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Dolce & Gabbana a Palermo e Monreale

Capizzi: “La città saprà accogliere di certo gli ospiti prestigiosi”.

MONREALE, 28 giugno – Fervono i preparativi in città, in vista del prestigioso evento che si terrà il prossimo 8 luglio, quando piazza Guglielmo accoglierà i 400 prestigiosi ospiti, provenienti da tutto il mondo, per partecipare all’evento organizzato da Dolce e Gabbana.

L’organizzazione dice che dal 2 all’11 luglio saranno chiuse al traffico piazza Vittorio Emanuele e piazza Gugliemo per consentire l’allestimento della scenografia. Sarà garantito l’accesso pedonale a tutti i monumenti e agli uffici postali. Il giorno dell’evento (8 luglio) dalle ore 16 sarà chiusa al traffico la via Benedetto D’Acquisto.
Per il sindaco Piero Capizzi:”l’evento storico di alto prestigio consentirà di promuovere il nome della città di Monreale nel mondo, prova dell’affidabilità internazionale che siamo stati capaci di trasmettere. Abbiamo lavorato intensamente per far sì che la nostra città fosse scelta come location dell’evento, che, seppur riservato, consentirà di ospitare personalità provenienti da tutto il mondo e di mostrare le nostre bellezze proiettandole a livello internazionale, dimostrando la nostra capacità di accogliere eventi di così alto profilo.
I disagi, nella spiegazione del sindaco – saranno ridotti al minimo, grazie all’impegno e alla professionalità del personale comunale, dal comandante dei Vigili Urbani Lugi Marulli,  all’architetto Riccardo Cangemi e grazie al lavoro svolto in sinergia con il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Monreale, capitano Guido Volpe”.
“Un evento – continua il Capizzi – per il quale ringrazio personalmente l’arcivescovo di Monreale, Monsignor Michele Pennisi, e la sovrintendente ai Beni Culturali, Maria Elena Volpes, che hanno aderito al progetto che vede i monumenti più importanti della città presentati insieme ad un pubblico internazionale.
La presenza di testate giornalistiche provenienti da tutto il mondo – conclude il primo cittadino – ci darà la possibilità di mostrare il nostro prezioso patrimonio artistico come mai prima avvenuto. Sono certo che la città risponderà accogliendo al meglio i 400 prestigiosi ospiti”.

I modelli scenderanno dal balcone principale del complesso Guglielmo arrivando fino in piazza

MONREALE, 30 giugno – Sarà su una grande passerella “volante”, che partirà dal balcone principale dell’edificio del complesso “Guglielmo” ed arriverà fino in piazza, che sfileranno i modelli di Dolce e Gabbana nell’evento di sabato prossimo, 8 luglio.

L’indiscrezione, filtrata in questi giorni, sembra trovare conferma tra gli organizzatori. Nei prossimi giorni, quindi, arriverà la squadra di operai che procederà al montaggio. Frattanto, tra le indiscrezioni che vogliono l’arrivo di alcuni importanti personaggi-vip del mondo della musica e del cinema, la notizia certa è che saranno più di 400 gli ospiti di Dolce e Gabbana per un evento al quale sono già più di 50 le testate giornalistiche accreditate da tutto il mondo.
“Sarà certamente un momento molto importante per la nostra città – afferma il sindaco Piero Capizzi – che certamente contribuirà a dare una ancora più grande visibilità a Monreale e ai suoi monumenti”.

Dolce e Gabbana, l’evento di Monreale diventerà un film-documentario: lo curerà Peppuccio Tornatore

MONREALE, 3 luglio – La grande kermesse siciliana di Dolce e Gabbana, che avrà come teatro gli splendidi monumenti Unesco, e che a Monreale avrà in sabato prossimo 8 luglio il suo giorno clou, diventerà pure un film-documentario e porterà una firma d’eccezione: quella del premio Oscar, Peppuccio Tornatore.

Oggi pomeriggio, mentre piazza Guglielmo e piazza Vittorio erano un vero e proprio cantiere, il regista è arrivato a Monreale, assieme al suo staff, per un sopralluogo, soffermandosi con il sindaco Piero Capizzi.
Frattanto, a partire dalla serata di ieri, le piazze sono state invase dai tir e dai container del materiale che servirà per l’imponente scenografia che sta per essere montata e che renderà tutta l’area attorno al duomo un grandissimo set cinematografico.
Già montate le strutture, anche sulla cattedrale, sulle quali saranno agganciati gli enormi proiettori di luce che illumineranno a giorno piazza Guglielmo la sera della sfilata. Infine è già stata smontata (ma ovviamente sarà rimontata) la ringhiera del balcone principale del complesso Guglielmo dal quale usciranno i modelli per imboccare l’enorme passerella che arriverà fino a terra.

https://www.monrealenews.it/cronaca-monreale/cronaca-varia/18676-dolce-e-gabbana,-l%E2%80%99evento-di-monreale-diventer%C3%A0-un-film-documentario-lo-curer%C3%A0-peppuccio-tornatore.html

Monreale, 3 luglio 2017 – Un ospite d’eccezione è giunto questo pomeriggio a Monreale intorno alle 18.30. E’ il celeberrimo regista e produttore cinematografico Giuseppe Tornatore. Il regista bagherese è giunto a Monreale in tardo pomeriggio ed ha visitato Piazza Guglielmo e la Villa Comunale.

Tornatore è solo il primo dei numerosi vip che si recheranno a Monreale in questi giorni, in occasione dell’evento “Alta Sartoria” degli stilisti Dolce e Gabbana. Tra i vip molto probabile sarà la presenza di Robert De Niro, Madonna, Brad Pitt e, ultima indiscrezione George Clooney.

In molti si sono chiesto cosa fosse venuto a fare Giuseppe Tornatore a Monreale. È venuto per girare uno spot del marchio degli stilisti Dolce&Gabbana? Oppure per scegliere una nuova location di un film? O magari a lui sono state affidate le riprese dell’evento del prossimo 8 luglio a Monreale? Quest’ultima la tesi più accreditata.

Intanto a Monreale fervono i preparativi e la squadra della produzione è già al lavoro da questa notte per montare la scenografia del grande evento internazionale.

https://www.filodirettomonreale.it/2017/07/03/giuseppe-tornatore-monreale-dolce-gabbana-le-foto/

 

Monreale, 5 luglio 2017 – Non ci sarà né Brad Pitt, né Robert De Niro e nemmeno la cantante Madonna durante gli eventi di Dolce & Gabbana che si svolgeranno in questo fine settimana a Palermo e Monreale. I fans si devono rassegnare, non sono loro i vip in arrivo tra i 450 invitati selezionati dai due stilisti.

I vip saranno altri e stanno già arrivando a Marina di Villa Igiea a bordo di yacht super lussuosi che andranno a fare compagnia all’imbarcazione lunga 50 metri di Stefano Gabbana, dove c’è anche Domenico Dolce. Il Regina d’Italia è già ormeggiato da 4 giorni. Presente al molo anche uno yacht lungo 50 metri, con il solo equipaggio a bordo, e un altro di 60 metri, l’Astrid Conroy. La notte scorse è giunto un panfilo di 90 metri ma il nome del proprietario è ancora top secret.

Dal 5 al 10 luglio, in occasione degli eventi “Alte Artigianalità” di Palermo, Dolce&Gabbana apre una speciale pop up boutique e una Terrazza Martini situate entrambe presso la famosa Tonnara Florio di Palermo.

La boutique ospiterà le collezioni Donna e Uomo abbigliamento e accessori, gioielli, orologi e la linea Bambino. L’universo della Donna comprenderà capi speciali color oro, bluse e abiti ricamati in pizzo bianco a ricordare i corredi tipici siciliani, o a rete con patch di fiori rosa acceso e frutti del Mediterraneo; non possono mancare vestiti con stampe vivaci e dal sapore estivo: dominano le righe, i fiori, e stampe cartoline con immagini di monumenti storici di Palermo, il tutto declinato su tessuti leggeri come il cotone, il lino, il popeline e lo chiffon. A completare l’ampia offerta i caratteristici pon pon applicati che richiamano il tanto amato carretto siciliano. La collezione Uomo offre camicie dal sapore estivo, shirt pigiama in seta abbinate a pantaloni leggeri su cui sono risaltano la stampa cartoline e i tanto amati pupi siciliani.

Una pittrice sarà presente tutti i giorni in boutique per dipingere decorazioni floreali o frasi speciali sulle Sicily bag dei clienti che lo desiderano.

Collezione borse Dolce e Gabbana Primavera Estate 2016

https://www.filodirettomonreale.it/2017/07/05/dg-monreale-niente-brad-pitt-madonna-de-niro-palermo-pop-boutique/

 

Ieri partiti i lavori con la motozappa. La posa dell’erba alla vigilia della sfilata

MONREALE, 1 luglio – Saranno ricoperte da un prato inglese le quattro aiuole di piazza Vittorio Emanuele e quella centrale di piazza Guglielmo, in occasione della sfilata di Dolce e Gabbana che si terrà sabato prossimo, 8 luglio.

Il particolare rientra pure negli accordi tra il Comune e l’organizzazione dell’evento che ha voluto che le aiuole venissero ricoperte da uno strato di erba soffice per migliorare le condizioni estetiche dell’area.
Da ieri al lavoro è la ditta Grimaudo, che si è aggiudicata l’appalto per la cura del verde pubblico nella zona del centro storico, che farà da teatro alla grande manifestazione internazionale per la quale si attendono numerose personalità del mondo della musica e del cinema.
I giardinieri, come mostra la nostra foto, sono entrati all’interno delle aiuole con una motozappa, per muovere la terra che da tempo non veniva curata. Successivamente le stesse verranno rese uniformi con i rastrelli, quindi, dopo una preventiva annaffiata, sarà possibile stendere il tappeto di erba, fatto di rettangoli verdi da un metro per 50 centimetri, che daranno alle aiuole un aspetto di verde compatto.
Le aiuole, quindi, si presenteranno in gran forma in occasione della sfilata. Semmai la sfida da vincere sarà un’altra: quanto resisteranno alle “visite” dei cani randagi della piazza, ma soprattutto allo scarso senso civico di qualcuno?

 

 

PALERMO. Il marchio Dolce & Gabbana, protagonista in città in questi giorni, celebra Palermo con un video che mostra le bellezze più rappresentative della città.

Un giro per i monumenti e le chiese, da quella di San Domenico fino al mare di Mondello, in cui la città appare in una veste inedita.

Palermo in questi giorni sta ospitando “Alte Artigianalità” di Dolce & Gabbana appunto, facendo così da passerella alle modelle più apprezzate del panorama mondiale della moda e ospiterà qualcosa come 450 tra vip e star di Hollywood e 50 giornalisti internazionali.

Un evento unico, blindato e che apporterà delle significative modifiche alla viabilità.

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http://palermo.gds.it/2017/07/05/evento-a-palermo-il-video-di-dolce-gabbana-che-celebra-la-citta_691248/

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Mondello cuore Stefano Gabbana-2

 

http://livesicilia.it/2017/07/04/dolce-gabbana-sullo-yacht-tutto-pronto-per-levento_869324/

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http://www.palermotoday.it/video/dolce-gabbana-sfilata-monreale-.html

Fra i cittadini monrealesi non mancano i buontemponi 🙂

*I mosaici di Dolce & Gabbana*

Colate d’oro, pietre rosso sangue, corone, pizzi e tanto lusso hanno contraddistinto la sfilata della collezione autunno inverno 2013-2014 di Dolce e Gabbana. Ispiratisi ai mosaici del Duomo di Monreale, in provincia di Palermo, gli stilisti hanno dato vita a regine e principesse bizantine, ricoperte di oro e gioielli.

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E’ un vero  trionfo di accessori, orecchini e collane con pendenti a forma di croce, scarpe uniche con zeppe intarsiate di mosaici preziosi.

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https://afashionpoetry.wordpress.com/2013/02/28/i-mosaici-di-dolce-gabbana/

*Da casa mia, che si affaccia proprio in Piazza Guglielmo, luogo in cui si svolgerà la sfilata, non sto perdendo proprio nulla di questo evento, nemmeno il duro lavoro, dalla mattina presto a notte fonda, di chi sta montando il set: le passerelle e le scale per la sfilata, nonché pedane, luci etc. etc.  Sarà indubbiamente un evento indimenticabile per palermitani e monrealesi.

Tra i fastidi dell’evento: una vera e propria rivoluzione nel traffico del centro storico, nonché per noi residenti l’obbligo di andare in giro, il giorno della  sfilata, cioè sabato 8 luglio, con appositi braccialetti poiché l’evento sarà solo per gli ospiti famosi dei due silisti e per i giornalisti accreditati,  eccezion fatta, ovviamente, per noi residenti.

Antonella

 

I meravigliosi Mosaici cui si sono ispirati i due stilisti

per una delle loro collezioni si trovano nel Duomo di Monreale

anche detto “Il Tempio D’oro”…

 

 

 

#DGLovesMonreale ❤️❤️❤️❤️❤️❤️🎇✨👑🍊🍋

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More masculine robes or suits with a bit of glamour from Dolce & Gabbana's High fashion

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Dolce e Gabbana, la sfilata in piazza Guglielmo è un grande successo

MONREALE, 9 luglio – È durata 28 minuti, ma sono stati 28 minuti intensi, fatti di colori, di suoni, di un panorama suggestivo e straordinario. Una mezzora scarsa durante la quale Monreale ha sognato, ma che le ha fatto vivere una realtà ben diversa da quella cui solitamente è abituata. Questo e molto altro durante la sfilata di Alta Sartoria maschile di Dolce e Gabbana, un evento che entra a buon diritto nella storia di questa città.

L’attesa era febbrile e sull’happening si era fantasticato tanto, ipotizzando di tutto, compreso l’arrivo di personaggi megagalattici del mondo dello spettacolo, che invece non sono venuti, per il disappunto di chi era a caccia di un autografo o di un selfie, ma che, come in genere gli assenti, hanno avuto torto, perché l’evento di ieri sera meritava senz’altro di essere visto di presenza.
In un’atmosfera quasi surreale, i modelli dei noti stilisti italiani si sono succeduti sulla passerella che partiva dal balcone principale del complesso Guglielmo e che si snodava attorno all’aiuola centrale di piazza Guglielmo, sfoggiando i colori vivaci e i toni forti di Dolce e Gabbana, mai banali, mai scontati.
Alla fine, quando l’ultimo ragazzo ha sfoggiato la sua “mise”, un lungo e fragoroso applauso ha avvolto la piazza, che per una sera ha rivaleggiato, senza sfigurare, con quelle ben più note del gotha della moda internazionale, sotto un duomo bello come sempre e illuminato come di rado.
Alla sfilata ha fatto seguito la mega festa all’interno del Chiostro, che ha accolto gli oltre 400 ospiti di Dolce e Gabbana, tra portate prelibate scelte dal noto chef Natale Giunta, musiche di vario genere, in una location difficilmente eguagliabile in termini di arte e bellezza.
Da oggi, come già detto in precedenza, Monreale tornerà alla vita ed ai suoi problemi di sempre. Sull’evento di ieri sera si continuerà a discutere: non mancheranno le polemiche, così come gli elogi e le approvazioni. Per una sera, però, la città ha respirato un’aria diversa. Per una sera Roma, Parigi o New York non sono sembrate poi così lontane.

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#DGLovesMonreale ❤️❤️❤️❤️❤️❤️ #sicilyismylove #lamoreèbellezza

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https://www.filodirettomonreale.it/2017/07/09/dolcegabbana-pubblicano-video-monreale-citta-unica/

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* Cuore*

In questa notte
nebbiosa
aggrappati ai sogni
CUORE RUGIADOSO
smetti di sospirare
e di soffrire
per la tua terrena sorte.
Non farti opprimere
dagli affanni
CUORE INQUIETO
né dalle lacrime
che fluiscono dentro te
dilavando
la verde valle della speranza
ma sciogliti
alle emozioni
ed ergiti
come altero e puro fiore
tra le spine della vita.
Canta ad essa
CUORE PALPITANTE
un inno d’amore
una grata melodia
volgendo gli occhi
all’azzurro cielo.
Sorridi al futuro
CUORE FIDUCIOSO
scrivendo
speranzose parole di seta
con la penna dell’anima.

© Antonella P. Di Salvo

 

 

 

 

23 Maggio 2017: 25 anni dopo la strage di Capaci. Per non “dimenticare”…

 

Giovanni Falcone muore nella comunemente detta strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Stava tornando da Roma, come era solito fare nei fine settimana. Il jet di servizio, partito dall’aeroporto di Ciampino intorno alle 16.45, arriva a Punta Raisi dopo un viaggio di cinquantatrè minuti. Lo attendono quattro autovetture: tre Fiat Croma, gruppo di scorta sotto comando del capo della squadra mobile della Polizia di Stato, Arnaldo La Barbera.

Appena sceso dall’aereo, Falcone si sistema alla guida della vettura bianca e, accanto a lui, prende posto la moglie Francesca Morvillo, mentre l’autista giudiziario Giuseppe Costanza occupa il sedile posteriore. Nella Croma marrone c’è alla guida Vito Schifani, con accanto l’agente scelto Antonio Montinaro e, sul retro, Rocco Di Cillo. Nella vettura azzurra ci sono Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo. La Croma marrone è in testa al gruppo, segue la Croma bianca, guidata da Falcone e, in coda, la Croma azzurra. Alcune telefonate avvisano i sicari che hanno già sistemato l’esplosivo per la strage, della partenza delle automobili.

I particolari sull’arrivo del giudice dovevano essere coperti dal più rigido riserbo; indicativo del clima di sospetto che si viveva nel Paese è il fatto che nell’aereo di Stato che lo riportava a Palermo avevano avuto un passaggio diversi “grandi elettori” (deputati, senatori e delegati regionali) siciliani, reduci dagli scrutini di Montecitorio per l’elezione del Capo dello Stato, prolungatisi invano fino al sabato mattina. Uno di essi sarebbe stato addirittura inquisito per associazione a delinquere di stampo mafioso tre anni dopo; ma nessuna verità definitiva fu acquisita in sede processuale sull’identità della fonte che aveva comunicato ai mafiosi informazioni circa la partenza di Falcone da Roma e l’arrivo a Palermo per l’ora stabilita.

Le auto lasciano l’aeroporto imboccando l’autostrada in direzione Palermo. La situazione appare tranquilla, tanto che non vengono attivate neppure le sirene. Su una strada parallela, una macchina si affianca agli spostamenti delle tre Croma blindate, per darne segnalazione ai killer in agguato sulle alture sovrastanti il litorale; sono gli ultimi secondi prima della strage.

Otto minuti dopo, alle ore 17.58, presso il chilometro 5 della A29, una carica di cinque quintali di tritolo, posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine, viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina. Pochissimi istanti prima della detonazione, Falcone si era accorto che le chiavi di casa erano nel mazzo assieme alle chiavi della macchina e le aveva tolte dal cruscotto, provocando un rallentamento improvviso del mezzo. Brusca, rimasto spiazzato, preme il pulsante in ritardo, sicché l’esplosione investe in pieno solo La Croma marrone, prima auto del gruppo, scaraventandone i resti oltre la carreggiata opposta di marcia, sin su un piano di alberi; i tre agenti di scorta muoiono sul colpo.

La seconda auto, la Croma bianca guidata dal giudice, si schianta invece contro il muro di cemento e detriti improvvisamente innalzatosi per via dello scoppio. Falcone e la moglie, che non indossano le cinture di sicurezza, vengono proiettati violentemente contro il parabrezza. Falcone, che riporta ferite solo in apparenza non gravi, muore dopo il trasporto in ospedale a causa di emorragie interne. Rimangono feriti gli agenti della terza auto, la Croma azzurra, e si salvano miracolosamente anche un’altra ventina di persone che al momento dell’attentato si trovano a transitare con le proprie autovetture sul luogo dell’eccidio.

La detonazione provoca un’esplosione immane e una voragine enorme sulla strada. In un clima irreale, e di iniziale disorientamento, altri automobilisti e abitanti dalle villette vicine danno l’allarme alle autorità e prestano i primi soccorsi tra la strada sventrata e una coltre di polvere.

Circa venti minuti dopo, Giovanni Falcone viene trasportato sotto stretta scorta di un corteo di vetture e di un elicottero dell’Arma dei Carabinieri, presso l’ospedale Civico di Palermo. Gli altri agenti e i civili coinvolti vengono anch’essi trasportati in ospedale mentre la Polizia Scientifica esegue i primi rilievi e i Vigili del Fuoco espletano il triste compito di estrarre i corpi irriconoscibili di Schifani, Montinaro e Di Cillo.

Intanto i media iniziano a diffondere la notizia di un attentato a Palermo e il nome del giudice Falcone trova via via conferma. L’Italia intera, sgomenta, trattiene il fiato per la sorte delle vittime con tensione sempre più viva. Alle 19.05, ad un’ora e sette minuti dall’attentato, dopo alcuni disperati tentativi di rianimazione Giovanni Falcone muore a causa della gravità del trauma cranico e delle lesioni interne. La moglie – Francesca Morvillo – morirà anch’essa poche ore dopo.

Due giorni dopo, mentre a Roma viene eletto Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, a Palermo si svolgono i funerali delle vittime, ai quali partecipa l’intera città, assieme a colleghi, familiari e personalità come Giuseppe Ayala e Tano Grasso. I più alti rappresentanti del mondo politico, come Giovanni Spadolini, Claudio Martelli, Vincenzo Scotti, Giovanni Galloni, vengono duramente contestati dalla cittadinanza. Le immagini televisive delle parole e del pianto straziante della vedova Schifani susciteranno particolare emozione nell’opinione pubblica”.

Falcone E Borsellino

Giovanni Falcone e  Paolo Borsellino

“Chi tace e piega la testa

muore ogni volta che lo fa”.

– Giovanni Falcone –

PALERMO. Un unico coro, un’unica voce per dire “no” a tutte le mafie. Oggi 70.000 studentesse e studenti saranno protagonisti di #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa organizzata dalla Fondazione Falcone e dal ministero dell’Istruzione per la commemorazione delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui hanno perso la vita, venticinque anni fa, i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini e le donne delle loro scorte, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.

Dal 2015 la manifestazione organizzata in occasione del 23 maggio, prima concentrata a Palermo, è stata estesa a tutto il Paese, attraverso le ‘Piazze della Legalità’, spazi dedicati al dibattito e alle testimonianze, che quest’anno saranno in nove città: Milano, Teramo, Roma, Foggia, Bari, Trieste, Gorizia, Napoli, Vibo Valentia.

TORNA LA NAVE DELLA LEGALITA’ – Approda a Palermo la nave della legalità, partita ieri pomeriggio da Civitavecchia. Nel tragitto oltre un migliaio di ragazzi hanno incontrato le istituzioni e si sono confrontati sull’educazione alla cittadinanza e sull’eredità di Falcone e Borsellino. A bordo il presidente del Senato, Pietro Grasso; la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti; il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini; il professor Nando Dalla Chiesa. L’arrivo della nave apre la giornata di commemorazione che avrà il suo momento istituzionale nell’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a cosa nostra.

IN CAMPO ANCHE LE UNIVERSITA’ – Quest’anno, oltre alle esperienze delle scuole saranno presenti a Palermo quelle degli atenei. Una delegazione di circa 100 universitari in Sicilia per confrontarsi sui percorsi di diffusione dei valori della legalità e sui principi della convivenza civile tra le nuove generazioni.

I NUMERI DEL 23 MAGGIO – Tremila volontari saranno impegnati per la riuscita della manifestazione in tutta Italia. Oltre 100 studenti degli istituti alberghieri di Palermo hanno preparato i pasti in occasione delle iniziative in Sicilia. Due cortei, da via D’Amelio e dall’Aula Bunker, si ritroveranno all’Albero Falcone, in via Notarbartolo per il momento del Silenzio, alle ore 17.58, l’ora in cui è avvenuta la strage di Capaci.

LA RICORRENZA SUI SOCIAL – Su Facebook, Twitter, Instagram e Youtube si potrà seguire in diretta l’evento. Una App è stata realizzata dagli studenti dell’Istituto Superiore “Europa” di Pomigliano d’Arco per avere a portata di mano tutte le informazioni su #PalermoChiamaItalia. Sei troupe cinematografiche degli studenti dell’Istituto CineTV “Roberto Rossellini” di Roma racconteranno l’evento e altrettanto faranno, in diretta, tre webradio studentesche.

L’ARTE NELL’AULA BUNKER – Per la prima volta l’aula bunker si trasformerà anche in una galleria d’arte. Eccezionalmente, per il 25° delle stragi, ospita l’inaugurazione della mostra “Fidelis” con alcune delle opere d’arte ritrovate dal comando carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

© Riproduzione riservata

http://palermo.gds.it/2017/05/23/falcone-25-anni-dopo-la-strage-a-palermo-la-carica-di-70-mila-studenti_668754/

 “Gli uomini passano, le idee restano

restano le loro tensioni morali

e continueranno a camminare

sulle gambe di altri uomini”.

(Giovanni Falcone)

 

Risultati immagini per 23 maggio

Risultati immagini per 23 maggio

“Anno dopo anno: per non dimenticare”.


http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/05/16/news/strage-di-capaci-quel-giorno-c-ero-1.301961

 

 

Quattro secoli di Musica per il Conservatorio V. Bellini di Palermo

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400 anni per il Conservatorio: una Stagione celebrativa

di CATERINA DAMIANO

Il Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo compie 400 anni e presenta una Stagione interamente dedicata all’occasione, fra inediti, concerti e performance.

Un sito web interamente dedicato, la prima esecuzione moderna di due cantate inedite di Donizetti, anteprime, concerti e persino un concorso internazionale per giovani compositori: il Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo compie 400 anni, e invita alla festa l’intera città.

A presentare la Stagione, che celebra i quattro secoli dell’istituzione palermitana, sono stati il presidente Gandolfo Librizzi e il direttore Daniele Ficola, che hanno sottolineato come il Conservatorio voglia aprirsi in campo musicale e culturale, diventando centro attivo di produzione.

La Stagione si inaugura lunedì 6 marzo al Teatro Massimo di Palermo, con la prima esecuzione moderna di due cantate inedite di Gaetano Donizetti ritrovate nella Biblioteca del locale Conservatorio. Si continua con una serie di concerti dislocati fra la Chiesa del Santissimo Salvatore, l’Oratorio di Santa Cita, il Teatro di Santa Cecilia e la Sala Scarlatti.

Il programma prevede anche convegni di musicologia tenuti dai massimi esperti di fama internazionale, master-class con docenti di acclarata bravura ed esibizioni di ex-studenti che ormai da tempo sono attivi nelle più importanti sale e nei teatri del mondo.

In questo ambito saranno particolarmente significative le presenze di Desirée Rancatore, giovane soprano, del clarinettista Calogero Palermo, del giovanissimo violinista Andrea Obiso, del trombonista Massimo La Rosa, e delle soprano Gabriella Costa e Jessica Nuccio.

Nel ricordare che quella del 400° anniversario è soprattutto la stagione degli studenti e dei docenti, Il direttore Daniele Ficola ha sottolineato: «Il programma è stato condiviso da tutti gli organi di gestione dell’Istituto. I 400 anni del Conservatorio di Palermo rappresentano un punto di arrivo rispetto a una lunga storia di tradizione di insegnamento e di produzione musicale, ma anche un punto di partenza per il futuro che è fortunatamente ancora carico di aspettative».

Previsto anche un progetto dedicato al palermitano Alessandro Scarlatti, del quale saranno eseguite le pagine più belle. Altro fiore all’occhiello della lunga serie di manifestazioni sarà l”International Rostrum of Composers“, concorso dedicato ai giovani compositori contemporanei, organizzato dall’International Music Council di Parigi.

Una lunga serie di incontri e progetti che ha previsto anche la creazione di un sito web dedicato, contenente news e approfondimenti, “Conservatorio 400“, che rende l’istituzione siciliana ancora più vicina al pubblico.

 1 febbraio 2017

È uno dei Conservatori più antichi d’Italia. Dalle sue mura austere sono uscite importanti personalità musicali di ieri e di oggi. Una storia che inizia come istituto di beneficenza per strappare alla strada i bambini abbandonati.

Il Conservatorio di Palermo è stato fondato nel 1617 sotto il nome del Buon Pastore come opera pia dal vicerè Conte De Castro per ospitare ed educare i “mascoli spersi”. Erano fanciulli e giovani bisognosi, cui venivano insegnati sia le “arti operaie”, sia il canto per la questua. Recitavano salmi e venivano chiamati dietro compenso anche per intrattenere e per le funzioni religiose. Il Ricovero degli spersi aveva sede nelle vecchie fabbriche della Chiesa di S. Maria dell’Annunziata (1408-1501) dove esattamente 100 anni prima, l’8 settembre 1517, era stato ucciso a tradimento Gianluca Squarcialupo, discendente da una nobile famiglia pisana, postosi a capo di una sollevazione contro il vicerè Ugo Moncada e il dominio spagnolo. Le bombe alleate dell’aprile 1943 hanno colpito gravemente il ricovero che, nel dopoguerra, è stato ricostruito nella forma attuale. Dell’antico edificio restano la facciata, il portale trecentesco con il bassorilievo del Buon Pastore apposto nel 1617 e parte dei chiostri. I bombardamenti hanno invece distrutto la chiesa, la cui memoria resta nel bel campanile ad angolo fra la via Squarcialupo e la piazza su cui sorge San Giorgio dei Genovesi.

http://www.conservatoriopalermo400.it/

Conservatorio Bellini Palermo 400 Anni

http://www.conservatoriopalermo400.it/2017/03/27/accademia-xxi-concerto-29-marzo-2017-auditorium-s-s-salvatore/

* Dietro la porta *

 

Dietro la porta
si nascondono
i miei sogni più struggenti
– quelli perdenti –
i tanti voli dell’anima
all’improvviso interrotti
e le parole mai dette
per paura o per pudore.
Dietro la porta
sento l’eco lontano
di voci troppo presto perdute
ed immagino volti fanciulli
tatuati nel cuore
con il pennello indelebile
del materno amore.
Dietro la porta
si celano 
le carezze mai date
e quelle mai ricevute
ma anche sguardi
pieni di passione
o di accogliente tenerezza.
Dietro la porta
aspettano
i miei occhi fiduciosi
e quelli arrossati
dal dolore
diari impolverati
e boccioli di rosa
senza più profumo.
Dietro la porta
indugiano
miserie e lacrime
sorrisi e fragilità
mani che si sfiorano
nel silenzio

e stelle luminose
che rischiarano
le più oscure notti.
Dietro la porta
palpitano
malinconie mascherate
dall’orgoglio
rimpianti laceranti
e la mia più profonda
essenza.

Dietro la porta
ansima

un delicato soffio di vento
quello del mio respiro.

Antonella P. Di Salvo

 

Il Dottor Zhivago

Foto

Cessa il brusìo. Sono sulla scena.
Alla porta appoggiato,
Colgo in un’eco lontana
Ciò che mi sarà dato.

Su di me l’oscurità è stesa
Con mille binocoli a fuoco.
Allontana da me, Abba Padre,
Questo calice, ti invoco.

Amo il tuo proposito ostinato
E accetto di fare questa parte.
Ma ora va in scena un altro dramma,
E questa volta mettimi in disparte.

Ma sono state decise le azioni,
E finirà il cammino, non c’è scampo.
Sono solo, tutto è nell’ipocrisia.
Vivere non è attraversare un campo.

Amleto (1946) (da: Il Dottor Zhivago)

Il dottor Živago (Doctor Zhivago) è un film del 1965 diretto da David Lean, con Omar Sharif, Julie Christie, Geraldine Chaplin, Alec Guinness e Rod Steiger.

Tratto dall’omonimo romanzo di Boris Leonidovič Pasternak, che nel 1958 vinse il Nobel, fu presentato in concorso al 19º Festival di Cannes[1] e vinse cinque Golden Globe e cinque Oscar, celebre quello per la musica, il Tema di Lara, che vendette centinaia di migliaia di copie e la colonna sonora di Maurice Jarre che raggiunge la prima posizione nella Billboard 200.

Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al trentanovesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.[2]

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_dottor_%C5%BDivago_(film)

“Il dottor Zivago” di Borìs Pasternàk

Recensione di 

“Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.”

Un romanzo come Il dottor Zivago va assaporato. È uno di quei libri che vanno letti con la coscienza di star leggendo qualcosa di importante, qualcosa di unico, una testimonianza di qualcosa che noi, oggi, non possiamo neanche immaginare. Il dottor Zivago è il romanzo più importante di Borìs Pasternàk, poeta e scrittore russo vissuto durante il regime Sovietico. L’opera fu pubblicata in Italia per la prima volta nel 1957 dalla Feltrinelli, grazie alla caparbietà di Giangiacomo Feltrinelli fondatore della casa editrice. In Russia non ne fu permessa la pubblicazione, in quanto si sosteneva che il romanzo svelasse i lati più nascosti della Rivoluzione d’Ottobre. Proprio per questo, Feltrinelli sottrasse il manoscritto e lo pubblicò in anteprima mondiale, facendo diventare Il dottor Zivago il simbolo e la testimonianza della realtà sovietica.

“Vivere significa sempre lanciarsi in avanti, verso qualcosa di superiore, verso la perfezione, lanciarsi e cercare di arrivarci.”

La trama

Qui Pasternàk racconta la storia del dottor Zivago, un uomo di grandi sentimenti, medico, grande appassionato di scrittura. Con lo scoppio della Grande Guerra viene chiamato per prestare servizio medico sul fronte. Dopo questo periodo di separazione dalla moglie e dal figlio, torna finalmente a casa, a Mosca, dove però si rende conto di quanto la guerra abbia stravolto le condizioni di vita nella città. Per questo Zivago decide di rifugiarsi in campagna insieme alla famiglia, in particolare in un paesino sperduto sui monti Urali. Qui la vita scorre tranquilla, fino a che una serie di eventi stravolgono la vita di Zivago e della sua famiglia: l’incontro con Lara e la loro relazione, il rapimento di Zivago da parte dei partigiani rossi che lo costringono a prendere parte alla Rivoluzione, la lontananza dalla famiglia, il rientro in città, l’isolamento, la scrittura, fino alla morte.

La critica

Il dottor Zivago è, senza ombra di dubbio, un romanzo storico. Costituisce, infatti, una grande testimonianza di ciò che accadde in Russia durante la Rivoluzione d’Ottobre per gli eventi in esso narrati ma anche di come il Regime Sovietico influenzò negativamente, con atti di violenza, la vita dei suoi cittadini. Basti poi pensare al modo in cui Pasternàk fu trattato e per come gli fu impedito di pubblicare il romanzo e di ritirare il Premio Nobel nel 1958. Ma qui la storia viene sapientemente narrata, intrecciandola alla vita personale di un uomo colto, di intelletto fino, dedito alla sua famiglia e ai sentimenti, il quale diventa testimone della Storia (quella vera) e ostaggio di una guerra in cui non voleva essere coinvolto. I protagonisti del romanzo sono, dunque, due: da una parte c’è Zivago, con le sue vicende e i suoi problemi di uomo comune, e dall’altra c’è la Russia, con la rivoluzione che l’ha attraversata, la sua cultura e le sue tradizioni, i suoi paesaggi unici e quel freddo che sembra venire fuori dalle pagine di carta.

http://www.recensionilibri.org/2014/11/dottor-zivago-boris-pasternak.html

Altre recensioni: http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=film&id=743

http://www.qlibri.it/narrativa-straniera/romanzi/il-dottor-zivago/

http://www.parodos.it/books/pasternak.htm

http://zon.it/dottor-zivago-di-boris-pasternak/

L’Amore

 

L’amore non esiste per renderci felici.

Io credo che esista per dimostrarci quanto sia forte

la nostra capacità di sopportare il dolore.

 

Hermann Hesse

 

Ricordo com’eri l’autunno scorso.
Eri il basco grigio e il cuore quieto.
Nei tuoi occhi lottavano i bagliori del crepuscolo.
E le foglie cadevano sull’acqua della tua anima.

Aggrappata alle mie braccia come un rampicante,
le foglie raccoglievano la tua voce lenta e calma.
Falò di stupore in cui la mia sete bruciava.
Dolce giacinto azzurro curvato sulla mia anima.

Sento vagare il tuo sguardo e l’autunno è lontano:
basco grigio, voce d’uccello e cuore famigliare
dove migravano i miei desideri profondi
e cadevano i miei baci allegri come braci.

Cielo dalla nave. Campo dai colli.
Il tuo ricordo è di luce, di fumo e di stagno quieto!
Oltre i tuoi occhi ardevano i tramonti.
Foglie secche d’autunno giravano nella tua anima.

Pablo Neruda