“La Mossa Del Cavallo”

Omaggio al grande ed indimenticabile Andrea Camilleri

Delicato "SOFFIO DI VENTO", il mio respiro...

Camilleri e “La Mossa Del Cavallo”…

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“È tratto dal romanzo storico di Andrea Camilleri “La mossa del cavallo” (edito da Sellerio), il film andato in onda lunedì 26 febbraio su Rai1. La regia è di Gianluca Maria Tavarelli, che aveva già diretto la serie su: “Il giovane Montalbano”, interpretato da Michele Riondino, che torna nei panni di Giovanni Bovara, nuovo ispettore capo ai mulini alle prese con mugnai e tasse sul macinato in una Vigata di fine Ottocento. Nel cast Ester Pantano, Cocò Gulotta, Antonio Pandolfo, Giovanni Carta, Giancarlo Ratti, Maurizio Puglisi, Filippo Luna, Maurizio Bologna, Domenico Centamore, Giuseppe Schillaci, Daniele Pilli, Angelo Libri, Roberto Salemi, Vincenzo Ferrera. Una produzione Palomar in collaborazione con Rai Fiction”.

“Siamo nell’immaginaria Montelusa nel 1877,  dove il quarantenne Giovanni Bovara (Michele Riondino) è il nuovo ispettore capo ai mulini, incaricato di far rispettare l’invisa tassa sul macinato. Siciliano…

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Emozioni dal “lontano passato”.

 

Pagine di diario scolastico da me “riempite” durante il liceo .

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A Carmela, mia compagna di banco

( insieme ad Adriana )

durante il secondo anno del liceo classico.

 

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La vita è fatta di gioie e dolori, e noi forse sinora abbiamo conosciuto più dolori che gioie. La scuola, o per meglio dire le delusioni scolastiche, ci fanno talvolta perdere serenità, voglia di ridere, voglia di lottare, ma un giorno, forse neanche troppo lontano, conosceremo anche noi il “vero sorriso”, la vera gioia. Un sorriso ed una gioia semplici, privi di ogni apparenza utopistica, ma finalmente davvero vincitori sull’antica amarezza, sull’antico vuoto dell’anima, sull’antico e disperato senso di solitudine, sulle antiche delusioni d’amore. La vita, per fortuna, non è fatta solo di scuola ed anche se, indipendentemente dalla scuola, spesso anche altrove abbiamo conosciuto l’amarezza o la delusione, abbiamo anche conosciuto la dolcezza che sanno darci il sorriso e l’affetto di una persona cara, il calore umano che sa darci la vista di due bambini che giocano, di due vecchietti che discutono tra loro e ricordano la loro passata giovinezza, di due fiori che sbocciano, di un raggio di sole che fa capolino tra le grigie nuvole, di una mano che si tende, stringe forte la tua e ti fa capire che la vita, la vera vita, è fatta di amore, di coraggio nell’affrontare le difficoltà, di serenità interiore, spesso conquistata con le unghie ed i denti, e voglia di donare una parte di noi agli altri, a chi ne ha bisogno ed anche a chi dice di non averne. Abbozzo un sorriso dicendo a me stessa e a te tutto ciò…e questo accenno di sorriso è proprio come quel raggio di sole che improvvisamente fa capolino tra le grigie nuvole. Dopo tanta amarezza non è poi così difficile ritrovare il sorriso pensando che in fondo possiamo ancora lottare e vincere, che abbiamo corpo e cuore per creare qualcosa di concreto, che abbiamo occhi per vedere tutto ciò che ci circonda, che abbiamo un’anima, spesso torturata, ma, a mio parere, infinitamente più bella di quella di chi non ha mai conosciuto il dolore, il vero dolore. Solo quando lo si è conosciuto si possono apprezzare anche e soprattutto le “piccole cose”, si può apprezzare quello che ancora di bello in futuro può offrirci la vita. Scusami se ho riempito tutte queste pagine del tuo diario, impedendoti così di potervi trascrivere i compiti, ma quando esterno i miei pensieri attraverso la scrittura sono un vero e proprio fiume in piena. Ciao, ti ricorderò sempre con affetto, anche quando magari non avremo più occasione di vederci; ti ricorderò anche per essere stata una delle poche fra i compagni e le compagne ad avermi veramente capita ed apprezzata per quel che, pur con i miei tanti rimpianti e malinconie, di buono ho, non limitandoti alle apparenze o ad un rapporto superficiale, per quel che realmente sono,  con pregi e difetti. 

Antonella

Guarisci il tuo Passato Cambia il tuo Futuro

“Molto di ciò che siamo oggi dipende dal nostro passato: saperlo leggere e riuscire a identificare quel che ci condiziona e blocca la nostra felicità è la soluzione di problemi che investono la nostra vita privata e professionale.

Riuscire a identificare quali sono gli eventi che ancora oggi ci stanno condizionando sotto forma di paure immotivate, scarsa autostima, disturbi d’ansia, comportamenti compulsivi, è il primo passo per riconquistare la nostra libertà emotiva. Come? Con un metodo pratico e insospettabilmente rapido in grado di interrompere i circuiti che ci fanno reagire in modo automatico e negativo – gli stessi che ci spingono a dichiarare «Sono fatto così, è più forte di me» – e che si sono innestati nel tempo senza che ce ne rendessimo conto.

In pochi semplici passi l’autoterapia messa a punto da Maria Grazia Parisi garantisce di riprendersi la propria vita e allontanare per sempre sofferenza e difficoltà nelle relazioni”.

 

Introduzione - Guarisci il tuo Passato Cambia il tuo Futuro - Libro di Maria Grazia Parisi

https://www.macrolibrarsi.it/speciali/introduzione-guarisci-il-tuo-passato-cambia-il-tuo-futuro-libro-di-maria-grazia-parisi.php

* Per Non Dimenticare*

 

“Anno dopo anno: per non dimenticare”

e per dire No a tutte le mafie…

 

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“Chi tace e piega la testa

muore ogni volta che lo fa”.

– Giovanni Falcone –

 

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Oltre 70.000 gli studenti che affolleranno le piazze di tutta Italia per #PalermoChiamaItalia e, di questi, circa 1.500 sono salpati da Civitavecchia, direzione Palermo a bordo della Nave della Legalità. A salutare la partenza della nave a Civitavecchia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Ministro del MIUR Marco Bussetti e numerose autorità.

La manifestazione, promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Fondazione Falcone, ricorda quest’anno il 27esimo anniversario delle stragi di Capaci e di viale D’Amelio, dove persero la vita i giudici Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti delle loro scorte Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.

Come di consueto, le celebrazioni istituzionali inizieranno nell’Aula Bunker dell’Ucciardone, luogo simbolo del maxiprocesso a Cosa Nostra.

Il tema dell’edizione 2019 di #PalermoChiamaItalia è dedicato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, firmata a Palermo nel 2000, entrata in vigore il 29 settembre 2003 e ratificata da 189 stati.

 

“Gli uomini passano, le idee restano

restano le loro tensioni morali

e continueranno a camminare

sulle gambe di altri uomini”.

(Giovanni Falcone)

 

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Giovanni Falcone

Nato a Palermo il 20 maggio 1939, Giovanni Falcone consegue la laurea in Giurisprudenza nell’Università di Palermo nel 1961, discutendo con lode una tesi sull’ “Istruzione probatoria in diritto amministrativo”. Prima di entrare nella magistratura, compie una breve esperienza presso l’Accademia navale di Livorno.

Dopo il concorso in magistratura, nel 1964, diventa pretore a Lentini per trasferirsi subito come sostituto procuratore a Trapani, dove rimane per circa dodici anni. In questa sede egli matura l’inclinazione verso il settore penale: come egli stesso dirà poi: “era la valutazione oggettiva dei fatti che mi affascinava” nel contrasto con certi meccanismi “farraginosi e bizantini” particolarmente accentuati in campo civilistico.

Il consigliere istruttore Rocco Chinnici gli affida nel maggio ’80 le indagini contro Rosario Spatola, un processo che investiva anche la criminalità statunitense. Con questa prima esperienza egli avverte come nel perseguire i reati e le attività di ordine mafioso occorra avviare indagini patrimoniali e bancarie (anche oltre oceano), e come, soprattutto, occorresse la ricostruzione di un quadro complessivo, una visione organica delle connessioni, la cui assenza, in passato, aveva provocato la “raffica delle assoluzioni” nei processi.

Il 29 luglio 1983 il consigliere Chinnici viene ucciso con la sua scorta,  lo sostituisce Antonino Caponnetto, il quale riprende l’intento di assicurare agli inquirenti le condizioni più favorevoli nelle indagini sui delitti di mafia. Si costituisce allora il cosiddetto “pool antimafia”, sul modello delle èquipes attive nel decennio precedente di fronte al fenomeno del terrorismo politico. Del gruppo fa parte, oltre lo stesso Falcone, anche Paolo Borsellino.
Il 20 giugno ’89 si verifica il fallito e oscuro attentato dell’Addaura presso Mondello (Palermo), a proposito del quale Falcone ha affermato: “Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono forse punti di collegamento tra i vertici di Cosa nostra e centri occulti di potere che hanno altri interessi. Ho l’impressione che sia questo lo scenario più attendibile se si vogliono capire davvero le ragioni che hanno spinto qualcuno ad assassinarmi”.

Giovanni Falcone viene assassinato a Capaci il 23 maggio 1992, insieme alla moglie Francesca Morvillo, magistrato, e agli agenti della scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro.

Paolo Borsellino

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Borsellino nasce a Palermo il 19/1/1940. La famiglia vive in un quartiere borghese di Palermo: la Magione. Borsellino è molto attaccato a questo quartiere dove ha trascorso la giovinezza. Dopo avere frequentato il Liceo classico “Meli”, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza di Palermo. Il 27 giugno 1962, all’età di appena 22 anni, Borsellino si laurea con 110 e lode e nel 1975 entra all’Ufficio istruzione processi penali di Palermo sotto la guida di Rocco Chinnici.

Con il Capitano Basile lavora alla prima indagine sulla mafia e da questo momento comincia il suo impegno senza sosta per sconfiggere l’organizzazione mafiosa.

Nel 1980 arriva l’arresto dei primi sei mafiosi. Nello stesso anno il capitano Basile viene ucciso in un agguato. Per la famiglia Borsellino arriva la prima scorta con le difficoltà che ne conseguono. Da questo momento il clima in casa Borsellino cambia e il giudice stesso deve relazionarsi con “quei ragazzi” che gli sono sempre a fianco e che cambieranno per sempre le abitudini sue e della sua famiglia.

La scorta costringe il giudice e la sua famiglia a convivere con un nuovo sentimento: la paura. E’ così che Borsellino ne parla e l’affronta: “La paura è normale che ci sia, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, sennò diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avanti.” Borsellino entra a far parte del Pool antimafia di Palermo, che comprende quattro magistrati. Falcone e Borsellino lavorano l’uno a fianco all’altro, sotto la guida di Rocco Chinnici.

I magistrati del pool vogliono scuotere le coscienze dei giovani e sentire intorno a sé la stima della gente. Così Borsellino comincia a partecipare ai dibattiti nelle scuole, alle feste giovanili di piazza, alle tavole rotonde per sconfiggere una volta per sempre la cultura mafiosa.

Borsellino è convinto che per sconfiggere la mafia i pentiti abbiano un ruolo fondamentale. I giudici dovranno controllare le loro dichiarazioni e ricercare i riscontri in modo che ogni fatto possa essere provato. Nel maggio 1992 Falcone raggiunge i numeri necessari per l’elezione a superprocuratore, ma il giorno dopo egli viene ucciso insieme alla moglie, a Capaci. Falcone muore tra le braccia di Borsellino: il quel momento tutti i momenti trascorsi insieme gli tornano alla mente.

Egli vuole collaborare alle indagini sull’attentato di Capaci di competenza della procura di Caltanissetta. Continua a lottare per poter avere la delega per ascoltare il pentito Mutolo. Il 19 luglio 1992 alle 7,00 il procuratore Giammanco gli comunica telefonicamente che finalmente avrà quella delega. Lo stesso giorno Borsellino va nella casa del mare, a Villagrazia, con la scorta. Dopo pranzo torna a Palermo per accompagnare la mamma dal medico e con l’esplosione dell’autobomba sotto la casa, in via D’Amelio, muore con tutta la scorta. E’ il 19 luglio del 1992.

 

falcone_frasiLe frasi storiche di Giovanni Falcone

  • La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.
  • L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Altrimenti non è più coraggio, è incoscienza!
  • Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
  • Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana.
  • Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana.
  • La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.
  • Ogni uomo ha il compito di compiere il proprio dovere anche se porta a grandi sacrifici, questo ci distingue tra gli altri.
  • Noi tutti abbiamo piena coscienza di quello che facciamo e cosa rischiamo ma lo facciamo per il bene dello Stato.
  • Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
  • Il coraggioso muore una volta, il codardo 100 volte al giorno.
  • Non è retorico nè provocatorio chiedersi quanti altri coraggiosi imprenditori e uomini delle istituzioni dovranno essere uccisi perchè i problemi della criminalità organizzata siano finalmente affrontati in modo degno in un paese civile.
  • A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

 

borsellino_frasiLe frasi storiche di Paolo Borsellino

  • Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose.
  • Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.
  • A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l’esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato.
  • Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo.
  • Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno.
  • Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.
  • È normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.
  • La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
  • Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.
  • Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento… Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno.
  • I giudici continueranno a lavorare e a sovraesporsi e in alcuni casi a fare la fine di Rosario Livatino, assassinato dalla Mafia, i politici appariranno ai funerali proclamando unità di intenti per risolvere questo problema e dopo pochi mesi saremo sempre punto e accapo.

Autore articolo: Antonia Tallarida

 

 

25 maggio 1992 – “Nel Duomo di Palermo si svolgono i funerali del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie , Francesca Morvillo , e degli uomini della scorta , i tre agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, uccisi dalla mafia. I palermitani onesti — i cittadini onesti di tutta la Sicilia — chiedono di entrare in chiesa per i funerali del giudice simbolo della lotta ala Mafia massacrato a Capaci da un commando di Cosa Nostra, forse ispirato da qualcuno all’interno degli apparati dello Stato. Questo è il sentire comune… e i palermitani, i politici e gli uomini degli apparati dello Stato non ce li vogliono ai funerali. La folla sottolinea con applausi o con fischi , ed anche sputi, l’arrivo di quelle personalità politiche che hanno preferito entrare nella basilica di San Domenico dalla porta principale. “Buffoni-buffoni”, “Giustizia-giustizia”, “Fuori la mafia dallo Stato”, “Falcone- Falcone”, sono gli slogan più ripetuti. È Rosaria Costa, vedova Schifani, segna il tempo di questo dramma che si consuma in diretta: le sue parole, il suo pianto, il suo sconforto, il suo sembrar cedere, il suo resistere sono il simbolo di quel giorno e di quei giorni segnati anche dall’ennesimo segreto di Stato: chi sono i mandanti del barbaro assassinio?”

Lotta alle mafie. Osservatorio su criminalità e malapolitica

Festa Della Mamma 2019 💖🌹

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Riflessi d’immutato amore

illuminano d’eterno

il soffio breve della vita.

Vibrano i ricordi

come dolce carezza

 su dolenti cicatrici

di recenti e lontane

mancanze.

Mai smetterete

di tenermi la mano

© Antonella P. Di Salvo

 

 

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Con immenso amore

nel vostro immutato rimpianto

dolce mamma 

ed indimenticabile zietta…💖

 

 

Notre Dame in fiamme :(

«Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono.

Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore».

Alda Merini

 

“Dagli Usa all’Italia, il grido di dolore

per Notre Dame che brucia”.

 

Mattarella: “L’Italia si stringe alla Francia”.

Obama: “Ricostruire con tutta la forza possibile”.

E su Twitter il disegno dell’artista Cristina Correa Freile

del gobbo che piange e abbraccia la cattedrale

diventa il simbolo del rogo.

 

Dagli Usa all'Italia, il grido di dolore per Notre Dame che brucia. E sui social il simbolo del rogo diventa un disegno

https://edition.cnn.com/videos/world/2019/04/15/notre-dame-on-fire-paris-ms-lc-orig.cnn

 

La magia dei ciliegi 🦋🌺

21 Marzo, primo giorno di “Primavera”…

Potranno recidere tutti i fiori

ma non potranno fermare la primavera.

(Pablo Neruda)

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Svettando verso l’azzurro

con delicata eleganza

ed orgoglioso candore

spettacolari infiorescenze di ciliegio

dalle rosee gote

ad inizio Primavera

sono generoso bottino

di api mellifere

piccolo esercito

avido, paziente e laborioso

che danza armonioso

su quella pura magia

della natura.

Anche l’appariscente lillà

la profumata lavanda

le rosee peonie

e le orchidee selvatiche

ne subiscono il candido fascino

ed attirano a loro volta

quel volo pungente

che offre dorata dolcezza.

Innegabile bellezza

sfronda dai rami scultorei

e dalla semplice purezza dei petali

che all’improvviso soffiare

si disperdono nell’aria

lievemente

come fiocchi di neve

che leggiadri danzano

accarezzati dolcemente

dal vento.

© Antonella P. Di Salvo 2019

( Tutti i diritti riservati )

 

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E’ che dietro le cose ci sei tu, Primavera

che incominci a scrivere nell’umidità

con dita di bambina giocherellona

il delirante alfabeto del tempo che ritorna.


(Pablo Neruda)

 

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“La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la Primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna”.

OSCAR WILDE