“Tutto accade solo un certo numero di volte”…

 

 

 

Il narratore (Paul Bowles)
“Poichè non sappiamo quando moriremo, si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile; però tutto accade solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte. Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra infanzia, un pomeriggio che è così profondamente parte di voi che senza neanche riuscireste a concepire la vostra vita – forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno. Quante altre volte guarderete levarsi la luna – forse venti – eppure tutto sembra senza limite.”

Citazione dal film “Il tè nel deserto”. Un film di Bernardo Bertolucci. Con Debra WingerJohn MalkovichCampbell ScottVeronica LazarNicoletta Braschi.

Titolo originale The Sheltering SkyDrammaticodurata 138 min. – Italia, Gran Bretagna 1990

Via avevo già parlato di Jeremiah Morelli , s tudente universitario, scrittore di lunghi racconti appartenenti al genere fantasy ma soprat...

Nulla dura per sempre…purtroppo…e nulla è illimitato, nonché davvero banale o scontato, nella vita: ecco perchè tutto in realtà, nel momento stesso in cui accade (o non accade), diventa inevitabilmente prezioso ed irripetibile. Ciò va considerato sia in riferimento ai momenti lieti che a quelli dolorosi. Ci sono istanti nell’esistenza umana così rari ed effimeri, pur nello struggimento ad esempio di una perdita o di un fallimento, da rifulgere nella mente e nell’anima come momento “unico” ed insostituibile, dall’aspetto e dai bagliori irripetibili ed affascinanti di un inestimabile diamante… o di una notte magicamente stellata. 

Antonella

 

 

 

Custodisco nel cuore

istanti preziosi 

accaduti solo

“un numero minimo di volte”.

Sono istanti assaporati

un certo giorno

– all’ombra di un gioioso ricordo –

o una certa notte

– dal lento e malinconico respiro –

ma che non posso non considerare

di fondamentale importanza

nella mia esistenza.

Sono istanti in cui

occhi si sono incrociati

e mani sfiorate;

istanti in cui

labbra hanno sussurrato

oppure urlato

parole che mai più

avrebbero urlato o sussurrato.

Istanti in cui

lacrime sono scese accorate

e sorrisi sinceri e spontanei

hanno, in quel preciso e raro momento

illuminato di luce infinita

non solo il volto

ma anche l’anima

facendola tremare

di gioia

di dolcezza

di malinconia

o di dolore.

Sono “istanti”

in cui il tempo si è fermato

congelando nella mente e nel cuore

emozioni rare, se non uniche

e meravigliosamente “illimitate”…

pur nella loro fugace

e struggente limitatezza.

© Antonella P. Di Salvo

 

Natures wishes… Close your eyes, purse your lips, and blow. Let it drift as the…

Annunci

Il linguaggio della musica è un linguaggio che solo l’anima capisce…

pexels-photo-269583.jpeg

Consulta Conservatorio

Concerto dei Compositori per la Settimana dello Studente – Consulta più Compositori della  Scuola di Composizione Conservatorio Vincenzo Bellini Palermo

 

Marilena concerto 6Marilena canti di Monreale 2Marilena concerto 8

Marilena concerto 4

Concerto di musica contemporanea organizzato in occasione della “Settimana dello studente” promossa dalla Consulta degli Studenti Conservatorio Bellini Palermo.
Sono stati eseguiti brani composti da studenti dei corsi della Scuola di Composizione Conservatorio Vincenzo Bellini Palermo.

Musiche di:
Salvatore Passantino
Fabio Pecorella
Giulia Perriera
Marilena Licata   
-Valentina Grisafi
Alice Rosapane
Alessio Masi
-Massimiliano Vizzini
Davide Spina
Mattia Camuti
Massimiliano Seggio

 

In qualità oltre che di compositrice anche di violista mia figlia ( Marilena Licata) ha eseguito con grande emozione il suo: “Canti di Monreale”.

Il linguaggio della musica è un linguaggio che solo l’anima capisce, ma che l’anima non potrà mai tradurre.
(Arnold Bennett)

 

 

“Festa Della Mamma” 2018

20131110543374695

 

” Il ricordo ha bisogno della malinconia
per avere tutto il suo profumo”.
– Anne Barratin –

 

Risultati immagini per Mother

 

Riflessi d’immutato amore

illuminano d’eterno

il soffio breve della vita.

Vibrano i ricordi

come dolce carezza

 su dolenti cicatrici

di recenti e lontane

mancanze.

Mai smetterete

di tenermi la mano…

 

 

Nell’intimità del silenzio

sfilano emozioni senza tempo

proprio lì, dove più fitti

si fanno i ricordi.

Ferite antiche e recenti

restano aperte

ma il vostro tenero sorriso

scintillando da

– gelosamente custodite –

foto in bianco e nero o a colori

spesso illumina le mie notti.

Dolce Mamma

non  ho visto la luce della vita

spegnersi nei tuoi occhi

né ho consolatoria memoria

dei tuoi baci e carezze…

e subito umidi 

si fanno gli occhi miei.

Amata “zietta”

vanamente ho cercato

di fermare il tempo

prendendomi cura

del tuo corpo sofferente

provando a stregare

gli anni avanzati

con la tenerezza

del mio amore.

Ma oltre le illusioni

i sogni, le nostalgie

e i rimpianti del non vissuto

oltre le ferite aperte del cuore

più vivo che mai pulsa

il poetico ricordo

di un reciproco amore

che mai avrà fine!

© Antonella P. Di Salvo

 

Tu sei nel mio cuore
con accesa dolcezza
ed immenso amore.
Il filo, mai si spezzerà.

Antonella P.  Di Salvo  ( 2 Febbraio 2016 )

 

Piangerò speranza in silenzio

sul lungo treno cigolante

che mi conduce

verso l’ambita meta del sorriso.

Sconfitto per sempre

sarà il fantasma del tempo perduto.

Nel cuore rimangono i volti.

© Antonella P. Di Salvo 2013

 

Dolce Mamma e cara zietta

siete costantemente “presenti”…

seppur nella dolorosa Assenza.

 

 

Peppino Impastato ed Aldo Moro…

Delicato "SOFFIO DI VENTO", il mio respiro...

“NOVE MAGGIO: GIORNATA DELLA MEMORIA

PER LE VITTIME DI TERRORISMO”.

“L’Italia sceglie la data in cui morirono Aldo Moro e Peppino Impastato per ricordare chi ha perso la vita negli attentati che negli anni hanno scosso il Paese. Dall’istituzione nel 2007 agli scontri in Parlamento dove,alla presenza di Mattarella, la politica omaggerà parenti e congiunti delle vittime”.

http://www.italiapost.info/255203-nove-maggio-vittime-terrorismo/

Ogni 9 Maggio si ricordano due grandi italiani

uccisi nello stesso giorno e nello stesso anno: 

Aldo Moro e Peppino Impastato.

Aldo Romeo Luigi Moro (Maglie, 23 settembre1916Roma, 9 maggio1978) è stato un politico, accademico e giuristaitaliano, due volte Presidente del Consiglio dei ministri, Segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana.

Tra i fondatori della Democrazia cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne segretario (1959). Fu più volte ministro; come presidente del Consiglio guidò…

View original post 392 altre parole

Monreale, festa del SS. Crocifisso 2018

“L’1 e il 2 maggio il comune del Palermitano si anima con manifestazioni folkloristiche, bande musicali, appuntamenti canori, sbandieratori, giostre e le strade si colorano di bancarelle ed illuminano a festa. Le celebrazioni in onore del SS. Crocifisso toccano il culmine il 3 maggio. Terminato il solenne pontificale celebrato dall’arcivescovo, ha luogo la tradizionale discesa dall’altare del simulacro che, adagiato sullo zoccolo della “Vara”, vede i fazzoletti dei fedeli accarezzargli il costato. Momenti di vera commozione che il Pitrè, nel secolo scorso, così descriveva: “…i sottostanti fanno ressa per salire anche loro, ma non trovano spazio per mettere un piede… “.

L’effige del Crocifisso è, poi, collocata all’esterno della chiesa, sotto la maiolica che raffigura il protettore di Monreale, da dove alle 18 in punto, accompagnata dal suono festoso delle campane, si dà il via alla solenne processione. Dalle 14 alle 18 i fedeli si accalcano presso la Maiolica, per toccare, baciare e pregare il Crocifisso. Fazzoletti bianchi, rossi, turchini volano dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso, lanciati dalla folla che li passa alle persone vicine al Cristo, che li raccolgono, sfiorando, con gli stessi,  le venerate membra, per poi ripassarli alla folla che, con le mani in aria, li coglie al volo, stringendoli al petto, accarezzandosi il viso e gridando: “GRAZIA PATRUZZU AMURUSU“.

duomo di Monreale

La processione, che si snoda per il corso principale della città, vede una marea di ceri accesi che avanza tra lo sfolgorio di luci, la pioggia di petali di rose e lo scampanio festoso delle campane di tutte le chiese. Alla processione partecipano anche le autorità civili e religiose tra cui il sindaco, l’Arcivescovo, i comandanti rispettivamente dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Municipale e buona parte del clero.

L’attuale processione si snoda lungo un percorso che per la maggior parte è quello indicato dall’Arcivescovo Venero nel 1625. Essa inizia dalla Collegiata, passa per via A. Veneziano fino al “Canale”, per corso P. Novelli fino all’Abbiviratura”, dopo una sosta di 30 minuti circa, riscende dalla stessa strada fino a via Garibaldi, detta “a scinnuta ru Signuri”, qui sosta dinanzi la statua di Padre Pio, poi prosegue per via Venero quindi corso P. Novelli, detto “a “Varanna”, per via Roma fino a piazza Vittorio Emanuele II. Esegue un giro completo della stessa piazza, prosegue per via B. D’Acquisto per risalire da via Palermo, rifare il giro della suddetta piazza e sostare, dinanzi il Comune e il Duomo, per i giochi pirotecnici al termine dei quali ritorna in Collegiata passando per via Umberto I.

La processione parte alle 18 del 3 maggio e termina alle 2 del giorno successivo. Un momento di toccante religiosità è il bacio dei bambini al simulacro in tutte le soste e un altro di grande attrazione, misto di fede e folklore, è l’arrivo allo “Spasimo”: dopo la difficile “scinnuta”, il Crocifisso, posto al centro della piazza con il volto proteso verso la Conca d’Oro, estende la sua benedizione al territorio sottostante, un tempo rigoglioso di campagne e di vita. A conclusione della processione, molto sentita è la “ricollocazione” del Crocifisso nella sua cappella posta sull’altare maggiore. I “Fratelli” a spalla, sempre fra due ali di folla, portano il Simulacro in chiesa, al grido: U NOSTRU PATRI RITORNA A LA CASA, mentre i fedeli rispondono: GRAZIA PATRUZZU AMURUSU, GRAZIA”.

https://www.ilsicilia.it/a-monreale-si-festeggia-il-ss-crocifisso-il-programma/

 

Il cuore, non la ragione, sente Dio;

ecco ciò che è la fede: Dio sensibile al cuore,

non alla ragione.

(Blaise Pascal)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Monreale, 3 maggio 2018 – Come anticipato la ”Calata” del Crocifisso c’è stata. Centinaia di fedeli hanno invaso e atteso per ore alla Collegiata per assistere al momento ricco di emozione. Tra preghiere, inni al “Patruzzu Amurusu”, lacrime e tanta commozione, il Crocifisso è stato deposto sullo zoccolo e portato fuori dalla Chiesa. Quindi è stato deposto sulla “vara”, in attesa in via Umberto I, al di sotto del baldacchino, dove lo stanno adorando i fedeli.
Il tempo è stato finora clemente. Le nuvole spuntano all’orizzonte, ma alle 18,00, come di consueto da tanti anni, si avvierà la processione”.

Monreale, ecco il temporale.

Il SS. Crocifisso al Duomo, processione domenica 6 maggio

“Monreale, 3 maggio 2018 – Alle 18,00 puntuale è cominciata oggi la processione del SS. Crocifisso. Una decisione difficile da prendere, dibattuta fino all’ultimo minuto. Lo spiraglio di sole che aveva fatto capolino tra le nuvole aveva fatto sperare nella fine della pioggia. Una decisione andava presa, con il rischio che fosse quella sbagliata. E così la Confraternita ha optato per cominciare il cammino tanto atteso dagli innumerevoli devoti accorsi anche quest’anno. Ma le preghiere non sono bastate, e dopo circa un’ora dal suo inizio si è capito che non si poteva andare avanti. Confratelli fradici d’acqua, alcuni anche senza scarpe, bambini tremolanti con addosso la sola camicia bianca e la bandana inzuppate. Madri e mogli in soccorso con gli ombrelli. Ed allora la decisione di “ritirare” in Cattedrale. Da Via Antonio Veneziano una rapida virata in corso Pietro Novelli e giù in direzione della Cattedrale, raggiunta dopo appena 15’. Una corsa sotto l’acqua sferzante fino al momento dell’ingresso al Duomo, dove il simulacro è stato accolto tra uno scroscio di applausi e tanti sospiri di sollievo.

Ma la processione si farà, il cammino dei fedeli è stato solo rinviato alla prossima domenica”.

 

https://www.filodirettomonreale.it/2018/05/03/monreale-temporale-ss-crocifisso-al-duomo-processione-5-maggio/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1933   “Grazia Patruzzu Amurusu”,

un grido tramandato da padre in figlio,

di generazione in generazione…

 

L'immagine può contenere: una o più persone, folla e spazio all'aperto

Il SS.Crocifisso tra storia e leggenda

Foto

 

Un legame con la città che resiste dal 1626

“Monreale 2 Maggio – Il legame è sempre forte. Il rapporto tra Monreale ed il suo patrono resiste, inossidabile, alle corrosioni del tempo. Quelli che domani faranno una visita nella cittadina, lo potranno constatare.

Sarà il giorno della processione del «SS. Crocifisso», seguita da migliaia di fedeli. Ogni anno, il 3 maggio, infatti, lungo un tragitto estenuante per le vie del paese, che termina a notte fonda, Monreale rende omaggio al simulacro del «Patruzzu amurusu», con una miriade di devoti, provenienti da diverse zone della Sicilia per seguire la «vara», spesso a piedi scalzi. Il rituale si ripete ormai da 385 anni, dal 3 maggio del 1626, quando la festa del SS. Crocifisso fu celebrata per la prima volta per volere dell’arcivescovo spagnolo Girolamo Venero. Un uomo, questo, il cui impegno fu decisivo per sconfiggere la peste del 1625, che anche a Monreale mieté moltissime vittime. Il resto, nell’immaginario popolare, lo fece appunto il Crocifisso, verso il quale la devozione dei monrealesi, già ben radicata, divenne totale ed incondizionata.

La leggenda del SS.Crocifisso, una di quelle più accreditate, parte dal 1540, quando un gruppo di mercanti siciliani, originari di Monreale, Palermo ed Altarello di Baida, veleggiava nel Mediterraneo, imbattendosi in una nave turca. Lì i marinai siculi notarono un crocifisso sbeffeggiato ed oltraggiato dai musulmani. La cosa li scandalizzò molto, tanto da chiedere di poter riscattare il simulacro, in cambio di una forte somma di denaro. Una volta tornati a casa, però, i mercanti dovevano stabilire l’appartenenza del simulacro. Decisero, quindi, di metterlo sopra un carro trainato da buoi: dove si sarebbe fermato il carro, sarebbe sorta una chiesa che avrebbe custodito il “Crocifisso”.

I buoi, ignari della responsabilità che gravava sul loro giogo, si fermarono molte volte e in vari luoghi, cessando definitivamente di viaggiare proprio dove ora sorge la chiesa della «Collegiata», attuale sede del simulacro. La storia, invece, ci racconta che fu ancora Monsignor Venero a commissionare la realizzazione del «SS. Crocifisso» alla famiglia Gagini, molto nota a quel tempo in tutta la Sicilia. Ad avvalorare questa tesi fu il professore Angelo Cristaudo, acese, al quale fu conferito l’incarico di restaurare il simulacro gravemente danneggiato dall’incendio dell’1 marzo del 1985. Cristaudo, in precedenza, aveva restaurato il Crocifisso di Assoro, realizzato da Antonello Gagini e tra i due simulacri notò troppi particolari analoghi per non risalire ad un’unica paternità”.

 

Preghiera a Gesu’ Crocifisso

Questa è la preghiera che viene recitata da tutti i fedeli durante i giorni della “novena” e  ogni qual volta si recano in chiesa ai piedi del simulacro del SS. Crocifisso.

Santissimo Crocifisso! Protettore particolare della Città di Monreale. Riuniti presso il tuo miracoloso simulacro, inneggiamo con fede a Te, nella ricorrenza della nostra tradizionale festa.

Innumerevoli sono le grazie che dal tuo trono di misericordia hai sempre ed a tutti elargito. Veniamo ancora una volta, fiduciosi, ad implorarti la grazia dell’anima ed il perdono dei peccati. Accogli la preghiera che umilmente ti rivolgiamo, ben sapendo che volentieri ascolti coloro che a te si rivolgono.

Ti raccomandiamo le nostre famiglie, perché in esse regni la pace, rinsalda i vincoli della fedeltà e dell’unione coniugale.

Ti raccomandiamo i nostri cari morti perché venga loro concessa la gioia eterna.

Conforta e guarisci gli ammalati d’ogni specie, affinché trovino in te coraggio per sopportare ogni sofferenza.

Fai crescere sani i nostri ragazzi, docili ai buoni richiami dei genitori e infiammati d’amore per te.

Proteggi la gioventù da ogni vizio insano e fai che ogni giovane trovi occupazione e lavoro.

Concedi salute e lavoro agli emigrati. Assistili perché non affievoliscano o perdano la fede, ma possano essere vanto della Santa Chiesa Cattolica.

Benedici la terra, benedici il mare, perché producano il necessario pane quotidiano.

Ricompensa con le tue grazie coloro che praticano e diffondono in Italia ed all’estero la devozione verso di te, Cristo Crocifisso.

Ci mettiamo tutti sotto la tua paterna protezione e fai che, per mezzo della Santa Vergine, madre tua e madre nostra, possiamo ricongiungerci tutti nella gloria del Santo Paradiso.  Amen

 

https://www.facebook.com/FiloDirettoweb/

http://www.palermoweb.com/panormus/feste/festa_monreale.htm

«Lu Signuri è pi la strata».

Il SS. Crocifisso di Monreale è di nuovo per le vie della città.

Monreale, 6 maggio 2018 – “Dopo una lunga attesa il SS. Crocifisso di Monreale è tornato per le strade monrealesi. Oggi il meteo clemente ha permesso alla Confraternita monrealese di poter nuovamente proporre la processione interrotta dopo pochi minuti lo scorso 3 maggio a causa del maltempo. Una piazza Guglielmo II gremita di gente ha accolto la Vara lignea del SS. Crocifisso che ha iniziato un percorso diverso da quello tradizionale. Da piazza Vittorio Emanuele il Crocifisso ha percorso via Roma e via Pietro Novelli, raggiungendo piazza Inghilleri. Da qui la croce sarà portata in spalla lungo la rimanente parte del percorso, riprendendo il cammino interrotto il 3 Maggio.
Lungo le strade petali, lenzuola bianche, candele e richieste di grazia al “Patruzzo Amuruso”, così è chiamata la statua del Crocifisso dai monrealesi. Fino a notte fonda la processione andrà avanti, accompagnata da una lunga fila di fedeli. Il Crocifisso farà rientro al Santuario subito dopo i fuochi d’artificio. Anche qui, come nel corso del momento dell’uscita dalla chiesa, si assisteranno a riti che si ripetono ormai da 392 anni e che da secoli emozionano”.

 

 

 

 

 

 

 

 

https://www.filodirettomonreale.it/

Viaggio nella “Bellezza”…❤

“La bellezza salverà il mondo”. Dostoevskij

“E poi da nessuna parte, neppure a Ravenna, ho visto mosaici simili. Nella Cappella Palatina, che dai pavimenti ai soffitti a volta è tutta d’oro, ci si sente come si fosse seduti nel cuore di un enorme nido, guardando gli angeli cantare; e guardare gli angeli, o anche persone che cantano, è molto più piacevole che ascoltarli. Per questa ragione i grandi artisti danno sempre ai loro angeli liuti senza corde, flauti senza aperture di sfogo, e zampogne attraverso le quali nessun fiato può vagare o zufolare.

Di Monreale, coi suoi chiostri e la cattedrale, hai sentito parlare. Ci siamo andati spesso in carrozza, e i cocchieri sono ragazzi deliziosi magnificamente scolpiti. In loro, non nei cavalli siciliani, si vede la razza”.

Oscar Wilde

 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/12/18/oscar-wilde-conversazioni-in-sicilia39.html

Un viaggio straordinario nella Palermo normanna, oggi capitale della cultura e, nel XII secolo, capitale di un regno che ha riunito sotto una sola corona uomini e donne di fedi e lingue diverse. Un patrimonio dell’umanità unico e irripetibile. Un insieme di gioielli dell’arte e dell’architettura medievali, sotto il segno di un sincretismo che ha messo insieme le migliori culture del mediterraneo: l’occidente latino, l’oriente greco e l’Islam.
Palermo normanna. – Italia. #ViaggioNellaBellezza

 

 

 

http://www.ghelfi360.com/2016/monrealehd/

http://www.ghelfi360.com/2016/monreale/

http://www.ghelfi360.com/2016/chiostro/

 

Comincia a gennaio la primavera siciliana, e via via che le piante fioriscono diventa il giardino di una maga: germoglia la menta sulle rive dei ruscelli, gli alberi morti si inghirlandano di rose canine, persino il brutale cactus mette teneri fiori. Quindi non mi fa paura l’arrivo dell’inverno: quale migliore prospettiva che quella di sedere davanti al fuoco ad aspettare la primavera?

(Truman Capote)

 

Risultati immagini per primavera siciliana

 

 

* SICILIA *

Ti amo intensamente
amata mia Isola!
Spinosa di fichidindia
e colorata di gialle ginestre
profumatissima di zagara
ed accarezzata da cantilenanti 
spiagge assolate.
Misteriosa ed affascinante
nei tuoi arcani abissi
e nelle tue maestose scogliere
a picco sul mare.
Amo i tuoi paesini
dalle viuzze lastricate di basalto
le tue tante chiese 
dal fascino barocco 
e le tue vivaci città
scrigno di atavica cultura.
Ti amo intensamente
– amata mia Isola –
per le improvvise
tue macchie d’ombra
sulle cime delle montagne
e per il tuo respiro
antico e profondo.
Amo il tuo mare azzurro
dal caldo fiato salato
ed i saggi volti della tua gente
arsi dal cocente sole.
Sulle montagne e le pianure
tra le scogliere ed i verdi boschi
a primavera tutto esplode
di colori accesi, profumi, canti 
e vibranti suoni.
Amo la tua enigmatica tristezza
e le tue urla trasportate dal vento
a volte sin troppo amare.
Amo la tua erba e le tue dorate spighe
la tua uva bionda e frizzante
e quella sanguigna e dolce.
Amo osservare le tue lucertole
pigramente distese al sole
e le tue farfalle dai mille colori 
accarezzate dai fiori.
Amo, al calar della sera
il rilassante ascolto 
dei  tuoi grilli canterini
storditi dal profumo 
dell’inebriante gelsomino
ed al sorgere del nuovo giorno
rincorrere con lo sguardo 
i tuoi bimbi chiassosi
che inseguono aquiloni 
porgendoli al vento.
Ti amo intensamente
amata mia Isola.
Amo i tuoi echi 
e le tue memorie
la tua grande umanità
e quello che di te
non tutti vedono e non tutti sanno.
Amo tutto di te
persino i tuoi piccoli fiori
per sempre senza nome.

© Antonella P. Di Salvo

(Tutti i diritti riservati)

 

 

 

 

“Quegli odori di alga seccata al sole e di capperi e di fichi maturi
non li ritroverà mai da nessuna parte;
quelle coste arse e profumate, quei marosi bollenti
quei gelsomini che si sfaldano al sole”.
– Dacia Maraini –

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Dacia_Maraini

 

“Coraggio” – “A te che stai sulla croce”…

The Crucified Christ by Jeffrey Hein Jeff is an amazing artist. I'm lucky to have known him and his art. (Salt Lake City, Utah)

 

“Coraggio, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell’abbandono. Non imprecare, sorella che ti vedi distruggere giorno dopo giorno dal male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero che non sei calcolato da nessuno. Coraggio! La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”.

 

“Al Golgota si va in corteo, come ci andò Gesù. Non da soli. Pregando, lottando, soffrendo con gli altri. Non con arrampicate solitarie, ma solidarizzando con gli altri che, proprio per avanzare insieme, si danno delle norme, dei progetti, delle regole precise, a cui bisogna sottostare da parte di tutti. Se no, si rompe qualcosa. Non il cristallo di una virtù che, al limite, con una confessione si può anche ricomporre. Ma il tessuto di una comunione che, una volta lacerata, richiederà tempi lunghi per pazienti ricuciture”.

 

“La nostra esistenza non è inutile. Il nostro dolore alimenta l’economia sommersa della grazia….la sofferenza tiene spiritualmente in piedi il mondo. Nella stessa misura in cui la passione di Gesù sorregge il cammino dell’universo verso il traguardo del Regno”.

Don Tonino Bello

 

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/antonio-bello/

Toninobello.jpg

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Bello

 

 

A Te, che stai sulla croce

col volto piegato

dalla sofferenza

e dalla morte

con il cuore

 palpitante di emozioni

volgo il mio sguardo.

Uno sguardo

umilmente consapevole

di non esser degno

di incrociare il Tuo

uno sguardo semplice, sincero

profondamente commosso

uno sguardo

dolcemente proteso

verso il grande mistero

del Divino fatto Uomo

uno sguardo

pieno di mille perchè

sulla terrena vita

sulla sofferenza

e sulla morte.

Il mio cuore

è pieno di fede

tuttavia, fragilmente umano 

è anche facile preda

di improvvise malinconie

ma, nel contempo, sa essere

improvvisamente gioioso

e stupito

sì, ancora stupito

così come quello dei bimbi

stupito e grato

della tua Immensa Misericordia.

La mia anima imperfetta

sempre e per sempre

ha sete di Te

Somma Perfezione!

Ha sete

 del Tuo puro ed immenso

Amore

del Tuo tenero abbraccio

e del Tuo

amorevole perdono.

Se potessi

toglierei una ad una

le spine dolorose

che ti trafiggono il capo.

Se potessi

tergerei

con le mie lacrime

le Tue tante ferite

e bacerei

le Tue dolorose piaghe

con tenerezza

e con compassione

sperando di lenirle un pò.

A Te, che stai sulla croce

dono le mie speranze

ma anche i miei dubbi

e le mie incertezze.

A Te che sei

” L’Uomo dei dolori “

offro umilmente

i miei piccoli dolori

– quelli presenti

e quelli passati –

ma anche le mie risa infantili

e tutto quanto di puro

può ancora esservi

in me.

A Te, amato e Buon Gesù

dono con gioia

e con fiducia

la mia vita

e la mia anima.

 © Antonella P. Di Salvo

 

 ” Venne la luce a illuminazione di coloro che stanno seduti all’ombra dei sepolcri, e illuminazione voleva dire: riconoscere il dono della luce e mutare anche se stessi in luce che si dona. Ciò sarebbe stata la morte dell’istinto e la sua resurrezione nell’amore “.

– Hans Urs von Balthasar –

 

 …Donna, la man gli è presa / e nella croce gli è stesa / con un botto gli è fesa / tanto ci l’on ficcato! / L’altra man se prende / nella croce se stende / e lo dolor s’accende, / che più è moltiplicato. / Donna, gli piè se prenno / e ciavellanse al lenno, / onne iuntura aprenno / tutto l’han desnodato” (Jacopone da Todi).

E la folla assetata ancora gridava “Crucifige! Crucifige!” ed io accanto a Maria di Magdala, sconosciuta e dolente, con il fardello delle mie fragilità, assistevo al mistero dell’immolazione di Cristo per tutta l’umanità. “Dappertutto un caos in sommovimento, un subbuglio senza speranza, un brulicame che appuzza l’aria afosa, una irrequietudine scontenta di tutto e della propria scontentezza. Gli uomini nell’ebrietà sinistra di tutti i veleni, consuman se stessi per bramosia di fiaccare i loro fratelli di pena, e, pur di uscire da questa passione senza gloria, creano, in tutte le maniere, la morte. Le droghe estatiche e afrodisiache, le voluttà che struggono e non saziano, l’alcool, i giuochi, le armi, prelevano ogni giorno a migliaia  i sopravvissuti alle decimazioni obbligatorie.” (Papini Preghiera a Cristo).

— Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno —

E chinavo il capo, con l’improvvisa visione delle mie debolezze, delle mie ipocrisie, delle mie insofferenze, in un pianto sommesso.

— In verità io ti dico che oggi sarai con me in Paradiso —

Perché il perdono è amore e “…L’amore è un sacramento che andrebbe ricevuto in ginocchio con Domine non sum dignus, sulle labbra e sul cuore di chi lo riceve…” (de Profundis Oscar Wilde).

E la tenerezza abbracciava la madre, tutte le madri del mondo, la solitudine dell’umanità. E quelle braccia aperte ferite, sanguinanti per tutto il dolore degli uomini, affidavano alla fratellanza, alla sensibilità di chi sa amare anche sulla terra, la rinascita del mondo.

— Donna, ecco tuo figlio. Figlio ecco tua madre —

“Dall’ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all’ora nona. E verso l’ora nona, Gesù gridò a gran voce: – Eli, Eli, lama sabactanì? – cioè –Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? – (Vangelo secondo Matteo).

In quel grido risentivo i graffi del mio cuore, il pianto delle mie sofferenze, l’accorato appello nel momento del dolore. E nell’umanità di quel grido ho sentito “Cristo sparpagliato / per tutta la terra / Dio vestito di umanità” (Padre Turoldo)

La fine del martirio si sta compiendo. Lo strazio ha snaturato il volto, l’atrocità ha ucciso la pietà, la carne dilaniata testimonia la ferocia degli uomini.

— Ho sete —

E in quell’aceto, ultimo sprezzante insulto, c’è l’amaro dei peccati di un’umanità senza vergogna, senza misura. Ma c’è, forse, la premonizione dell’eterna sete di Dio che attraversa l’inquietudine degli uomini e la mia personale ricerca di giustizia, di verità, di pace

Poi “Gesù gridando a gran voce, disse: – Padre nelle tue mani rimetto lo spirito mio – Detto questo spirò” (Vangelo secondo Luca).

E il mondo si inginocchiò davanti a tanto Amore. E l’uomo si sentì grande nel cuore di Dio. E mai il dolore fu così puro, consapevole, vero. E l’umanità fu abbracciata dalla redenzione, dalla speranza. E il mistero della fede scaldò l’anima di chi vuol credere. E la vita fu illuminata dal sacrificio di Cristo. E l’uomo imparò ad amare nell’Amore di Dio.

Ed io fragile come una foglia al vento, continuo a pregare: “ Anima di Cristo, santificami / Corpo di Cristo, salvami / Sangue di Cristo, inebriami / Acqua del costato di Cristo, lavami / Passione di Cristo, confortami” (Anima di Cristo di Ignazio di Lojola).

http://www.milanopost.info/2015/04/03/ai-piedi-del-crocifisso-con-il-cuore/