Anima, mia cara Anima…

L’anima si nutre d’estasi

come la cicala di rugiada.

(Anatole France)

 

*

Anima
mia cara anima
troppe volte malinconica
e silenziosa
posa fiduciosa
il tuo dolente capo
sul cuore
di chi asciugherà
le tue lacrime e nostalgie
con tenere carezze
e con bagliori di calda luce.
Anima sensibile
e palpitante
di sofferte emozioni
scaglia
ben lontano il dolore
quello più antico
e quello più recente
accendendoti di fiducia
e di passione per la vita
affrontando le tempeste
e scivolando
sulle acque più placide
dei tuoi sogni
remando in esse
desideri e speranze
sotto i magici riflessi
della candida luna.
Anima
ora selvaggia
or’altra pura
concediti il fascino
di un intenso
canto d’amore
riempi il tuo giardino
di colorati
e profumati fiori
e stendi la tua mano
alle più preziose
carezze
regalando alle stelle
delle tue emozioni
un diadema sfavillante
di amorevoli gesti.
Vinci l’aridità
della solitudine
col fluire impetuoso
del tuo amore
ed illumina il sentiero
della tua vita
soffiando in esso
il fascino intatto
dei tuoi sogni.
Non congedarti da essi
ma continua ad infuocarne
i tuoi giorni
profumando la tua essenza
con i petali
delle più soavi rose
risalendo il fiume
dei tuoi tormenti
coi capelli al vento
e con gli occhi
dolcemente sereni
fissi sul futuro
di una gioia
senza fine.

©Antonella P. Di Salvo

( Tutti i diritti riservati )

*

Vika Levina portrait black and white photo:

 

http://www.athenamillennium.it/lady59-antonella/10968/mia-cara-anima.html

23 Maggio 2017: 25 anni dopo la strage di Capaci. Per non “dimenticare”…

 

Giovanni Falcone muore nella comunemente detta strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Stava tornando da Roma, come era solito fare nei fine settimana. Il jet di servizio, partito dall’aeroporto di Ciampino intorno alle 16.45, arriva a Punta Raisi dopo un viaggio di cinquantatrè minuti. Lo attendono quattro autovetture: tre Fiat Croma, gruppo di scorta sotto comando del capo della squadra mobile della Polizia di Stato, Arnaldo La Barbera.

Appena sceso dall’aereo, Falcone si sistema alla guida della vettura bianca e, accanto a lui, prende posto la moglie Francesca Morvillo, mentre l’autista giudiziario Giuseppe Costanza occupa il sedile posteriore. Nella Croma marrone c’è alla guida Vito Schifani, con accanto l’agente scelto Antonio Montinaro e, sul retro, Rocco Di Cillo. Nella vettura azzurra ci sono Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo. La Croma marrone è in testa al gruppo, segue la Croma bianca, guidata da Falcone e, in coda, la Croma azzurra. Alcune telefonate avvisano i sicari che hanno già sistemato l’esplosivo per la strage, della partenza delle automobili.

I particolari sull’arrivo del giudice dovevano essere coperti dal più rigido riserbo; indicativo del clima di sospetto che si viveva nel Paese è il fatto che nell’aereo di Stato che lo riportava a Palermo avevano avuto un passaggio diversi “grandi elettori” (deputati, senatori e delegati regionali) siciliani, reduci dagli scrutini di Montecitorio per l’elezione del Capo dello Stato, prolungatisi invano fino al sabato mattina. Uno di essi sarebbe stato addirittura inquisito per associazione a delinquere di stampo mafioso tre anni dopo; ma nessuna verità definitiva fu acquisita in sede processuale sull’identità della fonte che aveva comunicato ai mafiosi informazioni circa la partenza di Falcone da Roma e l’arrivo a Palermo per l’ora stabilita.

Le auto lasciano l’aeroporto imboccando l’autostrada in direzione Palermo. La situazione appare tranquilla, tanto che non vengono attivate neppure le sirene. Su una strada parallela, una macchina si affianca agli spostamenti delle tre Croma blindate, per darne segnalazione ai killer in agguato sulle alture sovrastanti il litorale; sono gli ultimi secondi prima della strage.

Otto minuti dopo, alle ore 17.58, presso il chilometro 5 della A29, una carica di cinque quintali di tritolo, posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine, viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina. Pochissimi istanti prima della detonazione, Falcone si era accorto che le chiavi di casa erano nel mazzo assieme alle chiavi della macchina e le aveva tolte dal cruscotto, provocando un rallentamento improvviso del mezzo. Brusca, rimasto spiazzato, preme il pulsante in ritardo, sicché l’esplosione investe in pieno solo La Croma marrone, prima auto del gruppo, scaraventandone i resti oltre la carreggiata opposta di marcia, sin su un piano di alberi; i tre agenti di scorta muoiono sul colpo.

La seconda auto, la Croma bianca guidata dal giudice, si schianta invece contro il muro di cemento e detriti improvvisamente innalzatosi per via dello scoppio. Falcone e la moglie, che non indossano le cinture di sicurezza, vengono proiettati violentemente contro il parabrezza. Falcone, che riporta ferite solo in apparenza non gravi, muore dopo il trasporto in ospedale a causa di emorragie interne. Rimangono feriti gli agenti della terza auto, la Croma azzurra, e si salvano miracolosamente anche un’altra ventina di persone che al momento dell’attentato si trovano a transitare con le proprie autovetture sul luogo dell’eccidio.

La detonazione provoca un’esplosione immane e una voragine enorme sulla strada. In un clima irreale, e di iniziale disorientamento, altri automobilisti e abitanti dalle villette vicine danno l’allarme alle autorità e prestano i primi soccorsi tra la strada sventrata e una coltre di polvere.

Circa venti minuti dopo, Giovanni Falcone viene trasportato sotto stretta scorta di un corteo di vetture e di un elicottero dell’Arma dei Carabinieri, presso l’ospedale Civico di Palermo. Gli altri agenti e i civili coinvolti vengono anch’essi trasportati in ospedale mentre la Polizia Scientifica esegue i primi rilievi e i Vigili del Fuoco espletano il triste compito di estrarre i corpi irriconoscibili di Schifani, Montinaro e Di Cillo.

Intanto i media iniziano a diffondere la notizia di un attentato a Palermo e il nome del giudice Falcone trova via via conferma. L’Italia intera, sgomenta, trattiene il fiato per la sorte delle vittime con tensione sempre più viva. Alle 19.05, ad un’ora e sette minuti dall’attentato, dopo alcuni disperati tentativi di rianimazione Giovanni Falcone muore a causa della gravità del trauma cranico e delle lesioni interne. La moglie – Francesca Morvillo – morirà anch’essa poche ore dopo.

Due giorni dopo, mentre a Roma viene eletto Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, a Palermo si svolgono i funerali delle vittime, ai quali partecipa l’intera città, assieme a colleghi, familiari e personalità come Giuseppe Ayala e Tano Grasso. I più alti rappresentanti del mondo politico, come Giovanni Spadolini, Claudio Martelli, Vincenzo Scotti, Giovanni Galloni, vengono duramente contestati dalla cittadinanza. Le immagini televisive delle parole e del pianto straziante della vedova Schifani susciteranno particolare emozione nell’opinione pubblica”.

Falcone E Borsellino

Giovanni Falcone e  Paolo Borsellino

“Chi tace e piega la testa

muore ogni volta che lo fa”.

– Giovanni Falcone –

PALERMO. Un unico coro, un’unica voce per dire “no” a tutte le mafie. Oggi 70.000 studentesse e studenti saranno protagonisti di #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa organizzata dalla Fondazione Falcone e dal ministero dell’Istruzione per la commemorazione delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui hanno perso la vita, venticinque anni fa, i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini e le donne delle loro scorte, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.

Dal 2015 la manifestazione organizzata in occasione del 23 maggio, prima concentrata a Palermo, è stata estesa a tutto il Paese, attraverso le ‘Piazze della Legalità’, spazi dedicati al dibattito e alle testimonianze, che quest’anno saranno in nove città: Milano, Teramo, Roma, Foggia, Bari, Trieste, Gorizia, Napoli, Vibo Valentia.

TORNA LA NAVE DELLA LEGALITA’ – Approda a Palermo la nave della legalità, partita ieri pomeriggio da Civitavecchia. Nel tragitto oltre un migliaio di ragazzi hanno incontrato le istituzioni e si sono confrontati sull’educazione alla cittadinanza e sull’eredità di Falcone e Borsellino. A bordo il presidente del Senato, Pietro Grasso; la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti; il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini; il professor Nando Dalla Chiesa. L’arrivo della nave apre la giornata di commemorazione che avrà il suo momento istituzionale nell’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a cosa nostra.

IN CAMPO ANCHE LE UNIVERSITA’ – Quest’anno, oltre alle esperienze delle scuole saranno presenti a Palermo quelle degli atenei. Una delegazione di circa 100 universitari in Sicilia per confrontarsi sui percorsi di diffusione dei valori della legalità e sui principi della convivenza civile tra le nuove generazioni.

I NUMERI DEL 23 MAGGIO – Tremila volontari saranno impegnati per la riuscita della manifestazione in tutta Italia. Oltre 100 studenti degli istituti alberghieri di Palermo hanno preparato i pasti in occasione delle iniziative in Sicilia. Due cortei, da via D’Amelio e dall’Aula Bunker, si ritroveranno all’Albero Falcone, in via Notarbartolo per il momento del Silenzio, alle ore 17.58, l’ora in cui è avvenuta la strage di Capaci.

LA RICORRENZA SUI SOCIAL – Su Facebook, Twitter, Instagram e Youtube si potrà seguire in diretta l’evento. Una App è stata realizzata dagli studenti dell’Istituto Superiore “Europa” di Pomigliano d’Arco per avere a portata di mano tutte le informazioni su #PalermoChiamaItalia. Sei troupe cinematografiche degli studenti dell’Istituto CineTV “Roberto Rossellini” di Roma racconteranno l’evento e altrettanto faranno, in diretta, tre webradio studentesche.

L’ARTE NELL’AULA BUNKER – Per la prima volta l’aula bunker si trasformerà anche in una galleria d’arte. Eccezionalmente, per il 25° delle stragi, ospita l’inaugurazione della mostra “Fidelis” con alcune delle opere d’arte ritrovate dal comando carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

© Riproduzione riservata

http://palermo.gds.it/2017/05/23/falcone-25-anni-dopo-la-strage-a-palermo-la-carica-di-70-mila-studenti_668754/

 “Gli uomini passano, le idee restano

restano le loro tensioni morali

e continueranno a camminare

sulle gambe di altri uomini”.

(Giovanni Falcone)

 

Risultati immagini per 23 maggio

Risultati immagini per 23 maggio

“Anno dopo anno: per non dimenticare”.


http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/05/16/news/strage-di-capaci-quel-giorno-c-ero-1.301961

 

 

* Amore & Musica…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

* LA MUSICA DELL’ANIMA *

Talvolta al tramonto
taciti spettatori la luna
ed il suo grande corteo di stelle
un vortice di musica
ora intensa, or’altra delicata
mi risuona, insistente melodia
nelle orecchie.
E’ la musica dell’anima
che avvinghia le mie emozioni
senza alcun riguardo
interrompendo il pacato silenzio
dell’aria notturna
e scuotendo, col dito sulle labbra
i miei sensi ed i miei tanti ricordi.
Nel concerto dell’anima
canta il cuore pensieri d’amore
urla la mente delusioni e rimpianti
anela il corpo carezze senza più ritorno.
Alla musica dell’anima
languida sirena, la cui bocca profuma
di mare e di illusioni
dolcemente mi arrendo
e mi sorride l’infinito
verso il quale corro a perdifiato
cantando.
© Antonella P. Di Salvo

 

Violin Girl by Imantas Boiko on 500px:

L’Amore non fa rumore:
vibra ad un canto impercettibile
per le orecchie,
suona la musica dell’anima.

L’Amore si nutre:
con sguardi,
con silenzi,
con piccole carezze.

L’Amore si ripara:
dall’invidia,
dalla ferocia,
dall’indifferenza.

L’Amore non ha fretta:
vive nell’umido tepore
dell’attesa,
della presenza.

(Vincent Navire)

 

Le carezze sono appropriazione del corpo dell’altro. Quindi, non è un semplice sfiorare: ma un foggiare. Carezzare con gli occhi o desiderare è la stessa cosa; il desiderio si esprime con la carezza come il pensiero col linguaggio.  J. P. Sartre, L’essere e il nulla:

Noi non cediamo all’amore:
è l’amore che sale in noi
come certa musica,
una sinfonia o una ballata
ed è color seppia
come il tè versato che risale lento
attraverso i mille tunnel perfetti
di una zolletta di zucchero
posata accanto alla tazza.
Sì, l’amore è così:
proprio quando meno ne abbiamo bisogno
quando meno ce l’aspettiamo
una parte di noi vi affonda dentro
per caso o per sbaglio
e l’amore risale attraverso
le nostre vene
e si aggrappa all’interno delle camere del cuore.
(Julia Copus)

 

 :

“Festa della Mamma” 2017

Passion Wind's.,,,Chiara Anna..Lei era come la nottte  ..sapeva guadarare il mondo con occhi diversi ..sapeva portare luce e sogni ad ogni ..fumo di colore:

Nell’intimità del silenzio

sfilano emozioni senza tempo

proprio lì, dove più fitti

si fanno i ricordi.

Ferite antiche e recenti

restano aperte

ma il vostro tenero sorriso

scintillando da

gelosamente custodite

foto in bianco e nero o a colori

spesso illumina le mie notti.

Dolce Mamma

non  ho visto la luce della vita

spegnersi nei tuoi occhi

né ho consolatoria memoria

dei tuoi baci e carezze…

e subito umidi si fanno

gli occhi miei.

Amata “zietta”

vanamente ho cercato

di fermare il tempo

prendendomi cura

del tuo corpo sofferente

provando a stregare

gli anni avanzati

con la tenerezza

del mio amore.

Ma oltre le illusioni

i sogni, le nostalgie

e i rimpianti del non vissuto

oltre le ferite aperte del cuore

più vivo che mai pulsa

il poetico ricordo

di un reciproco amore

che mai avrà fine!

© Antonella P. Di Salvo

 

 

La mamma tiene il suo bambino per mano

solo per un breve periodo, ma il suo cuore

l’accompagna tutta la vita.
(Anonimo)

 

Fotoğraf:

Vegliate su di me, adorate Mamme, e su tutti gli altri cari

dal “bel paradiso”…come cantava De André…

dove vi sarete certamente riunite.

Mamme, fra loro sorelle

la cui bontà e bellezza

del viso e dell’anima

resterà indelebile nel mio cuore.

 

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Ti voglio bene

sempre rimpianta

e dolcissima  Mamma!

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Carissima”zietta”, grazie per avermi donato

il tuo incondizionato amore

per avermi fatto comprendere

cosa vuol dire essere amati maternamente.

Ti voglio bene! 

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Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

(Pier Paolo Pasolini,”Supplica a Mia Madre”)

 

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✵ ~ The Summer Knows ~ ✵ & Estate

Fra non molto si schiuderanno nuovamente i profumati fiori estivi
e la dorata stagione del mare, dell’afa, delle spiagge affollate
e dell’insistente canto delle cicale, tornerà a riscaldare
corpi arsi dal sole e spruzzati di salsedine
e cuori infiammati di desideri e sogni.
Ma l’Estate è effimera, come tutte le stagioni
e men che non si dica dovremo, ancora una volta
rivestirci di autunno e di nostalgia.
Antonella

 

Sarah Lois Vaughan, soprannominata Sassy, la Divina e Sailor[1] (Newark, 27 marzo 1924Hidden Hills, 3 aprile 1990), è stata una cantante statunitense, esponente di punta dello stile jazzistico chiamato be bop.

Vinse due Grammy Award[2]; il National Endowment for the Arts le assegnò il premio NEA Jazz Masters nel 1989.[3] Dotata di una voce di contralto[4], è stata definita da Scott Yanow “una delle voci più stupefacenti del ventesimo secolo”.[5]

Sarah Vaughan ostentava una forte personalità; in realtà nell’intimo era molto fragile: ogni concerto, ogni recital, ogni sessione in sala di incisione era un inferno per lei, sempre piena di paura, insicura. Di qui la sua (fortunatamente sempre tenuta a bada) dipendenza da sigarette e droghe e uno dei motivi, forse il principale, per cui per tutta la vita restò attaccata al suo mentore Billy Eckstine, che di volta in volta definì come il proprio “padre” o addirittura “my blood” (il mio sangue), affetto a tal punto contraccambiato che, alla notizia della sua morte, Eckstine subì un colpo apoplettico.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sarah_V…

Testo e traduzione

The summer smiles, the summer knows
I sorrisi d’estate, l’estate sa
And unashamed she sheds her clothes
E senza vergogna che getta i suoi vestiti
The summer smoothes the restless sky
L’estate leviga il cielo senza riposo
And lovingly she warms the sand, on which you lie
E con amore lei riscalda la sabbia, su cui si trovano

The summer knows, the summer’s wise
L’estate sa, il saggio d’estate
She sees the doubts within your eyes
Vede i dubbi nei tuoi occhi
And so she takes her summertime
E così lei prende la sua estate

Tells the moon to wait and the sun to linger
Indica la luna di aspettare e il sole a soffermarsi
Twists the world round her summer finger
Colpi di scena il mondo intorno al dito estate
Lets you see the wonder of it all
Consente di vedere la meraviglia di tutto questo

And if you’ve learned your lesson well
E se hai imparato bene la lezione
There’s little more for her to tell
C’è po ‘di più per lei a dire
One last caress, it’s time to dress, for fall
Un’ultima carezza, è il momento di vestire, per l’autunno

And if you’ve learned your lesson well
E se hai imparato bene la lezione
There’s little more for her to tell
C’è po ‘di più per lei a dire
One last caress, it’s time to dress, for fall
Un’ultima carezza, è il momento di vestire, per l’autunno

– Tradotto da Anonimo –

* ESTATE *


Estate, dorata fioritura

di girasoli

trionfo di orchidee, di ortensie

e di rose

dei giardini olezzanti regine.

Vigorosa sferzata

di  scottante energia

e di salsedine

su corpi avidi di sole

accende, insieme al canto delle cicale

le ore più calde

delle affollate spiagge.

Il vento di scirocco

facendo svolazzare vesti colorate

ed ondeggiare spighe

spinge lontano le vele

che sembrano quasi

pattinare

sull’immensa distesa d’acqua

verde-azzurra

mentre i gabbiani divorano

prelibati pesci appena catturati.

Seduta in riva al mare

vedo rifiorire in me la serenità

tingendo di azzurro

persino la tristezza

percorrendo con la mente

oltre il liquido ondeggiare

freschi sentieri di pace e di gioia.

Il tramonto

dipinge di rosso e di arancio

cielo e mare

e al dolce canto dei grilli

nascosti tra l’erba  

si affaccia il bianco disco

della luna.

Mi sorride il firmamento  

facendo brillare nel cuore

infinite stelle

argentate scintille di speranza.

Scorrono, cascata luminosa

oltre le nere coltri della notte

che lentamente si fa rosea alba

per poi cedere il posto

allo sfavillante sole. 

Si schiudono i fiori

ricama bianche nuvole il cielo

ed un leggero venticello

olezzando di gelsomino e di rose 

mette infine a tacere

il silenzio.

 ©  Antonella P. Di Salvo

 

http://www.gasparebernardi.it/

5 Maggio giornata contro la pedofilia

I bambini sono puri come angeli e indifesi

come farfalle dalle ali fragili e delicate.

I bambini sono innocenti sognatori

che con occhi costantemente stupiti

amano volare senza sosta nel cielo della fantasia…

ma il male ricevuto, a volte, da mostri crudeli

spezza purtroppo le loro candide ali per sempre

impedendogli di continuare a “volare” e sognare!

I bambini non vanno offesi, umiliati, sfruttati, abusati

ad esempio anche attraverso il turismo sessuale

ma soprattutto non vanno violentati e corrotti

né nel corpo, né nell’anima…

Antonella

Kahlil Gibran & Viaggio Nel Silenzio

S i l e n c e:

Esiste qualcosa di più grande e più puro
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l’anima,
sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare
nel firmamento dello spirito,
ci avvicina al cielo;
ci fa sentire che il corpo
è nulla più che una prigione,
e questo mondo è un luogo d’esilio. 

Kahlil Gibran – Le Ali Spezzate

 

> pinterest: ellemartinez99 <:

Che meraviglioso

“compagno” di viaggio

 il silenzio!

Un compagno di viaggio

con il quale è possibile

dialogare di tutto

pur restando muti.

Un compagno di viaggio

paziente e sincero

che sa ascoltare

e che talvolta sa anche sfiorare

i nostri ricordi, i nostri sogni

i nostri rimpianti e le nostre emozioni

con delicate e tacite carezze.

Un compagno di viaggio

che all’improvviso sa anche urlare

di gioia o di dolore

ma che difficilmente

ci deluderà…

Antonella

* Viaggio nel Silenzio *

Talvolta, al crepuscolo

viaggio a lungo nel silenzio

con l’unica compagnia del vento

– profumato dolcemente

dai fiori di campo che non colsi –

e dei ricordi

inclusi quelli taglienti

ai quali è difficile dire addio.

Osservo rami cari

– appesantiti da fiori in boccio –

nel silenzio insolente ed assordante

che afferra tra le sue grinfie l’anima

alla perenne ricerca

di ombre inesistenti

ricordi sbiaditi

pensieri fuggevoli o stanchi.

Indosso “le ali delle occasioni”

leggere, trasparenti, eteree

e viaggiando per tortuosi sentieri

da una punta all’altra della cupola celeste

alla ricerca di tranquilli equilibri interiori

asciugo lacrime, accendo sorrisi

accarezzo sogni, ringrazio le stelle del cielo

– che incontrano in uno sfavillante abbraccio

quelle marine –

sussurro rimpianti a fior di labbra

nella solitudine luminosa

di respiri lenti di astri

che si specchiano con dolce stupore

sul mare.

 © Antonella P. Di Salvo

Quel que soit le nom de tes silences, ils ont l'horizon d'un crépuscule bleu en bord de plage, au clair de cet océan où le coquillage posé des rêves échoués rappelle tout le hasard audacieux des bouteilles à la mer. Sandra Dulier: