donne ed è osservata in tutto il mondo, ma solo in Italia per l’occasione si regalano le mimose, e lo si fa relativamente da poco tempo.
La prima festa della donna fu celebrata negli Stati Uniti nel febbraio 1909 su iniziativa del Partito socialista americano, che aveva invitato tutte le donne a partecipare a una manifestazione in favore del diritto di voto femminile. L’iniziativa del Woman’s Day fu ripetuta anche l’anno seguente, sempre per chiedere il diritto di voto e per manifestare alcune rivendicazioni sindacali, e nell’estate del 1910 la questione fu portata all’attenzione del VIII Congresso dell’Internazionale socialista, organizzato a Copenaghen. Inizialmente non fu raggiunto un accordo formale sull’istituzione di una giornata della donna che venisse celebrata da tutti nello stesso giorno: negli Stati Uniti venne mantenuta l’ultima domenica di febbraio, mentre in altri stati come Germania, Danimarca e Svizzera la Giornata della Donna fu legata all’anniversario di particolari eventi storici e fu celebrata tra il 18 e il 19 marzo 1911. Altri paesi organizzarono negli anni seguenti le loro feste della donna, ma la Prima guerra mondiale portò alla fine delle celebrazioni.

Lo sciopero delle donne dell’8 marzo

In occasione della Giornata internazionale della donna, in Italia e in più di 70 paesi del mondo, è stato organizzato un grande sciopero delle donne per protestare contro le forme di disuguaglianza tra uomini e donne. È organizzato da diversi movimenti femministi e, in Italia, da Non Una Di Meno. È uno sciopero femminista, sociale e politico, e non solo uno sciopero dal lavoro classicamente inteso: un’astensione da ogni attività anche di cura, formale o informale, gratuita o retribuita e sarà uno sciopero dal consumo e dai ruoli imposti dagli stereotipi di genere. Sul sito di Non Una di Meno si spiega che l’obiettivo principale della mobilitazione è il contrasto alla violenza maschile e a tutte le forme di violenza di genere.

La prima Festa della donna

Dopo la manifestazione del 1909 negli Stati Uniti, alla Seconda Conferenza internazionale delle donne, organizzata nel 1910 a Copenaghen, si discusse di istituire una festa ufficiale, senza però stabilire una data precisa. L’anno successivo, il 19 marzo, venne festeggiata da oltre un milione di donne in Svizzera, in Danimarca, negli allora Impero austroungarico e Impero tedesco.

La prima Giornata internazionale della donna ad essere festeggiata un 8 marzo fu quella del 1914, forse perché quell’anno era una domenica. Tre anni dopo ci fu un’altra manifestazione, sempre avvenuta l’8 marzo, nella quale le donne della capitale dell’Impero russo, San Pietroburgo, protestarono per chiedere la fine della guerra. Quattro giorni dopo lo zar abdicò – l’Impero attraversava da tempo una profondissima crisi – e il governo provvisorio concesse alle donne il diritto di voto: quella delle donne di San Pietroburgo fu una delle prime e più importanti manifestazioni di quella che oggi viene chiamata Rivoluzione di febbraio (perché, per il calendario giuliano all’epoca in vigore in Russia, avvenne il 23 febbraio). Dopo la rivoluzione bolscevica, nel 1922 Vladimir Lenin istituì l’8 marzo come festività ufficiale.

La Festa della donna e l’URSS

Fino agli anni Settanta la Festa della donna si festeggiò quasi esclusivamente nei paesi dell’Unione Sovietica e in Cina. Il 1975 fu dichiarato “Anno internazionale delle donne”, e le Nazioni Unite invitarono tutti i paesi membri a celebrare la ricorrenza dell’8 marzo. Due anni dopo, con una risoluzione ufficiale, l’ONU istituzionalizzò la festività.

Leggende metropolitane

Negli anni si sono diffuse leggende e storie infondate sulla nascita della Festa della donna. Una delle più comuni sostiene che venne istituita per ricordare un incendio che uccise centinaia di operaie di una fabbrica di camicie a New York l’8 marzo 1908. Quest’incendio non avvenne mai, in realtà: ce ne fu uno il 25 marzo del 1911 nel quale morirono 140 persone, soprattutto donne immigrate italiane e dell’Europa dell’Est, ma non fu davvero all’origine della festività, anche se l’episodio divenne uno dei simboli della campagna in favore dei diritti delle operaie. Allo stesso modo, non è vero – come sostiene un’altra versione – che la Giornata internazionale della donna viene celebrata per ricordare la dura repressione di una manifestazione sindacale di operaie tessili organizzata sempre a New York nel 1857.

Perché l’8 marzo si regalano le mimose?

In moltissimi paesi è tradizioni regalare fiori alle donne l’8 marzo ma la relazione tra i fiori di mimosa e la Festa della donna c’è solo in Italia. Nel nostro paese la Giornata internazionale della donna cominciò a essere celebrata anche dopo la Seconda guerra mondiale su iniziativa del Partito Comunista Italiano e dell’Unione delle Donne in Italia (UDI). Secondo i racconti dell’epoca, inizialmente si voleva usare come fiore simbolo della festa la violetta, un fiore con una lunga tradizione nella sinistra europea: uno dei sostenitori di questa idea era il vice-segretario del Partito Comunista Luigi Longo. Alcune dirigenti del Partito Comunista però si opposero: la violetta era un fiore costoso e difficile da trovare. L’Italia era appena uscita dalla guerra e molti si trovavano in condizioni economiche precarie e avrebbero avuto molte difficoltà a procurarsi le violette. Tra loro c’era Teresa Mattei, una ex partigiana che negli anni successivi avrebbe continuato a battersi per i diritti delle donne. Di lei è diventato leggendariouno scambio che ebbe con un deputato liberale a proposito della parità tra uomini e donne all’interno della magistratura: «Signorina, ma lei lo sa che in certi giorni del mese le donne non ragionano?», chiese il deputato. E lei rispose: «Ci sono uomini che non ragionano tutti i giorni del mese».

Mattei, insieme a Rita Montagna e Teresa Noce, propose di adottare un fiore molto più economico, che fiorisse alla fine dell’inverno e che fosse facile da trovare nei campi: da qui nacque l’idea della mimosa. Anni dopo, in un’intervista Mattei disse: «La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente». Anche se la festa della donna non divenne una ricorrenza popolare fino agli anni Settanta, la tradizione della mimosa ebbe successo e si mantiene ancora oggi. Come disse Mattei, morta nel 2013 a 92 anni: «Quando nel giorno della festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano».

https://www.ilpost.it/2018/03/07/giornata-internazionale-della-donna-3/

Un pensiero speciale va a tutte quelle donne le quali, vittime non solo di chi le sfrutta e le maltratta ma a volte del loro stesso cuore che fanno sempre e comunque prevalere, ogni giorno, “in silenzio”, subiscono maltrattamenti ed ingiustizie, sia in famiglia che nella società, spesso prevaricatrice e maschilista; soprattutto a tutte quelle donne che vengono sfruttate, umiliate, perseguitate ed uccise, proprio da chi invece aveva loro promesso di amarle, rispettarle e proteggerle per sempre.

Antonella

«L’amore guarda non con gli occhi ma con l’anima.»

(W. Shakespeare)

“La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa, né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.”

Audrey Hepburn

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Giornata della memoria…

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Ci siamo accorti

che la nostra lingua

manca di parole

per esprimere quest’offesa.

P. Levi

Ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere quest’offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati in fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla è più nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero.

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

 
 
 

 

 

Dolce & Gabbana a Palermo e Monreale

Capizzi: “La città saprà accogliere di certo gli ospiti prestigiosi”.

MONREALE, 28 giugno – Fervono i preparativi in città, in vista del prestigioso evento che si terrà il prossimo 8 luglio, quando piazza Guglielmo accoglierà i 400 prestigiosi ospiti, provenienti da tutto il mondo, per partecipare all’evento organizzato da Dolce e Gabbana.

L’organizzazione dice che dal 2 all’11 luglio saranno chiuse al traffico piazza Vittorio Emanuele e piazza Gugliemo per consentire l’allestimento della scenografia. Sarà garantito l’accesso pedonale a tutti i monumenti e agli uffici postali. Il giorno dell’evento (8 luglio) dalle ore 16 sarà chiusa al traffico la via Benedetto D’Acquisto.
Per il sindaco Piero Capizzi:”l’evento storico di alto prestigio consentirà di promuovere il nome della città di Monreale nel mondo, prova dell’affidabilità internazionale che siamo stati capaci di trasmettere. Abbiamo lavorato intensamente per far sì che la nostra città fosse scelta come location dell’evento, che, seppur riservato, consentirà di ospitare personalità provenienti da tutto il mondo e di mostrare le nostre bellezze proiettandole a livello internazionale, dimostrando la nostra capacità di accogliere eventi di così alto profilo.
I disagi, nella spiegazione del sindaco – saranno ridotti al minimo, grazie all’impegno e alla professionalità del personale comunale, dal comandante dei Vigili Urbani Lugi Marulli,  all’architetto Riccardo Cangemi e grazie al lavoro svolto in sinergia con il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Monreale, capitano Guido Volpe”.
“Un evento – continua il Capizzi – per il quale ringrazio personalmente l’arcivescovo di Monreale, Monsignor Michele Pennisi, e la sovrintendente ai Beni Culturali, Maria Elena Volpes, che hanno aderito al progetto che vede i monumenti più importanti della città presentati insieme ad un pubblico internazionale.
La presenza di testate giornalistiche provenienti da tutto il mondo – conclude il primo cittadino – ci darà la possibilità di mostrare il nostro prezioso patrimonio artistico come mai prima avvenuto. Sono certo che la città risponderà accogliendo al meglio i 400 prestigiosi ospiti”.

I modelli scenderanno dal balcone principale del complesso Guglielmo arrivando fino in piazza

MONREALE, 30 giugno – Sarà su una grande passerella “volante”, che partirà dal balcone principale dell’edificio del complesso “Guglielmo” ed arriverà fino in piazza, che sfileranno i modelli di Dolce e Gabbana nell’evento di sabato prossimo, 8 luglio.

L’indiscrezione, filtrata in questi giorni, sembra trovare conferma tra gli organizzatori. Nei prossimi giorni, quindi, arriverà la squadra di operai che procederà al montaggio. Frattanto, tra le indiscrezioni che vogliono l’arrivo di alcuni importanti personaggi-vip del mondo della musica e del cinema, la notizia certa è che saranno più di 400 gli ospiti di Dolce e Gabbana per un evento al quale sono già più di 50 le testate giornalistiche accreditate da tutto il mondo.
“Sarà certamente un momento molto importante per la nostra città – afferma il sindaco Piero Capizzi – che certamente contribuirà a dare una ancora più grande visibilità a Monreale e ai suoi monumenti”.

Dolce e Gabbana, l’evento di Monreale diventerà un film-documentario: lo curerà Peppuccio Tornatore

MONREALE, 3 luglio – La grande kermesse siciliana di Dolce e Gabbana, che avrà come teatro gli splendidi monumenti Unesco, e che a Monreale avrà in sabato prossimo 8 luglio il suo giorno clou, diventerà pure un film-documentario e porterà una firma d’eccezione: quella del premio Oscar, Peppuccio Tornatore.

Oggi pomeriggio, mentre piazza Guglielmo e piazza Vittorio erano un vero e proprio cantiere, il regista è arrivato a Monreale, assieme al suo staff, per un sopralluogo, soffermandosi con il sindaco Piero Capizzi.
Frattanto, a partire dalla serata di ieri, le piazze sono state invase dai tir e dai container del materiale che servirà per l’imponente scenografia che sta per essere montata e che renderà tutta l’area attorno al duomo un grandissimo set cinematografico.
Già montate le strutture, anche sulla cattedrale, sulle quali saranno agganciati gli enormi proiettori di luce che illumineranno a giorno piazza Guglielmo la sera della sfilata. Infine è già stata smontata (ma ovviamente sarà rimontata) la ringhiera del balcone principale del complesso Guglielmo dal quale usciranno i modelli per imboccare l’enorme passerella che arriverà fino a terra.

https://www.monrealenews.it/cronaca-monreale/cronaca-varia/18676-dolce-e-gabbana,-l%E2%80%99evento-di-monreale-diventer%C3%A0-un-film-documentario-lo-curer%C3%A0-peppuccio-tornatore.html

Monreale, 3 luglio 2017 – Un ospite d’eccezione è giunto questo pomeriggio a Monreale intorno alle 18.30. E’ il celeberrimo regista e produttore cinematografico Giuseppe Tornatore. Il regista bagherese è giunto a Monreale in tardo pomeriggio ed ha visitato Piazza Guglielmo e la Villa Comunale.

Tornatore è solo il primo dei numerosi vip che si recheranno a Monreale in questi giorni, in occasione dell’evento “Alta Sartoria” degli stilisti Dolce e Gabbana. Tra i vip molto probabile sarà la presenza di Robert De Niro, Madonna, Brad Pitt e, ultima indiscrezione George Clooney.

In molti si sono chiesto cosa fosse venuto a fare Giuseppe Tornatore a Monreale. È venuto per girare uno spot del marchio degli stilisti Dolce&Gabbana? Oppure per scegliere una nuova location di un film? O magari a lui sono state affidate le riprese dell’evento del prossimo 8 luglio a Monreale? Quest’ultima la tesi più accreditata.

Intanto a Monreale fervono i preparativi e la squadra della produzione è già al lavoro da questa notte per montare la scenografia del grande evento internazionale.

https://www.filodirettomonreale.it/2017/07/03/giuseppe-tornatore-monreale-dolce-gabbana-le-foto/

 

Monreale, 5 luglio 2017 – Non ci sarà né Brad Pitt, né Robert De Niro e nemmeno la cantante Madonna durante gli eventi di Dolce & Gabbana che si svolgeranno in questo fine settimana a Palermo e Monreale. I fans si devono rassegnare, non sono loro i vip in arrivo tra i 450 invitati selezionati dai due stilisti.

I vip saranno altri e stanno già arrivando a Marina di Villa Igiea a bordo di yacht super lussuosi che andranno a fare compagnia all’imbarcazione lunga 50 metri di Stefano Gabbana, dove c’è anche Domenico Dolce. Il Regina d’Italia è già ormeggiato da 4 giorni. Presente al molo anche uno yacht lungo 50 metri, con il solo equipaggio a bordo, e un altro di 60 metri, l’Astrid Conroy. La notte scorse è giunto un panfilo di 90 metri ma il nome del proprietario è ancora top secret.

Dal 5 al 10 luglio, in occasione degli eventi “Alte Artigianalità” di Palermo, Dolce&Gabbana apre una speciale pop up boutique e una Terrazza Martini situate entrambe presso la famosa Tonnara Florio di Palermo.

La boutique ospiterà le collezioni Donna e Uomo abbigliamento e accessori, gioielli, orologi e la linea Bambino. L’universo della Donna comprenderà capi speciali color oro, bluse e abiti ricamati in pizzo bianco a ricordare i corredi tipici siciliani, o a rete con patch di fiori rosa acceso e frutti del Mediterraneo; non possono mancare vestiti con stampe vivaci e dal sapore estivo: dominano le righe, i fiori, e stampe cartoline con immagini di monumenti storici di Palermo, il tutto declinato su tessuti leggeri come il cotone, il lino, il popeline e lo chiffon. A completare l’ampia offerta i caratteristici pon pon applicati che richiamano il tanto amato carretto siciliano. La collezione Uomo offre camicie dal sapore estivo, shirt pigiama in seta abbinate a pantaloni leggeri su cui sono risaltano la stampa cartoline e i tanto amati pupi siciliani.

Una pittrice sarà presente tutti i giorni in boutique per dipingere decorazioni floreali o frasi speciali sulle Sicily bag dei clienti che lo desiderano.

Collezione borse Dolce e Gabbana Primavera Estate 2016

https://www.filodirettomonreale.it/2017/07/05/dg-monreale-niente-brad-pitt-madonna-de-niro-palermo-pop-boutique/

 

Ieri partiti i lavori con la motozappa. La posa dell’erba alla vigilia della sfilata

MONREALE, 1 luglio – Saranno ricoperte da un prato inglese le quattro aiuole di piazza Vittorio Emanuele e quella centrale di piazza Guglielmo, in occasione della sfilata di Dolce e Gabbana che si terrà sabato prossimo, 8 luglio.

Il particolare rientra pure negli accordi tra il Comune e l’organizzazione dell’evento che ha voluto che le aiuole venissero ricoperte da uno strato di erba soffice per migliorare le condizioni estetiche dell’area.
Da ieri al lavoro è la ditta Grimaudo, che si è aggiudicata l’appalto per la cura del verde pubblico nella zona del centro storico, che farà da teatro alla grande manifestazione internazionale per la quale si attendono numerose personalità del mondo della musica e del cinema.
I giardinieri, come mostra la nostra foto, sono entrati all’interno delle aiuole con una motozappa, per muovere la terra che da tempo non veniva curata. Successivamente le stesse verranno rese uniformi con i rastrelli, quindi, dopo una preventiva annaffiata, sarà possibile stendere il tappeto di erba, fatto di rettangoli verdi da un metro per 50 centimetri, che daranno alle aiuole un aspetto di verde compatto.
Le aiuole, quindi, si presenteranno in gran forma in occasione della sfilata. Semmai la sfida da vincere sarà un’altra: quanto resisteranno alle “visite” dei cani randagi della piazza, ma soprattutto allo scarso senso civico di qualcuno?

 

 

PALERMO. Il marchio Dolce & Gabbana, protagonista in città in questi giorni, celebra Palermo con un video che mostra le bellezze più rappresentative della città.

Un giro per i monumenti e le chiese, da quella di San Domenico fino al mare di Mondello, in cui la città appare in una veste inedita.

Palermo in questi giorni sta ospitando “Alte Artigianalità” di Dolce & Gabbana appunto, facendo così da passerella alle modelle più apprezzate del panorama mondiale della moda e ospiterà qualcosa come 450 tra vip e star di Hollywood e 50 giornalisti internazionali.

Un evento unico, blindato e che apporterà delle significative modifiche alla viabilità.

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Mondello cuore Stefano Gabbana-2

 

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http://www.palermotoday.it/video/dolce-gabbana-sfilata-monreale-.html

Fra i cittadini monrealesi non mancano i buontemponi 🙂

*I mosaici di Dolce & Gabbana*

Colate d’oro, pietre rosso sangue, corone, pizzi e tanto lusso hanno contraddistinto la sfilata della collezione autunno inverno 2013-2014 di Dolce e Gabbana. Ispiratisi ai mosaici del Duomo di Monreale, in provincia di Palermo, gli stilisti hanno dato vita a regine e principesse bizantine, ricoperte di oro e gioielli.

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E’ un vero  trionfo di accessori, orecchini e collane con pendenti a forma di croce, scarpe uniche con zeppe intarsiate di mosaici preziosi.

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https://afashionpoetry.wordpress.com/2013/02/28/i-mosaici-di-dolce-gabbana/

*Da casa mia, che si affaccia proprio in Piazza Guglielmo, luogo in cui si svolgerà la sfilata, non sto perdendo proprio nulla di questo evento, nemmeno il duro lavoro, dalla mattina presto a notte fonda, di chi sta montando il set: le passerelle e le scale per la sfilata, nonché pedane, luci etc. etc.  Sarà indubbiamente un evento indimenticabile per palermitani e monrealesi.

Tra i fastidi dell’evento: una vera e propria rivoluzione nel traffico del centro storico, nonché per noi residenti l’obbligo di andare in giro, il giorno della  sfilata, cioè sabato 8 luglio, con appositi braccialetti poiché l’evento sarà solo per gli ospiti famosi dei due silisti e per i giornalisti accreditati,  eccezion fatta, ovviamente, per noi residenti.

Antonella

 

I meravigliosi Mosaici cui si sono ispirati i due stilisti

per una delle loro collezioni si trovano nel Duomo di Monreale

anche detto “Il Tempio D’oro”…

 

 

 

 

#DGLovesMonreale ❤️❤️❤️❤️❤️❤️🎇✨👑🍊🍋

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More masculine robes or suits with a bit of glamour from Dolce & Gabbana's High fashion

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Dolce e Gabbana, la sfilata in piazza Guglielmo è un grande successo

MONREALE, 9 luglio – È durata 28 minuti, ma sono stati 28 minuti intensi, fatti di colori, di suoni, di un panorama suggestivo e straordinario. Una mezzora scarsa durante la quale Monreale ha sognato, ma che le ha fatto vivere una realtà ben diversa da quella cui solitamente è abituata. Questo e molto altro durante la sfilata di Alta Sartoria maschile di Dolce e Gabbana, un evento che entra a buon diritto nella storia di questa città.

L’attesa era febbrile e sull’happening si era fantasticato tanto, ipotizzando di tutto, compreso l’arrivo di personaggi megagalattici del mondo dello spettacolo, che invece non sono venuti, per il disappunto di chi era a caccia di un autografo o di un selfie, ma che, come in genere gli assenti, hanno avuto torto, perché l’evento di ieri sera meritava senz’altro di essere visto di presenza.
In un’atmosfera quasi surreale, i modelli dei noti stilisti italiani si sono succeduti sulla passerella che partiva dal balcone principale del complesso Guglielmo e che si snodava attorno all’aiuola centrale di piazza Guglielmo, sfoggiando i colori vivaci e i toni forti di Dolce e Gabbana, mai banali, mai scontati.
Alla fine, quando l’ultimo ragazzo ha sfoggiato la sua “mise”, un lungo e fragoroso applauso ha avvolto la piazza, che per una sera ha rivaleggiato, senza sfigurare, con quelle ben più note del gotha della moda internazionale, sotto un duomo bello come sempre e illuminato come di rado.
Alla sfilata ha fatto seguito la mega festa all’interno del Chiostro, che ha accolto gli oltre 400 ospiti di Dolce e Gabbana, tra portate prelibate scelte dal noto chef Natale Giunta, musiche di vario genere, in una location difficilmente eguagliabile in termini di arte e bellezza.
Da oggi, come già detto in precedenza, Monreale tornerà alla vita ed ai suoi problemi di sempre. Sull’evento di ieri sera si continuerà a discutere: non mancheranno le polemiche, così come gli elogi e le approvazioni. Per una sera, però, la città ha respirato un’aria diversa. Per una sera Roma, Parigi o New York non sono sembrate poi così lontane.

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https://www.filodirettomonreale.it/2017/07/09/dolcegabbana-pubblicano-video-monreale-citta-unica/

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23 Maggio 2017: 25 anni dopo la strage di Capaci. Per non “dimenticare”…

 

Giovanni Falcone muore nella comunemente detta strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Stava tornando da Roma, come era solito fare nei fine settimana. Il jet di servizio, partito dall’aeroporto di Ciampino intorno alle 16.45, arriva a Punta Raisi dopo un viaggio di cinquantatrè minuti. Lo attendono quattro autovetture: tre Fiat Croma, gruppo di scorta sotto comando del capo della squadra mobile della Polizia di Stato, Arnaldo La Barbera.

Appena sceso dall’aereo, Falcone si sistema alla guida della vettura bianca e, accanto a lui, prende posto la moglie Francesca Morvillo, mentre l’autista giudiziario Giuseppe Costanza occupa il sedile posteriore. Nella Croma marrone c’è alla guida Vito Schifani, con accanto l’agente scelto Antonio Montinaro e, sul retro, Rocco Di Cillo. Nella vettura azzurra ci sono Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo. La Croma marrone è in testa al gruppo, segue la Croma bianca, guidata da Falcone e, in coda, la Croma azzurra. Alcune telefonate avvisano i sicari che hanno già sistemato l’esplosivo per la strage, della partenza delle automobili.

I particolari sull’arrivo del giudice dovevano essere coperti dal più rigido riserbo; indicativo del clima di sospetto che si viveva nel Paese è il fatto che nell’aereo di Stato che lo riportava a Palermo avevano avuto un passaggio diversi “grandi elettori” (deputati, senatori e delegati regionali) siciliani, reduci dagli scrutini di Montecitorio per l’elezione del Capo dello Stato, prolungatisi invano fino al sabato mattina. Uno di essi sarebbe stato addirittura inquisito per associazione a delinquere di stampo mafioso tre anni dopo; ma nessuna verità definitiva fu acquisita in sede processuale sull’identità della fonte che aveva comunicato ai mafiosi informazioni circa la partenza di Falcone da Roma e l’arrivo a Palermo per l’ora stabilita.

Le auto lasciano l’aeroporto imboccando l’autostrada in direzione Palermo. La situazione appare tranquilla, tanto che non vengono attivate neppure le sirene. Su una strada parallela, una macchina si affianca agli spostamenti delle tre Croma blindate, per darne segnalazione ai killer in agguato sulle alture sovrastanti il litorale; sono gli ultimi secondi prima della strage.

Otto minuti dopo, alle ore 17.58, presso il chilometro 5 della A29, una carica di cinque quintali di tritolo, posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine, viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina. Pochissimi istanti prima della detonazione, Falcone si era accorto che le chiavi di casa erano nel mazzo assieme alle chiavi della macchina e le aveva tolte dal cruscotto, provocando un rallentamento improvviso del mezzo. Brusca, rimasto spiazzato, preme il pulsante in ritardo, sicché l’esplosione investe in pieno solo La Croma marrone, prima auto del gruppo, scaraventandone i resti oltre la carreggiata opposta di marcia, sin su un piano di alberi; i tre agenti di scorta muoiono sul colpo.

La seconda auto, la Croma bianca guidata dal giudice, si schianta invece contro il muro di cemento e detriti improvvisamente innalzatosi per via dello scoppio. Falcone e la moglie, che non indossano le cinture di sicurezza, vengono proiettati violentemente contro il parabrezza. Falcone, che riporta ferite solo in apparenza non gravi, muore dopo il trasporto in ospedale a causa di emorragie interne. Rimangono feriti gli agenti della terza auto, la Croma azzurra, e si salvano miracolosamente anche un’altra ventina di persone che al momento dell’attentato si trovano a transitare con le proprie autovetture sul luogo dell’eccidio.

La detonazione provoca un’esplosione immane e una voragine enorme sulla strada. In un clima irreale, e di iniziale disorientamento, altri automobilisti e abitanti dalle villette vicine danno l’allarme alle autorità e prestano i primi soccorsi tra la strada sventrata e una coltre di polvere.

Circa venti minuti dopo, Giovanni Falcone viene trasportato sotto stretta scorta di un corteo di vetture e di un elicottero dell’Arma dei Carabinieri, presso l’ospedale Civico di Palermo. Gli altri agenti e i civili coinvolti vengono anch’essi trasportati in ospedale mentre la Polizia Scientifica esegue i primi rilievi e i Vigili del Fuoco espletano il triste compito di estrarre i corpi irriconoscibili di Schifani, Montinaro e Di Cillo.

Intanto i media iniziano a diffondere la notizia di un attentato a Palermo e il nome del giudice Falcone trova via via conferma. L’Italia intera, sgomenta, trattiene il fiato per la sorte delle vittime con tensione sempre più viva. Alle 19.05, ad un’ora e sette minuti dall’attentato, dopo alcuni disperati tentativi di rianimazione Giovanni Falcone muore a causa della gravità del trauma cranico e delle lesioni interne. La moglie – Francesca Morvillo – morirà anch’essa poche ore dopo.

Due giorni dopo, mentre a Roma viene eletto Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, a Palermo si svolgono i funerali delle vittime, ai quali partecipa l’intera città, assieme a colleghi, familiari e personalità come Giuseppe Ayala e Tano Grasso. I più alti rappresentanti del mondo politico, come Giovanni Spadolini, Claudio Martelli, Vincenzo Scotti, Giovanni Galloni, vengono duramente contestati dalla cittadinanza. Le immagini televisive delle parole e del pianto straziante della vedova Schifani susciteranno particolare emozione nell’opinione pubblica”.

Falcone E Borsellino

Giovanni Falcone e  Paolo Borsellino

“Chi tace e piega la testa

muore ogni volta che lo fa”.

– Giovanni Falcone –

PALERMO. Un unico coro, un’unica voce per dire “no” a tutte le mafie. Oggi 70.000 studentesse e studenti saranno protagonisti di #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa organizzata dalla Fondazione Falcone e dal ministero dell’Istruzione per la commemorazione delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui hanno perso la vita, venticinque anni fa, i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini e le donne delle loro scorte, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.

Dal 2015 la manifestazione organizzata in occasione del 23 maggio, prima concentrata a Palermo, è stata estesa a tutto il Paese, attraverso le ‘Piazze della Legalità’, spazi dedicati al dibattito e alle testimonianze, che quest’anno saranno in nove città: Milano, Teramo, Roma, Foggia, Bari, Trieste, Gorizia, Napoli, Vibo Valentia.

TORNA LA NAVE DELLA LEGALITA’ – Approda a Palermo la nave della legalità, partita ieri pomeriggio da Civitavecchia. Nel tragitto oltre un migliaio di ragazzi hanno incontrato le istituzioni e si sono confrontati sull’educazione alla cittadinanza e sull’eredità di Falcone e Borsellino. A bordo il presidente del Senato, Pietro Grasso; la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti; il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini; il professor Nando Dalla Chiesa. L’arrivo della nave apre la giornata di commemorazione che avrà il suo momento istituzionale nell’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a cosa nostra.

IN CAMPO ANCHE LE UNIVERSITA’ – Quest’anno, oltre alle esperienze delle scuole saranno presenti a Palermo quelle degli atenei. Una delegazione di circa 100 universitari in Sicilia per confrontarsi sui percorsi di diffusione dei valori della legalità e sui principi della convivenza civile tra le nuove generazioni.

I NUMERI DEL 23 MAGGIO – Tremila volontari saranno impegnati per la riuscita della manifestazione in tutta Italia. Oltre 100 studenti degli istituti alberghieri di Palermo hanno preparato i pasti in occasione delle iniziative in Sicilia. Due cortei, da via D’Amelio e dall’Aula Bunker, si ritroveranno all’Albero Falcone, in via Notarbartolo per il momento del Silenzio, alle ore 17.58, l’ora in cui è avvenuta la strage di Capaci.

LA RICORRENZA SUI SOCIAL – Su Facebook, Twitter, Instagram e Youtube si potrà seguire in diretta l’evento. Una App è stata realizzata dagli studenti dell’Istituto Superiore “Europa” di Pomigliano d’Arco per avere a portata di mano tutte le informazioni su #PalermoChiamaItalia. Sei troupe cinematografiche degli studenti dell’Istituto CineTV “Roberto Rossellini” di Roma racconteranno l’evento e altrettanto faranno, in diretta, tre webradio studentesche.

L’ARTE NELL’AULA BUNKER – Per la prima volta l’aula bunker si trasformerà anche in una galleria d’arte. Eccezionalmente, per il 25° delle stragi, ospita l’inaugurazione della mostra “Fidelis” con alcune delle opere d’arte ritrovate dal comando carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

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http://palermo.gds.it/2017/05/23/falcone-25-anni-dopo-la-strage-a-palermo-la-carica-di-70-mila-studenti_668754/

 “Gli uomini passano, le idee restano

restano le loro tensioni morali

e continueranno a camminare

sulle gambe di altri uomini”.

(Giovanni Falcone)

 

Risultati immagini per 23 maggio

Risultati immagini per 23 maggio

“Anno dopo anno: per non dimenticare”.


http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/05/16/news/strage-di-capaci-quel-giorno-c-ero-1.301961

 

 

5 Maggio giornata contro la pedofilia

I bambini sono puri come angeli e indifesi

come farfalle dalle ali fragili e delicate.

I bambini sono innocenti sognatori

che con occhi costantemente stupiti

amano volare senza sosta nel cielo della fantasia…

ma il male ricevuto, a volte, da mostri crudeli

spezza purtroppo le loro candide ali per sempre

impedendogli di continuare a “volare” e sognare!

I bambini non vanno offesi, umiliati, sfruttati, abusati

ad esempio anche attraverso il turismo sessuale

ma soprattutto non vanno violentati e corrotti

né nel corpo, né nell’anima…

Antonella