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* Primavera* & “Fa che ti basti che cominci il giorno”🌻🌞

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Sei finalmente arrivata
cara Primavera
festosa carezza per gli occhi
e per il cuore.
Una piccola pianta
sul balcone
risplende nel sole
piena di allegre gemme
intensamente profumate.
Canti incessanti
di uccellini
allietano i rami fioriti
ricchi di nuovi nidi.
Un venticello
dolce e tiepido
mi accarezza la pelle
ma anche il cuore.
Rinascerò forse anch’io.
Proverò a guardare indietro
senza troppi rimpianti
non so ancora
se ce la farò
ma ci proverò.
Farò palpitare
nuovamente il cuore? 
Mi commuove già l’idea
mentre fioriscono
nell’anima
dolci corolle di speranza.

© Antonella P. Di Salvo 2010

( Tutti i diritti riservati)

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Primo giorno di primavera 2018

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Primavera il 20 o il 21 marzo? Sin da bambini ci hanno insegnato che la primavera, quella astronomica, inizia il 21 marzo, ma da ieri ci siamo accorti che in effetti non è sempre così. Alle 17.15 di martedì 20 marzo 2018 è infatti scattata la primavera, un paio d’ore prima la canonica data. Ma perché? Il tutto è legato all’equinozio di primavera, ovvero il momento in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore della Terra, cioè esattamente sopra la testa di un ipotetico osservatore che si trovi in un punto specifico sulla linea dell’equatore (più o meno in mezzo all’Oceano pacifico). L’immagini del satellite si nota infatti come il giorno e la notte dividono esattamente la nostra Terra parallelamente ai meridiani: “equinozio” deriva dal latino “aequinoctium”, composto da “aequus”, cioè “uguale” e “nox”, “notte”. Va precisato che l’equinozio non è da intendere come un giorno intero ma bensì l’istante preciso in cui si verifica il fenomeno astronomico, il momento esatto in cui termina l’inverno e inizia la primavera. Se sbirciamo il calendario ci accorgiamo che fino all’anno 2102, cioè per i prossimi 84 anni, l’equinozio di primavera non sarà il 21 marzo, ma il 20 o, qualche volta, il 19 (come il caso del 2044, prima volta in assoluto per questa data).

 

Immagine dal satellite del 20/03/2018

Immagine dal satellite del 20/03/2018

Ma perché anticipa? La questione è legata al nostro calendario, quello gregoriano, che seppur accurato non rappresenta in modo accurato l’anno siderale, ovvero il tempo che la Terra effettivamente impiega per compiere un’orbita attorno al Sole. Esso infatti ci impiega 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi a fronte dei “soli” dei 365 giorni del calendario. Per mantenere sincronizzate le due misure ed evitare lo slittamento delle stagioni, è stato introdotto il sistema degli anni bisestili, che prevede l’aggiunta di un giorno alla fine di febbraio (in generale) in tutti gli anni non secolari (che non segnano il passaggio di secolo) divisibili per 4. Il meccanismo prevedeva però che anche l’anno 2000 fosse bisestile e nonostante tutti questa serie di aggiustamenti l’equinozio sta graduale slittamento all’indietro rispetto a quanto succedeva nei secoli passati.

https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/ma-perch–la-primavera-inizia-il-20-e-non-il-21-marzo—184736

 

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“Non aspettare che ci sia sereno o cada una tiepida pioggia
o l’orchestra dei fiori incominci a suonare
o i già muti pesci tacciano ancor di più.
Fa che ti basti che cominci il giorno
e che sia fatto chiaro come pagina bianca
voltata dopo la nera.
Allora tieni la faccia più alta che si può e tenta
perché tentar non nuoce…”


(Pablo Neruda)

 

The special One by Amanda  Cass

 

A volte nelle notti inquiete

scavo fiduciosa nel silenzio

per non perdere il ricordo

dei gabbiani che stridono

– schiantandosi a morte

tra gli scogli neri ed aguzzi –

poiché anche dal dolore

può sbocciare un fiore

intensamente profumato.

© Antonella P. Di Salvo

 

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La verità è nella solitudine

 

INGANNI VELATI

 

Nel disincanto

della solitudine notturna

senza veli si offre

la verità.

A notte fonda

consapevolmente soli

si è costretti ad essere sinceri.

Le strade sono vuote

quasi silenziose

ma tale non è il cuore

straripante di emozioni

e rumoroso come fragile cristallo.

Protetti dal buio

togliendosi la maschera

i ricordi ancora una volta

ci ammaliano.

La notte soli ci illude

soli ci culla

e soli ci ghermisce.

Così come soli si nasce

e soli si muore.

Tutto ciò che viene svelato

è nell’oscuro silenzio della solitudine

qui sulla Terra.

Oltrepassando l’occhio scuro della notte

all’alba tutto sembra più chiaro

anche il dolore.

Le ultime stelle riscaldano il cuore

strappandomi un dolce sorriso.

© Antonella P. Di Salvo

( Tutti i diritti riservati )

 

Risultati immagini per Nell’ombra della notte si ritorna soli. È l’ora che preferisco per viaggiare in bicicletta, al raggio delle stelle su la strada vuota, per la bianchezza della quale l’occhio vede da lungi sicuramente. Dove si corre? Alfredo Oriani

 

 

Il mondo dei sogni e degli ideali

Portrait

 

La vita di ogni essere umano ha bisogno di essere spronata da una qualche speranza o ideale, di essere alimentata da sogni e desideri da realizzare, è dunque inevitabile il rimpianto, un rimpianto acuto ed amaro, qualora l’essere umano venga improvvisamente a non credere più nei suoi ideali e sogni. Per quel che mi riguarda anch’io, come molti, ho avuto periodi più o meno lunghi in cui credevo di non avere più sogni e speranze. Ciò è accaduto tutte le volte in cui delusioni quotidiane, vuoti affettivi, assenza di sincero e duraturo calore umano, rincorse affannate verso un modo di vivere finalmente più gioioso e sereno, ma in particolare l’improvvisa perdita nel periodo più delicato ed impegnativo, quello adolescenziale, della tenerezza, del calore e dell’affetto smisurato e protettivo del mio adorato papà, hanno lasciato la loro traccia incancellabile sul mio sentiero; un sentiero quasi mai in discesa ma viceversa sin troppe volte irto di ostacoli, abbandoni improvvisi, difficoltà e sofferenze: a cominciare dalla perdita prematura, a soli tre anni, dell’indispensabile, tenero ed insostituibile affetto materno. Da allora ho sempre cercato affannosamente, così come ossigeno vitale, affetto, amicizia sincera, umana considerazione ed accettazione piena di me stessa; così come sono, con un carattere a volte “difficile”, insicuro, permaloso e sensibile, un carattere certamente non privo di difetti ma anche di qualche pregio. E’ pur vero, tuttavia, che frequenti delusioni e dolori mi hanno aiutata a crescere, a maturare, a rapportarmi con gli altri con maggiore empatia, comprensione  e sensibilità. Nello stesso tempo tante volte, troppe volte, ho creduto di non aver più sogni e speranze da coltivare, con cui alimentare il mio vissuto quotidiano ed i miei rapporti con gli altri esseri umani. Più di una volta infatti nell’arco della mia esistenza ho perso fiducia ed entusiasmo in me stessa e negli altri, indubbiamente, almeno in parte, anche per colpa mia, ma con altrettanta frequenza ho riacquistato entusiasmo e voglia di vivere anche per il semplice sorriso, gaio, puro e dolce, di un bambino incontrato per strada; per il posarsi, dopo un lungo “inverno” malinconico e privo di emozioni gioiose, di una primaverile, leggera e colorata farfalla sulle mie fredde e vuote mani; per l’avvicinarsi fiducioso di un cane affamato e vecchio eppure ancora propenso a cercare carezze e a scodinzolare grato dopo averle ricevute; per l’abbraccio sincero e premuroso di chi ha voluto inaspettatamente testimoniarmi il suo affetto ed il suo aver bisogno anche di me, che ritenevo invece di non essere in alcun modo considerata; riuscendo infine, grazie a tutto ciò, a comprendere la grandezza, il calore e l’affettuosa accoglienza anche e soprattutto nella piccolezza, nella semplicità e nell’umiltà. Con il tempo le vicissitudini, le cadute, ma anche le tante esperienze belle e positive, mi hanno fatto comprendere che anch’io ho un ben preciso ed importante ruolo in questa complicata ma meravigliosa vita, che la mia non è una vita sterile e senza senso e di ciò mi sono resa conto soprattutto quando ho dato la vita ai miei due figli e quando ho potuto ricambiare con amore, gratitudine ed una presenza premurosa e costante, soprattutto nel momento del bisogno, l’affetto di chi con la sua generosità, bontà ed altruismo mi ha fatto ricredere sulla vita. Il tempo del vero sorriso è indubbiamente effimero, di breve durata, ma dopo ogni momento di sconforto e di lacrime la luce, alternandosi al buio, torna sempre ad illuminare il mio volto e la mia esistenza. Mai smetterò di perdere, di inseguire e di ritrovare sogni e speranze, ma prima o poi sarò pienamente paga della vita stessa, di ammirare con rinnovato stupore il sole e la luna, il buio e la luce; di inebriarmi di ciò che di bello mi circonda, di osservare con entusiasmo le più “piccole e semplici cose”, di respirare intensamente il profumo dei fiori, di sentire il canto degli uccelli come una preziosa carezza della natura, di poter sorridere con sincerità a chi ha bisogno del mio sorriso. Sono indubbiamente cresciuta piena di dubbi ed insicurezze durante il sofferto periodo (che va dai cinque ai quattordici anni) da me vissuto in collegio, a parte la breve pausa delle vacanze estive, periodo durante il quale a lungo ed invano ho anelato baci e carezze e durante il quale attraverso gli oscuri corridoi e le immense stanze fredde ed inquietanti, gli unici piccoli passi erano i miei, l’unico singhiozzo sommesso ed impaurito era il mio, l’unico desiderio di correre, giocare, gettarmi a terra o di rompere durante il gioco qualcosa, come tutti i bambini del mondo, era il mio, pertanto l’impatto successivo con il “vero mondo” è stato duro ed impegnativo. Tutto mi era estraneo, luoghi ed ambienti, sconosciuti o raramente frequentati, decisioni da prendere ed impegni da portare a termine, stati d’animo ed emozioni, il modo di pensare della gente, l’eco delle violenze quotidiane: tutto mi meravigliava ed impauriva. Quante volte nei momenti di maggiore bisogno mi sono voltata e non ho trovato nessuno dietro o accanto a me, ho teso la mano ed è rimasta vuota, ho chiamato e la mia voce ha trovato come risposta solo il silenzio! Ma pian piano, anche grazie alla fede, umanamente imperfetta ma mai venuta a mancarmi, a nuovi o ritrovati affetti, mi sono resa conto che la vita, sebbene non ci faccia mancare delusioni e dolori, è unica e bellissima ed ho il dovere, sino al mio ultimo respiro, di viverla con amore, con rispetto, con gratitudine ed un profondo senso di responsabilità.

© Antonella P. Di Salvo

 

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“La felicità è sempre uguale, ma l’infelicità può avere infinite variazioni, come ha detto anche Tolstoj. La felicità è una allegoria, l’infelicità una storia.”

(Haruki Murakami)

 

 

Anima, ora selvaggia, or’altra pura, concediti il fascino di un intenso canto d’amore, riempi il tuo giardino di colorati e profumati fiori e stendi la tua mano alle più preziose carezze, regalando alle stelle delle tue emozioni un diadema sfavillante di amorevoli gesti. Vinci l’aridità della solitudine col fluire impetuoso del tuo amore, ed illumina il sentiero della tua vita soffiando in esso il fascino intatto dei tuoi sogni. Non congedarti da essi, ma continua ad infuocarne i tuoi giorni, profumando la tua essenza con i petali delle più soavi rose, risalendo il fiume dei tuoi tormenti coi capelli al vento e con gli occhi dolcemente sereni fissi sul futuro di una gioia senza fine.

© Antonella P. Di Salvo

http://www.athenamillennium.it/lady59-antonella/10968/mia-cara-anima.html

 

 

8 Marzo: “Festa Della Donna”…

Risultati immagini per Otto marzo tutto l'anno: edizione 2018
Oggi, giovedì 8 marzo, è la Giornata Internazionale della Donna.

La Giornata è stata istituita per ricordare le conquiste sociali ed i diritti ottenuti nel corso degli ultimi decenni dalle donne ed è osservata in tutto il mondo, ma solo in Italia per l’occasione si regalano le mimose, e lo si fa relativamente da poco tempo.
La prima festa della donna fu celebrata negli Stati Uniti nel febbraio 1909 su iniziativa del Partito socialista americano, che aveva invitato tutte le donne a partecipare a una manifestazione in favore del diritto di voto femminile. L’iniziativa del Woman’s Day fu ripetuta anche l’anno seguente, sempre per chiedere il diritto di voto e per manifestare alcune rivendicazioni sindacali, e nell’estate del 1910 la questione fu portata all’attenzione del VIII Congresso dell’Internazionale socialista, organizzato a Copenaghen. Inizialmente non fu raggiunto un accordo formale sull’istituzione di una giornata della donna che venisse celebrata da tutti nello stesso giorno: negli Stati Uniti venne mantenuta l’ultima domenica di febbraio, mentre in altri stati come Germania, Danimarca e Svizzera la Giornata della Donna fu legata all’anniversario di particolari eventi storici e fu celebrata tra il 18 e il 19 marzo 1911. Altri paesi organizzarono negli anni seguenti le loro feste della donna, ma la Prima guerra mondiale portò alla fine delle celebrazioni.

Lo sciopero delle donne dell’8 marzo

In occasione della Giornata internazionale della donna, in Italia e in più di 70 paesi del mondo, è stato organizzato un grande sciopero delle donne per protestare contro le forme di disuguaglianza tra uomini e donne. È organizzato da diversi movimenti femministi e, in Italia, da Non Una Di Meno. È uno sciopero femminista, sociale e politico, e non solo uno sciopero dal lavoro classicamente inteso: un’astensione da ogni attività anche di cura, formale o informale, gratuita o retribuita e sarà uno sciopero dal consumo e dai ruoli imposti dagli stereotipi di genere. Sul sito di Non Una di Meno si spiega che l’obiettivo principale della mobilitazione è il contrasto alla violenza maschile e a tutte le forme di violenza di genere.

La prima Festa della donna

Dopo la manifestazione del 1909 negli Stati Uniti, alla Seconda Conferenza internazionale delle donne, organizzata nel 1910 a Copenaghen, si discusse di istituire una festa ufficiale, senza però stabilire una data precisa. L’anno successivo, il 19 marzo, venne festeggiata da oltre un milione di donne in Svizzera, in Danimarca, negli allora Impero austroungarico e Impero tedesco.

La prima Giornata internazionale della donna ad essere festeggiata un 8 marzo fu quella del 1914, forse perché quell’anno era una domenica. Tre anni dopo ci fu un’altra manifestazione, sempre avvenuta l’8 marzo, nella quale le donne della capitale dell’Impero russo, San Pietroburgo, protestarono per chiedere la fine della guerra. Quattro giorni dopo lo zar abdicò – l’Impero attraversava da tempo una profondissima crisi – e il governo provvisorio concesse alle donne il diritto di voto: quella delle donne di San Pietroburgo fu una delle prime e più importanti manifestazioni di quella che oggi viene chiamata Rivoluzione di febbraio (perché, per il calendario giuliano all’epoca in vigore in Russia, avvenne il 23 febbraio). Dopo la rivoluzione bolscevica, nel 1922 Vladimir Lenin istituì l’8 marzo come festività ufficiale.

La Festa della donna e l’URSS

Fino agli anni Settanta la Festa della donna si festeggiò quasi esclusivamente nei paesi dell’Unione Sovietica e in Cina. Il 1975 fu dichiarato “Anno internazionale delle donne”, e le Nazioni Unite invitarono tutti i paesi membri a celebrare la ricorrenza dell’8 marzo. Due anni dopo, con una risoluzione ufficiale, l’ONU istituzionalizzò la festività.

Leggende metropolitane

Negli anni si sono diffuse leggende e storie infondate sulla nascita della Festa della donna. Una delle più comuni sostiene che venne istituita per ricordare un incendio che uccise centinaia di operaie di una fabbrica di camicie a New York l’8 marzo 1908. Quest’incendio non avvenne mai, in realtà: ce ne fu uno il 25 marzo del 1911 nel quale morirono 140 persone, soprattutto donne immigrate italiane e dell’Europa dell’Est, ma non fu davvero all’origine della festività, anche se l’episodio divenne uno dei simboli della campagna in favore dei diritti delle operaie. Allo stesso modo, non è vero – come sostiene un’altra versione – che la Giornata internazionale della donna viene celebrata per ricordare la dura repressione di una manifestazione sindacale di operaie tessili organizzata sempre a New York nel 1857.

Perché l’8 marzo si regalano le mimose?

In moltissimi paesi è tradizioni regalare fiori alle donne l’8 marzo ma la relazione tra i fiori di mimosa e la Festa della donna c’è solo in Italia. Nel nostro paese la Giornata internazionale della donna cominciò a essere celebrata anche dopo la Seconda guerra mondiale su iniziativa del Partito Comunista Italiano e dell’Unione delle Donne in Italia (UDI). Secondo i racconti dell’epoca, inizialmente si voleva usare come fiore simbolo della festa la violetta, un fiore con una lunga tradizione nella sinistra europea: uno dei sostenitori di questa idea era il vice-segretario del Partito Comunista Luigi Longo. Alcune dirigenti del Partito Comunista però si opposero: la violetta era un fiore costoso e difficile da trovare. L’Italia era appena uscita dalla guerra e molti si trovavano in condizioni economiche precarie e avrebbero avuto molte difficoltà a procurarsi le violette. Tra loro c’era Teresa Mattei, una ex partigiana che negli anni successivi avrebbe continuato a battersi per i diritti delle donne. Di lei è diventato leggendariouno scambio che ebbe con un deputato liberale a proposito della parità tra uomini e donne all’interno della magistratura: «Signorina, ma lei lo sa che in certi giorni del mese le donne non ragionano?», chiese il deputato. E lei rispose: «Ci sono uomini che non ragionano tutti i giorni del mese».

Mattei, insieme a Rita Montagna e Teresa Noce, propose di adottare un fiore molto più economico, che fiorisse alla fine dell’inverno e che fosse facile da trovare nei campi: da qui nacque l’idea della mimosa. Anni dopo, in un’intervista Mattei disse: «La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente». Anche se la festa della donna non divenne una ricorrenza popolare fino agli anni Settanta, la tradizione della mimosa ebbe successo e si mantiene ancora oggi. Come disse Mattei, morta nel 2013 a 92 anni: «Quando nel giorno della festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano».

https://www.ilpost.it/2018/03/07/giornata-internazionale-della-donna-3/

Un pensiero speciale va a tutte quelle donne le quali, vittime non solo di chi le sfrutta e le maltratta ma a volte del loro stesso cuore che fanno sempre e comunque prevalere, ogni giorno, “in silenzio”, subiscono maltrattamenti ed ingiustizie, sia in famiglia che nella società, spesso prevaricatrice e maschilista; soprattutto a tutte quelle donne che vengono sfruttate, umiliate, perseguitate ed uccise, proprio da chi invece aveva loro promesso di amarle, rispettarle e proteggerle per sempre.

Antonella

«L’amore guarda non con gli occhi ma con l’anima.»

(W. Shakespeare)

“La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa, né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.”

Audrey Hepburn

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Inaugurazione della nuova Stagione artistica del Conservatorio V. Bellini

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Conservatorio di Palermo: 160 musicisti sul palco del Massimo per l’inaugurazione della nuova Stagione artistica.

Con un omaggio al neoclassicismo brahmsiano ieri ( domenica 4 Marzo ) si è aperta al Teatro Massimo, alle ore 18, la Stagione artistica 2018 del Conservatorio. Sul palcoscenico l’Orchestra sinfonica Bellini, diretta da Carmelo Caruso, e il Coro del Conservatorio, maestro del Coro Fabio Ciulla. I 160 musicisti, tutti docenti o allievi dell’Istituzione musicale, hanno eseguito musiche di Johannes Brahms. Il programma si è aperto con il Concerto in re minore op.15 per pianoforte e orchestra. Solista ospite il pianista Fabio Romano, ex allievo del Conservatorio, che ha studiato, fra gli altri, con Eliodoro Sollima”.

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Conservatorio di Palermo: Successo ieri pomeriggio al Teatro Massimo per il concerto di inaugurazione della nuova Stagione artistica.

Teatro gremito e lunghi calorosi applausi ieri pomeriggio per l’Orchestra sinfonica Bellini, diretta da Carmelo Caruso, e per il Coro del Conservatorio guidato da Fabio Ciulla. Inaugurazione alla grande, dunque, per l’Istituto palermitano, che ha schierato sul palcoscenico del Massimo un organico di 160 musicisti, fra docenti e allievi. Successo personale anche per il solista Fabio Romano, che ha eseguito il Concerto in re minore op.15 per pianoforte e orchestra di Brahms. Romano ex allievo del Conservatorio, dove ha studiato, fra gli altri, con Eliodoro Sollima, insegna pianoforte alla “Hochschule für Musik und Theater” di Monaco e vanta una carriera di prestigio con esibizioni da solista nei principali teatri a fianco di orchestre di rilievo internazionale. Il programma, un omaggio al neoclassicismo brahmsiano, è continuato con Schicksalslied (Canto del destino), scritto sui versi struggenti di Hyperions Schicksalslied di Hölderlin, e si è chiuso con Akademische Festouvertüre (Ouverture per una festa accademica), ringraziamento musicale del grande compositore all’Università di Breslavia per il conferimento della laurea honoris causa. Il Concerto inaugurale è stato uno dei primi significativi appuntamenti in cartellone di “Palermo capitale italiana della cultura”.

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Avevo assistito alle prove e constatato la fatica del dietro le quinte per raggiungere un’unitaria espressione musicale. Stasera, l’orchestra sinfonica del Conservatorio, magistralmente diretta dal Maestro Caruso, con la magnifica esecuzione pianistica del
M° Fabio Romano e del Coro diretto dal M° Ciulla, ha offerto uno spettacolo straordinario della qualità e del livello artistico del Conservatorio, dei suoi allievi, dei suoi docenti. Non poteva essere che sfavillante questo inizio della stagione artistica”.
Un plauso a tutti.
Il presidente  (Gandolfo Librizzi )

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* Nella foto sottostante,

fra le violiste facenti parte dell’orchestra,

è presente anche mia figlia Licata Marilena

( Si distingue per la fascia nera sui capelli)

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Mia figlia oltre a frequentare il corso di viola

frequenta inoltre con entusiasmo

anche il corso di composizione

con il rinomato maestro Marco Betta.

Marco Betta è un compositore italiano, autore di opere, musica sinfonica e da camera, e di lavori per il teatro e per il cinema. Betta ha studiato composizione al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo sotto la guida di Eliodoro Sollima. In seguito si è perfezionato con Armando Gentilucci e Salvatore Sciarrino.

Il suo linguaggio musicale mette insieme le antiche culture musicali siciliane con le principali tecniche della musica d’avanguardia, con un particolare occhio verso il minimalismo ed il neotonalismo. Dal 1994 al 2002 è stato direttore artistico del Teatro Massimo. Ha ricevuto riconoscimenti internazionali ed è considerato dalla critica uno dei più importanti Compositori del nostro tempo.

 

http://www.malgradotuttoweb.it/la-musica-meravigliosamente-pericolosa-perche-un-respiro-liberta/

 

Foto

 

La viola è uno strumento musicale cordofono della famiglia del violino, nella quale occupa il posto del contraltotenore[N 1][1][S 1], con una tessitura intermedia tra il violino ed il violoncello. Il termine è stato usato, non sempre in maniera precisa, per riferirsi a vari strumenti: la viola nel senso moderno del termine nasce assieme alla famiglia del violino, giungendo a maturazione non più tardi del 1535[2].

Lo strumento è simile al violino, ma più grande di circa il 15-20% e, a differenza di quest’ultimo, non ha una taglia standard. Ha quattro corde accordate per quinte, una quinta sotto il violino, rispetto al quale ha anche un timbro più profondo e meno brillante; risulta quindi un’ottava sopra il violoncello. La tecnica della mano sinistra e dell’arco sono simili a quelle per il violino e la chiave musicale di lettura utilizzata più frequentemente è quella di contralto. Il musicista che suona la viola è detto violista.

La viola è impiegata principalmente nella musica classica, sia come strumento solistico (anche se è meno comune in questo ruolo rispetto ad altri strumenti della sua famiglia, come il violino o il violoncello), sia in orchestra, nel quartetto d’archi e in svariate formazioni cameristiche. Lo strumento ha un ruolo significativo nella musica tradizionale di alcuni paesi europei, in particolare nella cultura ungherese e rumena, mentre si tratta di uno strumento non comune nella musica leggera, nel rock o nel jazz.

 

http://www.facebook.com/conservatoriovincenzobellini.palermo/

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La locandina della Stagione artistica 2018

 

 

 

Dolce & Gabbana a Palermo e Monreale

Capizzi: “La città saprà accogliere di certo gli ospiti prestigiosi”.

MONREALE, 28 giugno – Fervono i preparativi in città, in vista del prestigioso evento che si terrà il prossimo 8 luglio, quando piazza Guglielmo accoglierà i 400 prestigiosi ospiti, provenienti da tutto il mondo, per partecipare all’evento organizzato da Dolce e Gabbana.

L’organizzazione dice che dal 2 all’11 luglio saranno chiuse al traffico piazza Vittorio Emanuele e piazza Gugliemo per consentire l’allestimento della scenografia. Sarà garantito l’accesso pedonale a tutti i monumenti e agli uffici postali. Il giorno dell’evento (8 luglio) dalle ore 16 sarà chiusa al traffico la via Benedetto D’Acquisto.
Per il sindaco Piero Capizzi:”l’evento storico di alto prestigio consentirà di promuovere il nome della città di Monreale nel mondo, prova dell’affidabilità internazionale che siamo stati capaci di trasmettere. Abbiamo lavorato intensamente per far sì che la nostra città fosse scelta come location dell’evento, che, seppur riservato, consentirà di ospitare personalità provenienti da tutto il mondo e di mostrare le nostre bellezze proiettandole a livello internazionale, dimostrando la nostra capacità di accogliere eventi di così alto profilo.
I disagi, nella spiegazione del sindaco – saranno ridotti al minimo, grazie all’impegno e alla professionalità del personale comunale, dal comandante dei Vigili Urbani Lugi Marulli,  all’architetto Riccardo Cangemi e grazie al lavoro svolto in sinergia con il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Monreale, capitano Guido Volpe”.
“Un evento – continua il Capizzi – per il quale ringrazio personalmente l’arcivescovo di Monreale, Monsignor Michele Pennisi, e la sovrintendente ai Beni Culturali, Maria Elena Volpes, che hanno aderito al progetto che vede i monumenti più importanti della città presentati insieme ad un pubblico internazionale.
La presenza di testate giornalistiche provenienti da tutto il mondo – conclude il primo cittadino – ci darà la possibilità di mostrare il nostro prezioso patrimonio artistico come mai prima avvenuto. Sono certo che la città risponderà accogliendo al meglio i 400 prestigiosi ospiti”.

I modelli scenderanno dal balcone principale del complesso Guglielmo arrivando fino in piazza

MONREALE, 30 giugno – Sarà su una grande passerella “volante”, che partirà dal balcone principale dell’edificio del complesso “Guglielmo” ed arriverà fino in piazza, che sfileranno i modelli di Dolce e Gabbana nell’evento di sabato prossimo, 8 luglio.

L’indiscrezione, filtrata in questi giorni, sembra trovare conferma tra gli organizzatori. Nei prossimi giorni, quindi, arriverà la squadra di operai che procederà al montaggio. Frattanto, tra le indiscrezioni che vogliono l’arrivo di alcuni importanti personaggi-vip del mondo della musica e del cinema, la notizia certa è che saranno più di 400 gli ospiti di Dolce e Gabbana per un evento al quale sono già più di 50 le testate giornalistiche accreditate da tutto il mondo.
“Sarà certamente un momento molto importante per la nostra città – afferma il sindaco Piero Capizzi – che certamente contribuirà a dare una ancora più grande visibilità a Monreale e ai suoi monumenti”.

Dolce e Gabbana, l’evento di Monreale diventerà un film-documentario: lo curerà Peppuccio Tornatore

MONREALE, 3 luglio – La grande kermesse siciliana di Dolce e Gabbana, che avrà come teatro gli splendidi monumenti Unesco, e che a Monreale avrà in sabato prossimo 8 luglio il suo giorno clou, diventerà pure un film-documentario e porterà una firma d’eccezione: quella del premio Oscar, Peppuccio Tornatore.

Oggi pomeriggio, mentre piazza Guglielmo e piazza Vittorio erano un vero e proprio cantiere, il regista è arrivato a Monreale, assieme al suo staff, per un sopralluogo, soffermandosi con il sindaco Piero Capizzi.
Frattanto, a partire dalla serata di ieri, le piazze sono state invase dai tir e dai container del materiale che servirà per l’imponente scenografia che sta per essere montata e che renderà tutta l’area attorno al duomo un grandissimo set cinematografico.
Già montate le strutture, anche sulla cattedrale, sulle quali saranno agganciati gli enormi proiettori di luce che illumineranno a giorno piazza Guglielmo la sera della sfilata. Infine è già stata smontata (ma ovviamente sarà rimontata) la ringhiera del balcone principale del complesso Guglielmo dal quale usciranno i modelli per imboccare l’enorme passerella che arriverà fino a terra.

https://www.monrealenews.it/cronaca-monreale/cronaca-varia/18676-dolce-e-gabbana,-l%E2%80%99evento-di-monreale-diventer%C3%A0-un-film-documentario-lo-curer%C3%A0-peppuccio-tornatore.html

Monreale, 3 luglio 2017 – Un ospite d’eccezione è giunto questo pomeriggio a Monreale intorno alle 18.30. E’ il celeberrimo regista e produttore cinematografico Giuseppe Tornatore. Il regista bagherese è giunto a Monreale in tardo pomeriggio ed ha visitato Piazza Guglielmo e la Villa Comunale.

Tornatore è solo il primo dei numerosi vip che si recheranno a Monreale in questi giorni, in occasione dell’evento “Alta Sartoria” degli stilisti Dolce e Gabbana. Tra i vip molto probabile sarà la presenza di Robert De Niro, Madonna, Brad Pitt e, ultima indiscrezione George Clooney.

In molti si sono chiesto cosa fosse venuto a fare Giuseppe Tornatore a Monreale. È venuto per girare uno spot del marchio degli stilisti Dolce&Gabbana? Oppure per scegliere una nuova location di un film? O magari a lui sono state affidate le riprese dell’evento del prossimo 8 luglio a Monreale? Quest’ultima la tesi più accreditata.

Intanto a Monreale fervono i preparativi e la squadra della produzione è già al lavoro da questa notte per montare la scenografia del grande evento internazionale.

https://www.filodirettomonreale.it/2017/07/03/giuseppe-tornatore-monreale-dolce-gabbana-le-foto/

 

Monreale, 5 luglio 2017 – Non ci sarà né Brad Pitt, né Robert De Niro e nemmeno la cantante Madonna durante gli eventi di Dolce & Gabbana che si svolgeranno in questo fine settimana a Palermo e Monreale. I fans si devono rassegnare, non sono loro i vip in arrivo tra i 450 invitati selezionati dai due stilisti.

I vip saranno altri e stanno già arrivando a Marina di Villa Igiea a bordo di yacht super lussuosi che andranno a fare compagnia all’imbarcazione lunga 50 metri di Stefano Gabbana, dove c’è anche Domenico Dolce. Il Regina d’Italia è già ormeggiato da 4 giorni. Presente al molo anche uno yacht lungo 50 metri, con il solo equipaggio a bordo, e un altro di 60 metri, l’Astrid Conroy. La notte scorse è giunto un panfilo di 90 metri ma il nome del proprietario è ancora top secret.

Dal 5 al 10 luglio, in occasione degli eventi “Alte Artigianalità” di Palermo, Dolce&Gabbana apre una speciale pop up boutique e una Terrazza Martini situate entrambe presso la famosa Tonnara Florio di Palermo.

La boutique ospiterà le collezioni Donna e Uomo abbigliamento e accessori, gioielli, orologi e la linea Bambino. L’universo della Donna comprenderà capi speciali color oro, bluse e abiti ricamati in pizzo bianco a ricordare i corredi tipici siciliani, o a rete con patch di fiori rosa acceso e frutti del Mediterraneo; non possono mancare vestiti con stampe vivaci e dal sapore estivo: dominano le righe, i fiori, e stampe cartoline con immagini di monumenti storici di Palermo, il tutto declinato su tessuti leggeri come il cotone, il lino, il popeline e lo chiffon. A completare l’ampia offerta i caratteristici pon pon applicati che richiamano il tanto amato carretto siciliano. La collezione Uomo offre camicie dal sapore estivo, shirt pigiama in seta abbinate a pantaloni leggeri su cui sono risaltano la stampa cartoline e i tanto amati pupi siciliani.

Una pittrice sarà presente tutti i giorni in boutique per dipingere decorazioni floreali o frasi speciali sulle Sicily bag dei clienti che lo desiderano.

Collezione borse Dolce e Gabbana Primavera Estate 2016

https://www.filodirettomonreale.it/2017/07/05/dg-monreale-niente-brad-pitt-madonna-de-niro-palermo-pop-boutique/

 

Ieri partiti i lavori con la motozappa. La posa dell’erba alla vigilia della sfilata

MONREALE, 1 luglio – Saranno ricoperte da un prato inglese le quattro aiuole di piazza Vittorio Emanuele e quella centrale di piazza Guglielmo, in occasione della sfilata di Dolce e Gabbana che si terrà sabato prossimo, 8 luglio.

Il particolare rientra pure negli accordi tra il Comune e l’organizzazione dell’evento che ha voluto che le aiuole venissero ricoperte da uno strato di erba soffice per migliorare le condizioni estetiche dell’area.
Da ieri al lavoro è la ditta Grimaudo, che si è aggiudicata l’appalto per la cura del verde pubblico nella zona del centro storico, che farà da teatro alla grande manifestazione internazionale per la quale si attendono numerose personalità del mondo della musica e del cinema.
I giardinieri, come mostra la nostra foto, sono entrati all’interno delle aiuole con una motozappa, per muovere la terra che da tempo non veniva curata. Successivamente le stesse verranno rese uniformi con i rastrelli, quindi, dopo una preventiva annaffiata, sarà possibile stendere il tappeto di erba, fatto di rettangoli verdi da un metro per 50 centimetri, che daranno alle aiuole un aspetto di verde compatto.
Le aiuole, quindi, si presenteranno in gran forma in occasione della sfilata. Semmai la sfida da vincere sarà un’altra: quanto resisteranno alle “visite” dei cani randagi della piazza, ma soprattutto allo scarso senso civico di qualcuno?

 

 

PALERMO. Il marchio Dolce & Gabbana, protagonista in città in questi giorni, celebra Palermo con un video che mostra le bellezze più rappresentative della città.

Un giro per i monumenti e le chiese, da quella di San Domenico fino al mare di Mondello, in cui la città appare in una veste inedita.

Palermo in questi giorni sta ospitando “Alte Artigianalità” di Dolce & Gabbana appunto, facendo così da passerella alle modelle più apprezzate del panorama mondiale della moda e ospiterà qualcosa come 450 tra vip e star di Hollywood e 50 giornalisti internazionali.

Un evento unico, blindato e che apporterà delle significative modifiche alla viabilità.

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Mondello cuore Stefano Gabbana-2

 

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http://www.palermotoday.it/video/dolce-gabbana-sfilata-monreale-.html

Fra i cittadini monrealesi non mancano i buontemponi 🙂

*I mosaici di Dolce & Gabbana*

Colate d’oro, pietre rosso sangue, corone, pizzi e tanto lusso hanno contraddistinto la sfilata della collezione autunno inverno 2013-2014 di Dolce e Gabbana. Ispiratisi ai mosaici del Duomo di Monreale, in provincia di Palermo, gli stilisti hanno dato vita a regine e principesse bizantine, ricoperte di oro e gioielli.

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E’ un vero  trionfo di accessori, orecchini e collane con pendenti a forma di croce, scarpe uniche con zeppe intarsiate di mosaici preziosi.

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https://afashionpoetry.wordpress.com/2013/02/28/i-mosaici-di-dolce-gabbana/

*Da casa mia, che si affaccia proprio in Piazza Guglielmo, luogo in cui si svolgerà la sfilata, non sto perdendo proprio nulla di questo evento, nemmeno il duro lavoro, dalla mattina presto a notte fonda, di chi sta montando il set: le passerelle e le scale per la sfilata, nonché pedane, luci etc. etc.  Sarà indubbiamente un evento indimenticabile per palermitani e monrealesi.

Tra i fastidi dell’evento: una vera e propria rivoluzione nel traffico del centro storico, nonché per noi residenti l’obbligo di andare in giro, il giorno della  sfilata, cioè sabato 8 luglio, con appositi braccialetti poiché l’evento sarà solo per gli ospiti famosi dei due silisti e per i giornalisti accreditati,  eccezion fatta, ovviamente, per noi residenti.

Antonella

 

I meravigliosi Mosaici cui si sono ispirati i due stilisti

per una delle loro collezioni si trovano nel Duomo di Monreale

anche detto “Il Tempio D’oro”…

 

 

 

 

#DGLovesMonreale ❤️❤️❤️❤️❤️❤️🎇✨👑🍊🍋

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More masculine robes or suits with a bit of glamour from Dolce & Gabbana's High fashion

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Dolce e Gabbana, la sfilata in piazza Guglielmo è un grande successo

MONREALE, 9 luglio – È durata 28 minuti, ma sono stati 28 minuti intensi, fatti di colori, di suoni, di un panorama suggestivo e straordinario. Una mezzora scarsa durante la quale Monreale ha sognato, ma che le ha fatto vivere una realtà ben diversa da quella cui solitamente è abituata. Questo e molto altro durante la sfilata di Alta Sartoria maschile di Dolce e Gabbana, un evento che entra a buon diritto nella storia di questa città.

L’attesa era febbrile e sull’happening si era fantasticato tanto, ipotizzando di tutto, compreso l’arrivo di personaggi megagalattici del mondo dello spettacolo, che invece non sono venuti, per il disappunto di chi era a caccia di un autografo o di un selfie, ma che, come in genere gli assenti, hanno avuto torto, perché l’evento di ieri sera meritava senz’altro di essere visto di presenza.
In un’atmosfera quasi surreale, i modelli dei noti stilisti italiani si sono succeduti sulla passerella che partiva dal balcone principale del complesso Guglielmo e che si snodava attorno all’aiuola centrale di piazza Guglielmo, sfoggiando i colori vivaci e i toni forti di Dolce e Gabbana, mai banali, mai scontati.
Alla fine, quando l’ultimo ragazzo ha sfoggiato la sua “mise”, un lungo e fragoroso applauso ha avvolto la piazza, che per una sera ha rivaleggiato, senza sfigurare, con quelle ben più note del gotha della moda internazionale, sotto un duomo bello come sempre e illuminato come di rado.
Alla sfilata ha fatto seguito la mega festa all’interno del Chiostro, che ha accolto gli oltre 400 ospiti di Dolce e Gabbana, tra portate prelibate scelte dal noto chef Natale Giunta, musiche di vario genere, in una location difficilmente eguagliabile in termini di arte e bellezza.
Da oggi, come già detto in precedenza, Monreale tornerà alla vita ed ai suoi problemi di sempre. Sull’evento di ieri sera si continuerà a discutere: non mancheranno le polemiche, così come gli elogi e le approvazioni. Per una sera, però, la città ha respirato un’aria diversa. Per una sera Roma, Parigi o New York non sono sembrate poi così lontane.

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https://www.filodirettomonreale.it/2017/07/09/dolcegabbana-pubblicano-video-monreale-citta-unica/

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* Mie piccole emozioni poetiche*

 

*Sino al nucleo del cuore*

Distesa sul verde campo della speranza

aspetto, con occhi puri

il sorgere di un nuovo sole

che possa arrivare con il suo calore

sino al nucleo del mio cuore.

© Antonella P. Di Salvo

 

 

Non si può eternamente sfuggire a se stessi, ai propri ricordi e alle proprie paure, non si può eternamente restare chiusi in una corazza protettiva che anche se ci isola, in parte, dal dolore, nel contempo ci isola dalle emozioni più belle e vitali… e quale emozione più bella dell’amore?! L’amore ha il grande potere di riportare alla vita, alla vera vita, insieme alle proprie emozioni!

Antonella

 

 

*Come una piccola preghiera*

Una sfolgorante stella d’argento
si cela, irrequieta e silenziosa
dietro la bianca luna.
Avida più che mai di felicità
corteggia la notte
che tace, insieme al suo lieve dolore.
Il vento ancora geme
dietro giorni e notti
che strizzano il cuore
ed io sospirando vuoti
mi arrendo ad un volo spesso solitario
che è come una piccola preghiera.
© Antonella P. Di Salvo

( Tutti i diritti riservati )

 

~Blue Angel~